
La terza edizione di X Factor è agli sgoccioli: questa sera, dopo tredici settimane, uno tra Marco Mengoni, Giuliano Rassu e le Yavanna vincerà il contratto discografico della Sony, pari a 300.000 euro e sarà ufficialmente il primo cantante della sessantesima edizione del Festival di Sanremo.
In un’edizione contraddistinta tra alti (le esibizioni dei concorrenti, gli ospiti nazionali e internazionali di prim’ordine) e bassi (le discussioni sfociate nell’insulto e nella volgarità verbale e gestuale), che ha avuto uno share inferiore a X Factor 2, vuoi per il passaggio al digitale terrestre di Raidue, vuoi per la mancanza di Simona Ventura acchiappa ascolti (sostituita degnamente da Claudia Mori, all’inizio oggetto fuori posto in un meccanismo rodato, poi sempre più parte integrante del programma), c’è già un vincitore predestinato, Marco (categoria Under 24 capitanata da Morgan) : il cantante laziale è una vera e propria forza della natura, un animale da palcoscenico che ha sempre convinto tutti i giudici ed emozionato il pubblico, che non l’ha mai mandato al televoto.
A provare a tenergli testa sono rimasti Giuliano (categoria Over 24 capitanata da Claudia Mori, entrato all’ottava puntata), un ragazzo dal timbro unico, l’umiltà dei forti e il cuore d’oro che vive per la musica (sa suonare quasi tutti gli strumenti) e le Yavanna (categoria Gruppi Vocali capitanata da Mara Maionchi), un trio di ragazze musiciste piemontesi, tutte diplomate al conservatorio, che riescono a trasformare le loro voci in un’unica melodia e che sognano di imporre il loro stile nel mercato discografico italiano.

Secret Story









Umiliati e offesi: siamo andati a scomodare Dostoevskij nell’intento di interpretare i malumori delle tante persone che negli ultimi quindici giorni, in particolare nella zona di Roma avvolta nel clima da switch off digitale, si sono ritrovate ad armeggiare con i decoder, uno per ogni apparecchio televisivo, trasformatisi in vere e proprie trappole malefiche. Un’esperienza non proprio condivisibile che invece in queste ore sta vivendo la popolazione della Campania, con gli inevitabili inconvenienti e disservizi che si sarebbero potuti evitare, se solo si fosse voluta abbassare di qualche grado la febbre da digitale che negli ultimi mesi ha colpito certi ambienti governativi. Ci sembra opportuno ricordare che la data ufficiale in Europa per il passaggio dall’analogico al digitale è il 31 dicembre 2012: perchè tanta fretta da noi nel voler abbandonare la “vecchia televisione“, quando si sarebbe potuto seguire un regime misto ancora per qualche tempo?