
Questa sera, dopo 27 anni e 25 edizioni chiude il Maurizio Costanzo Show: dopo 4.391 puntate (la prima il 14 settembre 1982), 32800 ospiti (Giobbe Covatta con 175 presenza è stato il più assiduo), Maurizio Costanzo saluterà il suo pubblico per trasferirsi in Rai (prima come autore, poi come conduttore).
In tutte le edizioni del programma di Canale 5 (in origine di Rete 4), prima registrato al Teatro Sistina di Roma, poi in pianta stabile dal Parioli, Costanzo è stato perfetto padrone di casa, facendo da mediatore nei dibattiti, trattando temi importanti (ha promozzo venti campagne sociali) e altri più leggeri, portando nelle case degli italiani personaggi del mondo della cultura (intellettuali, critici d’arte, professori universitari, medici e filosofi), insieme ai campioni dello sport, agli attori, ai cantanti e ai personaggi televisivi, alcuni dei quali cresciuti, televisivamente parlando con lui (Platinette, Alessandro Bergonzoni, Enzo Iacchetti e Claudio Bisio, solo per citarne alcuni).
Al termine dell’ultima puntata, registrata settimana scorsa, con ospiti, oltre ad Alfonso Signorini, Katia Ricciarelli, Afef, Andrea Camilleri, Raffaele Morelli e Gino Strada, Maurizio Costanzo ha ringraziato tutti coloro che gli hanno permesso di andare in onda e quelli che l’hanno accompagnato nella sua avventura:

Ainori, letteralmente tradotto cavalcare l’amore, è un reality giapponese, che va in onda su 






Il compianto Gianfranco Funari nella sua irrefrenabile schiettezza affermava:“la tv è come la merda, bisogna farla ma non guardarla”. Noi che anni fa sia pure nel nostro piccolo, l’abbiamo fatta ci sentiamo di dargli ragione, peccato che il rapporto Censis 2009 riporti dati che vanno nella direzione opposta: la televisione resta il mezzo di comunicazione più diffuso, raggiungendo il 97,8% della popolazione, sebbene, bisogna dirlo, si accentui il tasso di diffusione di internet nel nostro Paese cresciuto dal 20,1% del 2001 all’attuale 47%, alla rete attingono le fasce d’età più giovani: l’80,7% degli under 30, che saranno i genitori di domani e si spera diano uno scossone al caravanserraglio a cui bisogna assistere ogni maledetto giorno che il buon Dio generosamente ci regala.
Ancora uno sguardo alla “televisione di qualità”, che difficilmente fa notizia, ma che ugualmente offre spunti e riflessioni personali per capire meglio la società in cui viviamo. Ecco i tre momenti “nascosti” della settimana.