
Due mesi fa vi parlammo di Canale Italia appoggiandoci ad un’intervista rilasciata dall’imprenditore padovano Lucio Garbo a Libero, dove il proprietario della rete parlava del nuovo palinsesto che lancerà a partire dal 13 settembre.
Oggi torniamo ad occuparci della rete perché il direttore generale di Italia Pubblicità (colui che raccoglie le inserzioni per conto del network), Carlo Vittorio Giovannelli ha dato ulteriori indicazioni sulla programmazione futura in un’interessante intervista ad Affaritaliani. Giovannelli, che ribadisce la volontà di raggiungere il 3% di share di La7, parla di un palinsesto creato per piacere a tutto il pubblico (“Il nostro slogan è tre target per una sola rete”) che al mattino informi e nel resto della giornata intrattenga grazie a contenitori come Buongiorno Italia, Canta Italia, Pomeriggio Italia e Grande Varietà.
I nomi su cui punta Canale Italia sono quelli già noti di Jo Squillo, Memo Remigi, Ciccio Graziani, Vittorio Sgarbi, Susanna Messaggio e Paolo Brosio, più Ambra Orfei di cui nella precedente intervista non si parlava (non viene citato Paolo Limiti, il che può far pensare ad una trattativa fallita o ancora in corso).

All’alba del periodo in cui le televisioni locali muovevano i primi passi nell’etere italiano GRP ovvero Giornale Radio Piemonte con sede a Torino, è già una realtà importante sul territorio, prima come radio, poi come televisione fondata dal marchese Stelio Cassano di Camerana. Nel 1976, la Rai non è presente con le redazioni locali del terzo canale, le tv private hanno buon gioco nel campo dell’informazione e considerato che le stesse sono ancora in numero esiguo in Piemonte, GRP riesce ad affermarsi con una certa facilità. L’emittente è tra le prime a diffondere le proprie trasmissioni a colori, nel 1979 la programmazione copre le 24 ore, con una copertura del segnale che raggiunge non solo tutto il Piemonte ma anche la Val D’Aosta e la Svizzera Italiana.


La televisione pubblica irlandese RTE (Radio Telefis Eireann), inizia a trasmettere come ente radiofonico il 1 gennaio 1926, la tv muove i primi passi il 31 gennaio 1961 sebbene la data di fondazione ufficiale sia il 1 giugno 1960. Proprio in virtù della lunga tradizione acquisita, la si può annoverare tra le emittenti pubbliche più antiche. Singolare fu il discorso d’inaugurazione dell’allora presidente dell’Irlanda Eamon de Valera che definì i mass media: “come l’energia atomica che può essere utilizzata a fin di bene, ma può anche arrecare un danno irreparabile”.





