Italia 1, nella nuova programmazione verticale di nuovo c’è solo la terminologia! Gli azzardi sono tutti in futuro

Ci hanno creduto tutti al rinnovamento di Italia 1: è bastato che il direttore di rete Luca Tiraboschi parlasse di palinsesto verticale (cioè un flusso di programmi con caratteristiche simili, ovvero quello che si è sempre cercato di fare da quando si parla di programmi traino) e mettere in mezzo facebook versione mediaset (FaceCool 1) e la rete giovane del biscione è diventata subito innovatrice, ma di novità se ne vedranno veramente poche, almeno fino a pasqua.

Allora vediamole tutte queste novità: lo sdoppiamento di Mai Dire (già fatto), con il Mai Dire GF il lunedì in seconda serata e Mai dire Martedì nella prima serata del martedì dopo Buona la prima (già fatto); il prime time con La ruota della fortuna (già fatto); la serata Crime con CSI Las Vegas e CSI New York, seguito da The Closer o Real CSI. al mercoledì (già c’era ma cambiata di serata); Le iene il venerdì (già fatto), con versione più hard in seconda serata; la serata del sabato con i film per famiglie (è da una vita che è così), Invasion (serie già proposta sulle reti mediaset), Poker Mania (programma già lanciato); il Motomondiale in esclusiva (già fatto).

Vediamo il famoso palinsesto verticale, che spezzetta la serata, ma con un unico filo conduttore (ditemi dov’è?):

La tv dei belli: è proprio così?

 Quanto conta la bellezza in tv? Vi chiederete voi, per me che la tv nel mio piccolo l’ho fatta e che oltre ad essere uomo non sono neanche al top nella classifica delle divinità greche, posso dire sicuramente tanto. Sentirete molti affermare che non è tutto ma le persone telegeniche, che, badate bene, non vuol dire essere necessariamente bellissimi ma con una buona presenza davanti alle telecamere, hanno senz’altro buone possibilità di irrompere nel magico mondo dello spettacolo.

L’avvento della tv commerciale oltre a una buona presa di posizione delle maestranze femminili, hanno fatto in modo che negli ultimi anni i canoni di bellezza si siano innalzati, coinvolgendo i vari direttori di rete ma anche i responsabili delle redazioni giornalistiche in una scelta di figure professionali ma allo stesso tempo appariscenti, prendete come esempio Sky Tg24, dove le giornaliste sono tutte molto graziose con picchi di qualità davvero notevoli, ma anche i tg delle tv generaliste non scherzano, a conferma che volenti o nolenti anche l’occhio vuole la sua parte, in un ambiente poi dove inevitabilmente l’aspetto conta eccome.

Questo non significa dare per scontato che chi è bello farà sicuramente strada, in primo luogo perché di uomini e donne belli il mondo dello spettacolo è popolato, poi perché intervengono tutta una serie di fattori tra cui agganci e conoscenze senza i quali neanche una Nicole Kidman in pectore riuscirebbe a farsi largo. Prendiamo ad esempio le ribattezzate Del Noce’s Angels ovvero Caterina Balivo, Eleonora Daniele, Veronica Maya, Elisa Isoardi: senza l’impulso dato alle loro brucianti carriere dal mentore Fabrizio Del Noce, che destino vuole sia un pezzo da novanta della Rai, avrebbero di sicuro faticato ad arrivare dove sono ora, senza nulla togliere alla professionalità di alcune di loro, ciò non toglie che nella scelta di ricoprire determinati ruoli la bellezza abbia giocato una parte determinante.

Cuatro: tv spagnola di successo

Approfittando della prima televisiva su Fox (Sky, 110) di Countdown, serie tv prodotta per due stagioni dalla Imagina, questa settimana parliamo della rete privata spagnola Cuatro (Quattro in italiano) su cui il telefilm ha avuto origine.

L’emittente di proprietà della Sogecable specializzata in trasmissioni in pay per view è nata il 5 novembre del 2005 sulle frequenze di Canal + (anche questo controllato dalla Sogecable), destinato alla messa in onda sul solo digitale terrestre.

La fama del canale si è accresciuta in breve tempo portando lo share dal 4,5 all’8% , grazie a una programmazione rivolta in particolare al pubblico giovane, basata su un palinsesto con serie tv di successo ed eventi sportivi, per lo più calcistici, di un certo rilievo. Il 2006 rappresenta per Cuatro, l’anno della svolta, la messa in onda dei mondiali di Germania, con particolare risalto alle partite della nazionale spagnola, le consentono di raggiungere audience da record, in particolare il 9 luglio 2006, l’incontro di calcio Italia-Francia e la finale di tennis a Wimbledon, le permettono di superare la più blasonata Telecinco, con un 20,4% di share, collocandola in cima alla classifica delle emittenti più viste in territorio spagnolo.

The Einstein Factor: un quiz per veri esperti

Se ritenete di sapere tutto su qualcosa o qualcosa su tutto, The Einstein Factor è il gioco che fa per voi! La frase iniziale è lo slogan che accompagna questo gioco a quiz in onda dal 2004 sull’ australiana ABC1, condotto dal comico Peter Berner, che non manca di cimentarsi nel corso del programma in battute divertenti com’è sua natura. Il Fattore Einstein, giunto alla quinta stagione viene trasmesso ogni domenica alle 18.30, è stato creato dal produttore televisivo australiano Barry O’Brien, mentre Ian Duncan è il produttore esecutivo.

Ogni settimana tre concorrenti si propongono come tuttologi , determinati nel raggiungere l’obiettivo finale: essere proclamati vincitori assoluti ovvero Einstein Factor Grand Champion, totalizzando il punteggio più alto, dopo essersi confrontati con quelli delle altre puntate. Ufficialmente non sono previsti altri premi, esistono dei veri e propri play-off , fino ad arrivare all’ultima puntata dove si scontrano i migliori tre. Una stagione di The Einstein Factor può durare anche 40 puntate, divisa in tre parti da 13 trasmissioni ciascuna più la finale.

I concorrenti si presentano come esperti di una determinata materia, oltre ad essere bersagliati da una vera e propria gragnola di domande , devono sottoporsi al severo ma non troppo controllo del Brains Trust, una sorta di elite intellettuale composta da tre personaggi più o meno celebri che con le loro risposte possono influenzare il cammino del giocatore di turno.

Telegenova: da 35 anni sulla cresta dell’onda

 Tra le prime emittenti televisive italiane, Telegenova dà il via alle proprie trasmissioni nel 1974 per iniziativa di Umberto Bassi e dell’allora editore del Corriere Mercantile, l’armatore Fassio, in questo ambito si muove una delle figure più amate della tv locale Franca Brignola, conduttrice di programmi come Cara Franca ti scrivo e Ci tengo a dirlo in musica, dove gli spettatori la domenica mattina possono richidedere le canzoni preferite e dedicarle. Nel 1986 Telegenova sull’orlo del fallimento viene rilevata da Salvatore Cingali, che la rilancia rendendola professionale e compentitiva, sviluppando già dal 2003 la sperimentazione di programmi sul digitale terrestre.

Nel 2004 Cingali muore prematuramente, dopo due anni di gestione condotta da Giovanna Cantini moglie di Cingali, Telegenova nel 2006 viene ceduta al Gruppo Profit di Raimondo Lagostena, tramite le società Alt – Azienda Lombarda televisioni e TivuItalia. L’operazione ha complessivamente un valore di circa 10 milioni di euro. La nuova proprietà insedia un consiglio di amministrazione che vede come presidente l’avvocato Mauro Grego, Raimondo Lagostena come amministratore delegato, Tiziana Grilli Lagostena, Mario Bottaro, Dino Pierluigi Secondi e Luigi Scotti come consiglieri.

Sky Mediaset: la sfida del digitale continua

La gara del digitale tra Sky e Mediaset è ormai ufficialmente iniziata e nessun altro contendente sembra al momento in grado di rivaleggiare con i due colossi dell’emittenza televisiva. Sky punta sempre più a una offerta quantitativa, spesso a scapito della qualità, tra poco il bouquet come già annunciato si arricchirà di un nuova proposta targata Digicast dal nome Lei, c’è da giurarci che il discorso non finirà qui, ciò non toglie che le offerte di alcuni canali tipo Fantasy ad esempio, lascino un po’ a desiderare, ma come si dice tutto fa brodo, considerato che uno dei traini dell’offerta satellitare, lo sport, va a gonfie vele.

A un’ incollatura c’è Mediaset forte del discorso switch off digitale, che a breve coinvolgerà tutte le case italiane permettendo al Biscione di proporre meglio e bene i nuovi canali dell’offerta su carte prepagate Gallery (Mya, Steel, Joy) e Fantasy (Cartoon network, Disney Channel, Playhouse Disney e Hiro,) oltre ai progetti di un canale all news e del preannunciato ma non ancora attivo Bis successivo a Iris già disponibile da qualche tempo in versione free, senza contare il corposo pacchetto calcistico proposto a prezzi davvero competitivi.

Dal canto suo Sky, per il prossimo futuro confida sul fatto che non sarà più vincolata dall’Unione Europea a trasmettere esclusivamente sul satellite, facendo si che il gruppo di Rupert Murdoch possa scendere a pieno titolo sullo scenario del digitale terrestre, se sarà una lotta all’arma bianca con Mediaset solo il tempo potrà dirlo, ma ci sentiamo di escludere che possa accadere: le due Aziende preferiscono muoversi sul piano delle alleanze piuttosto che su quello di una netta contrapposizione.

CW: un giovane e rampante canale americano

 Uno dei più giovani network americani The CW television network, meglio conosciuto come CW è nato nella stagione 2006-2007 dalla fusione tra UPN già controllata dalla CBS Corporation e The WB appartenuto alla Warner Bros, emittenti televisive in crisi di audience. Il nome deriva dalle iniziali dei due gruppi che l’hanno costituito C dalla CBS e W dalla Warner.

Curiosa la dichiarazione dal presidente della CBS Leslie Moonves, che alla nascita di CW, scherzando riferì:”Non abbiamo potuto chiamare il nuovo canale WC per ovvi motivi”, nonostante che alcuni dirigenti abbiano definito la sigla “disliked” ovvero sgradevole. “Questa nuova rete offrirà ai telespettatori una programmazione di alta qualità mantenendo un costante impegno verso ogni tipo di pubblico” disse Moonves. “Sarà nettamente superiore alla somma delle sue parti, offrendo eccellenti risultati ai propri inserzionisti, traendo creatività dagli studi di produzione ma cercando spunti anche da altre fonti

Il breve tempo il nuovo canale grazie a produzioni decisamente azzeccate, è riuscito a guadagnare la fiducia del pubblico americano. Il lancio ufficiale è avvenuto il 20 settembre del 2006 con la messa in onda di due ore dedicate a America’s Next Top Model prima stagione, seguito da una “summa” delle produzioni più importanti dei due network originari come Smallville, Gossip Girl, 90210, ora in onda nella nuova edizione e Settimo Cielo, un vero classico molto apprezzato anche in Italia, che ha chiuso i battenti dopo 11 anni.

Italia 1, dal 7 gennaio il preserale cambia faccia

Dal 7 gennaio il preserale di Italia1 cambierà di nuovo, cercando di portarea casa un buon risultato con i dati Auditel, che in questo ultimo periodo erano stati leggermente in calo.

Nel palinsesto pomeridiano verrà introdotta una terza edizione del notiziario sportivo Studio Sport, in onda dal lunedì al venerdì alle 13 e la notte, un’idea non molto intelligente visto che, la stessa cosa era stata fatta in passato, ma senza un buon riscontro con i dati auditel.

Videolina: la numero uno in Sardegna

 Con 3500 ore di produzione, 12 edizioni giornaliere del telegiornale, 5 redazioni principali 12 troupes in movimento ogni giorno, Videolina è in assoluto la più importante tv della Sardegna, una delle prime emittenti private nate sull’isola e in Italia. Nel 1975 l’editore Nicola Grauso, dopo aver fondato l’emittente radiofonica Radiolina, decise di affiancare ad essa una struttura televisiva destinata a conseguire notevoli successi, al punto da permettergli nel 1985 di acquistare il quotidiano L’Unione Sarda.

Come tutte le più importanti emittenti televisive italiane finora esaminate anche Videolina fa dell’informazione locale il suo punto di forza, oltre a una serie di programmi sulla realtà quotidiana sia sotto il profilo economico che sportivo, come Sardegna Verde in onda ogni domenica alle 13.30, realizzato con la collaborazione della Federazione regionale della Coldiretti. La trasmissione affronta in meno di mezz’ ora uno o più temi dedicati all’ attualità produttiva, con un taglio anche politico-sindacale, oltrechè informativo. Realizzato quasi sempre in esterni, a diretto contatto con chi lavora in campagna, il settimanale di agricoltura è completato da schede e grafici che contribuiscono a mettere a fuoco anche i risvolti economici di un settore ancorato alle politiche agricole dell’ Unione europea. Presenta Emanuele Dessì.

Tv vecchia: non è un Paese per giovani

Torniamo a parlare della tv nostrana e di quanto abbia bisogno a detta di molti, noi compresi, di una boccata d’ossigeno. Circa l’attuale programmazione televisiva Fiorello era stato lapidario a settembre destando non poche polemiche:“Ma basta! manca solo che il giovedì rifacciano Rischiatutto e ci siamo: la televisione fa il passo indietro di 50 anni” E continua “Siamo alla televisione di quarant’anni fa. Ci dovrebbe essere una legge che vieta di ripetere una formula per più di tre volte… Io ora guardo soprattutto calcio. Non è snobismo. I reality li vedevo, ma poi stufano. Per questo ho interrotto Viva Radio2, preferisco smettere quando un programma è ancora al massimo, prima che qualcuno si stufi”.

A distanza di mesi altre voci critiche si alzano nei confronti di una struttura vetusta e fatiscente quale può essere definita per molti versi la tv dei nostri giorni, quelle di Marco Maccarini e Alessandro Cattelan, entrambi devono la loro fama a un canale, Mtv, rivolto ad un pubblico giovane, una sorta di isola felice nell’oceano di desolazione in cui soggiace l’attuale panorama televisivo nostrano, i più indicati quindi a puntare il dito verso ciò che non va.

Su What’s Up Marco Maccarini si sfoga: “Ho iniziato su Mtv, ho fatto programmi grandi e piccoli, ma ho cercato di farli bene. Ad un certo punto mi sono accorto che sull’onda alta c’erano personaggi che non se la meritavano, così ho deciso che questo tipo di notorietà non mi interessava”. Poi aggiunge “La persona comune, che mai avrebbe fatto spettacolo, si ritrova ad essere una star grazie al gossip o ai tg di costume. Tutti pensano che questo “vuoto successo” sia la normalità. Se si proponesse qualcosa di interessante sarebbe meglio. Solo chi ha le capacità dovrebbe proseguire“.

Telemundo: la patria delle telenovelas

Telemundo di proprietà NBC, è il secondo più grande produttore di programmi in lingua spagnola del mondo dietro a Univision, raggiunge attualmente il 93% delle famiglie ispaniche degli Stati Uniti, è presente in 142 mercati via etere, via cavo e satellite. L’emittente con sede a Hialeah sobborgo di Miami, rispetto alla diretta concorrente è l’unica a produrre telenovelas negli Usa, oltre a proporre trasmissioni sottotitolate sia in spagnolo che in inglese.

La rete viene fondata nel 1954 a San Juan, Portorico da Angelo Ramos, proprietario del giornale El Mundo, sul marchio radiofonico WKAQ conosciuta anche come Radio El Mundo, per poi svilupparsi anche come struttura televisiva. Fra il 1970 e 1980, il marchio WKAQ-TV conosciuto anche come Telemundo Canal 2, è uno dei principali produttori di soap opera in lingua spagnola, detto anche “El Canal de los dedos“, il canale delle dita per il logo dove comparivano due dita in posizione verticale all’interno del numero 2, ad identificare il secondo canale di trasmissione.

Nei primi anni ’80 Telemundo viene acquistata dal Gruppo Reliance, con tutta una serie di altre emittenti sparse negli Usa che nel 1987 vengono fuse sotto lo stesso marchio. Tra il 1988 e il 1991 l’emittente espande il proprio raggio d’azione, acquistando nuove emittenti in Texas, Nuovo Messico, Arizona e Washington oltre ad avviare una partnership con la CNN, grazie alla quale diffonde il Notiziero Telemundo CNN. Nel 1994 si decide di realizzare il canale all news Telenoticias, venduto poi alla CBS.

NBC: La National Heads-Up Poker Championship

E’ sempre più poker mania nel mondo, la febbre del gioco dettata dalla voglia di cimentarsi in questa che possiamo ormai definire un’arte, fatta di destrezza, intelligenza e l’immancabile componente di casualità definita fortuna, unita alla crisi economica che ispira nuove fonti di guadagno, ha fatto si che si siano moltiplicati in televisione programmi incentrati sull’argomento e interi canali satellitari come il britannico The Poker Channel.

In Italia ha iniziato Sky, a trasmettere il poker in televisione, con il commento di Fabio e Maurizio Caressa, Stefano De Grandis e Pupo (il 3 gennaio riprende un nuovo ciclo). Poi è stata la volta di Italia 1, in seconda serata con Pokermania, condotto da Ciccio Valenti e Luca Pagano, mentre negli Stati Uniti è la Nbc, la capostipite di questo nuovo fenomeno grazie alla messa in onda dal 2005 della National Heads-Up Poker Championship (Campionato Nazionale di Poker per professionisti) oltre al popolarissimo Poker After Dark in onda, come si deduce dal titolo, a tarda notte.

Rendere spettacolare in tv un gioco come il poker fatto di pause di riflessione e tempi lunghi d’esecuzione non è certo facile, ma gli americani che quando si tratta di tenere alta la tensione sono dei veri maestri, hanno adottato la tecnica del Texas Hold’em, una tipologia di poker che si adatta perfettamente ai tempi televisivi.

Tv locali: 2009 un anno difficile

Brutto periodo per le tv locali: da un lato i costi di gestione in repentino aumento in vista della conversione degli impianti per il digitale terrestre, dall’altro un calo dell’audience cha va a ad erodere i già esigui introiti pubblicitari. Il grido di dolore parte dalla Sardegna, dove il passaggio al digitale è già una realtà, le emittenti coinvolte 16. Una volta preso atto che il grande passo “s’ha da fare”, i dirigenti delle strutture locali si trovano a gestire una difficile situazione accolta con un tiepido ottimismo.

Enrico Rais, Amministratore Delegato di Videolina, commenta su Il Sole 24 ore: “Il digitale terrestre ha finalmente compiuto un grande passo in avanti. Immagini più chiare, un audio migliore, la possibilità di ricevere informazioni di diverso genere, ma soprattutto la disponibilità di più canali. L’augurio di noi ‘broadcasters’ è che questo nuovo modo di concepire l’organizzazione televisiva possa premiare, anche attraverso l’aiuto dello Stato, le imprese come la nostra che tanto hanno investito per adeguarsi alla nuova tecnologia. Per noi di Videolina il digitale è anche un’occasione straordinaria per radicarci maggiormente nel territorio“.

Ben più tiepide le considerazioni di Mario Tasca, direttore generale di Sardegna 1: “Non sono pessimista, il passaggio si farà ed è giusto che si faccia. Ma il fatto è che è stato un impegno spaventoso e non è ancora finita. Per l’alta frequenza l’investimento è stato fuori misura: dopo aver provveduto tempo fa al digitale, adesso l’arrivo dell’isofrequenza ci ha costretti a modificare tutto