Dimissioni del Papa: da Mentana a Vespa

Mentana nel suo tg di La7 ha esordito così: “Le dimissioni del Papa. Questa notizia se le mangia tutte”. Antonella Clerici, pronta per la diretta della Prova del Cuoco, scrive su twitter: “le dimissioni del Papa un fulmine a ciel sereno… aspettiamo il tg 1”. E così via, fino ad arrivare a Bruno Vespa, che prepara lo speciale di “Porta a Porta”.

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La7 – Mediaset, reazioni: Gad Lerner: “E’ un’infrazione evidente alla normativa antitrust”

Il possibile acquisto di La7 da parte di Mediaset ha suscitato le inevitabili reazioni e rischia di diventare un caso politico. Dopo la dichiarazione di Enrico Mentana, che ha definito quella di Mediaset, soltanto “un’azione di disturbo”, anche Gad Lerner, conduttore de L’infedele, ha espresso la sua opinione.

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Premio Regia Televisiva 2012: Fiorello e Geppi Cucciari personaggi dell’anno

Domani in prima serata su Rai 1, andrà in onda la 52esima edizione del Premio Regia Televisiva, ideato da Daniele Piombi e condotto da Carlo Conti.  In attesa di conoscere la top ten dei programmi che si aggiudicheranno il Premio Tv (Top Ten 2012), sono stati resi noti i vincitori delle altre principali categorie.

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La7, Enrico Mentana denunciato dalla redazione

L’Associazione Stampa Romana, in accordo con il comitato di redazione di La7, ha denunciato Enrico Mentana per comportamento antisindacale. L’Asr comunica di aver preso questa decisione dopo “le ripetute violazioni dell’articolo 34 del Cnlg da parte della direzione del Tg de La7 che si rifiuta categoricamente di intrattenere corrette relazioni con il Comitato di Redazione”.

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Conduzione Tg: in tv record di presenza femminile nelle edizioni principali

Che siano le edizioni del mattino, della pausa pranzo o dell’ora di cena, in tv possiamo star tranquilli che non sarà necessario invocare le quote rosa: la presenza di giornaliste alla guida della conduzione dei tg è ormai una certezza in Rai, Mediaset e La 7, in cui nessun canale è esonerato, se non forse Cielo/Sky Tg 24 con una doppia conduzione.

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I telegiornali sono visti dai vecchi: guidano il Tg1 e il Tg3

I telegiornali italiani sono programmi d’informazione per vecchi: una ricerca che ha effettuato Vidierre sui dati Auditel sottolineano come tutti i telegiornali della sera delle principali reti televisive italiane sono seguiti in prevalenza da persone che hanno più di 46 anni (fonte Wallstreetitalia.com).

La ricerca, che riguarda il periodo compreso tra Marzo 2010 e Febbraio 2011 e un target di riferimento tra i 4 e gli 85 anni, non salva nessuno: l’età media del pubblico del Tg1 è di 59 anni (con picchi di preferenza tra i settantenni), così come quella del Tg3; il Tg4 ha la media di 57 anni. La media scende nel caso del Tg5, intorno ai cinquant’anni, del Tg2, cinquantuno anni e di Studio Aperto, che nell’edizione delle 18.30 ha la media di 46 anni.

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Sondaggio Demos-Coop sui Tg: chi sale, chi scende


Che l’Italia fosse media dipendente non vi erano dubbi, l’ulteriore conferma arriva dal sondaggio annuale condotto dall’ Osservatorio Demos-Coop pubblicato di recente dal quotidiano La Repubblica. Una media altissima, 8 italiani su dieci, attinge all’informazione televisiva al punto che ormai si può dire che la realtà venga mutuata dai fatti che in grande spolvero vengono proposti ogni giorno dai Tg nazionali. La nota positiva del sondaggio arriva proprio dai dati relativi alla disaffezione o meno nei confronti di questo o quel Tg. Al di là dei proclami dei vari Augusto Minzolini e Clemente J Mimun che si dicono paladini della vera informazione, con i rispettivi telegiornali infarciti di servizi al limite del ridicolo se non addirittura imbarazzanti, l’italiano medio dimostra di non essere il classico organismo decerebrato incapace di discernere tra la qualità e la quantità, come qualcuno vorrebbe farci credere.

La peggiore battuta d’arresto la segnano proprio il Tg1 (che tra l’altro ci rimette anche in pubblicità) con dieci punti in meno rispetto ad un anno fa e il Tg5 con un gradimento pari al 49% in caduta libera. A guadagnarci sono il Tg3, Sky Tg24, il Tg La7 e udite udite, Rainews di cui in più di un’occasione ci siamo ritrovati a tessere le lodi proprio da queste pagine. Con una situazione in perenne bilico, il direttore Corradino Mineo in odore di sostituzione da illo tempore, il canale all news della Rai, riesce a togliersi più di un sassolino dalla scarpa. “Cresce il gradimento e la fiducia del pubblico per Rainews – riporta una nota del cdr – E’ questa l’ennesima prova dell’importante ruolo di servizio pubblico che svolge l’all-news della Rai. E della nostra qualità dell’informazione, pluralista, autonoma indipendente. Non c’è più spazio per ulteriori rinvii, la Rai deve decidere su risorse e mezzi per il canale all-news“ In più si aggiunge:“Ma le mancate decisioni dell’azienda, a cui da oltre un anno chiediamo risorse e mezzi per il rilancio del canale, rischiano di vanificare per sempre i risultati raggiunti”.

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Ascolti Tv sabato 16 ottobre 2010: C’è posta per te vince la serata grazie a 5.900.000 spettatori

Senza indugiare più di tanto, è ormai scontato affermare che, a vincere lo scontro del sabato sera e ad aggiudicarsi l’intera serata è, come sempre, Maria De Filippi e il suo storico programma C’è posta per te, che, grazie anche a ospiti come Ezio Greggio, Enzo Iacchetti ed Emma, ha conquistato il cuore di ben 5.889.000 spettatori, pari a uno share del 27,93%. La trasmissione che ha preso in ostaggio il sabato sera da svariati anni ormai, ha battuto, anche stavolta con estrema facilità, il malcapitato Fabrizio Frizzi che, al timone de I soliti ignoti – Speciale… e confermo, non riesce ad andare oltre i 3.104.000 spettatori, con uno share pari al 12,84%.

I serial di Rai2, stavolta, hanno avuto decisamente il braccino corto e i risultati che hanno ottenuto non sono del tutto soddisfacenti. La serata serial è iniziata con Cold case che, grazie all’episodio intitolato Ascolta e saprai, si porta a casa 2.184.000 spettatori, pari a uno share del 8,52%. La serata è continuata con The good wife che non ha migliorato la situazione e, grazie all’episodio dal titolo Un figlio da salvare, ha accalappiato 1.793.000 spettatori, con uno share del 7,13%. Più convincente la scelta di Italia1 che si è avvicinata a Rai1, grazie al film fantastico Spiderwick – Le cronache, con Freddie Highmore e Mary-Louise Parker, che ha tenuto incollati agli schermi ben 2.950.000 spettatori, con uno share pari al 11,82%.

Su Rai3, è andato in onda il documentario firmato da Gabriele Salvatores, 1960, che ha interessato 2.187.000 spettatori, pari a uno share del 8,86%. I serial di Rete4, invece, rifiatano un po’: si parte con Lie to me che, con l’episodio La scelta più giusta, ha appassionato 1.297.000 spettatori, con uno share del 5,07%. Successivamente, è arrivato il turno di Bones che migliora nettamente i suoi ascolti, con l’episodio intitolato Morte di una reginetta, portandosi a casa 1.499.000 spettatori, con uno share del 6,58%. Anche La7 si è interrogata sul caso di Sarah Scazzi: 939.000 spettatori, con uno share pari al 3,87%, è il risultato dello speciale del Tg La7.

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Tg La7, Enrico Mentana: “Ci aspettavamo un buon esordio, ma non così eclatante”

Enrico Mentana, dopo l’esordio col botto di lunedì del Tg La7 delle 20.00 (1,48 milioni di spettatori e 7,3% di share), prima di conoscere il risultato di ieri sera (1,29 milioni di spettatori e 6,6% di share), ha commentato i dati con Marida Caterini de Il Tempo. A proposito della prima puntata il giornalista dice:

Ci aspettavamo un buon esordio, ma non osavamo pensare che potesse assumere un aspetto così eclatante. Noi abbiamo costruito un prodotto destinato a consolidarsi nel tempo e a conquistare la fiducia dei telespettatori. Nessuno pensa a realizzare un Tg che stia in piedi un solo giorno come ascolti. Abbiamo lavorato in questi ultimi due mesi ad un ritmo che persino Marchionne guarderebbe con ammirazione.

Chicco Mentana spiega che la scaletta del suo Tg dipende dalle notizie di giornata e non da una tattica predefinita:

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Tg La7: la sfida al Tg1 è iniziata?

Lungimirante, al momento non troviamo aggettivo migliore per definire Enrico Mentana, l’uomo che ha saputo dire basta alla corazzata Mediaset (ricorderete le dimissioni da direttore editoriale e quindi da Matrix), che ora ha saputo reinventarsi in una realtà come La7 la quale gli consente, speriamo che le circostanze favorevoli restino tali, i necessari spazi di manovra. In appena due mesi, il prode Enrico ha saputo rivitalizzare l’asfittico Tg La7 (+58% di share rispetto ad un anno fa) attestandolo nell’edizione delle 20, su una media di 697mila telespettatori con punte di 1,4 milioni, sfidando i blasonati Tg1 e Tg5: “È come un campionato, la tua squadra deve vincere ma speri anche che gli altri facciano dei passi falsi. E se, per assurdo, dichiara Mentana, i due principali Tg fossero entrambi filogovernativi, ci sarebbe più spazio per noi, che non privilegiamo né Bersani né Berlusconi“.

Dalle parti del Tg1 si ostenta sicurezza, in una recente dichiarazione durante la trasmissione Uno Mattina Estate di Raiuno, il direttore Augusto Minzolini tutto intento a dare un’anima alla sua creatura, anima sappiamo bene di chi, ha dichiarato: “Francamente non mi sento in competizione con Mentana Ha un grande seguito sui media, che parlano di questo successo de La7, che è meritato. Noi ad agosto, rispetto all’anno scorso, abbiamo avuto 500 mila spettatori in più, Mentana ne ha guadagnati 240 mila, di fatto noi abbiamo guadagnato il doppio. Il Tg5 ne ha persi all’incirca 270 mila. Semmai il problema non è mio, ma di Clemente Mimun”. Minzolini sa d’avere a che fare con un osso duro, che potrebbe mettere in crisi seria la sua già contestata leadership del telegiornale più visto d’Italia.

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