Ainori, letteralmente tradotto cavalcare l’amore, è un reality giapponese, che va in onda su Fuji Tv, da dodici edizioni (l’ultima conclusasi a marzo 2009 è stata la più vista nella storia del programma). Sette giovani uomini e donne viaggiano per il mondo a bordo di un bus rosa.
Il reality nasce come un diario di viaggio, che fino al dicembre 2008, ha seguito l’autobus in 90 Stati partecipanti, con l’intento di esplorare le attrazioni turistiche più famose. I partecipanti sono guidati in ciascuna nazione da un nativo che funge da guida, dall’autista, e da un amico. Dopo aver raggiunto il confine con un altro Paese, i partecipanti vengono “interrogati” per testare gli insegnamenti appresi. Chi non supera la prova, esce dal gioco. Chi risponde esattamente alle domande, rimane in gara. Nuovo autobus ed autista. Lo stesso vale per la guida turistica ed i compagni di viaggio.







Il compianto Gianfranco Funari nella sua irrefrenabile schiettezza affermava:“la tv è come la merda, bisogna farla ma non guardarla”. Noi che anni fa sia pure nel nostro piccolo, l’abbiamo fatta ci sentiamo di dargli ragione, peccato che il rapporto Censis 2009 riporti dati che vanno nella direzione opposta: la televisione resta il mezzo di comunicazione più diffuso, raggiungendo il 97,8% della popolazione, sebbene, bisogna dirlo, si accentui il tasso di diffusione di internet nel nostro Paese cresciuto dal 20,1% del 2001 all’attuale 47%, alla rete attingono le fasce d’età più giovani: l’80,7% degli under 30, che saranno i genitori di domani e si spera diano uno scossone al caravanserraglio a cui bisogna assistere ogni maledetto giorno che il buon Dio generosamente ci regala.
Ancora uno sguardo alla “televisione di qualità”, che difficilmente fa notizia, ma che ugualmente offre spunti e riflessioni personali per capire meglio la società in cui viviamo. Ecco i tre momenti “nascosti” della settimana.

