
Cara Paola,
ormai grazie a te, questa rubrica ha guadagnato lettori e credibilità, ma io che la scrivo, inizio a perderla, perché ribadisco sempre che non voglio parlare solo di te e invece puntualmente il soggetto della critica sei sempre tu.
Questa settimana ho provato a guardare L’Arena di Domenica In, ma quando ho visto il tema del televoto, “Le donne italiane si riconoscono in Carla Bruni?”, (sarebbe più interessante sapere se gli uomini italiani si riconoscono in Massimo Giletti e se la risposta fosse affermativa, fuggire dal Paese) non sapevo se sbattere la testa oppure tornare su Canale5 dove aveva da poco finito di cantare quel poeta di Mariano Apicella (è ironico, non fraintendere). Dio mio, ma si può avere qualcosa di decente la domenica? Comunque, siccome alla mia testa ci tengo, scelgo di ritornare su Canale5.
Tema del giorno: prezzi alti e stipendi bassi. Appena l’ho sentito son saltato sulla sedia e mi son detto:”Ecco che Paola ci ricasca e infrange qualche regola. Non è che in periodo di par condicio si sbaglia e parla di politica?”
Chi può parlare di stipendi bassi se non tu, con la tua ipocrisia (dimostrata dalla foto), Paola? Chi può capire meglio di te la difficoltà di mandare avanti una famiglia? Chi ha la tua esperienza da massaia, che quando provi a paragonare il prezzo in lire delle patate del 2001, con quello attuale in euro parli di un aumento di 8 volte (800%) quando poi ti viene detto che sono aumentate del 61%?
Dopo la piccola gaffe esci dai panni della consumatrice e rientri in quello della conduttrice e allora partono le frasi di circostanza, “Che vita è questa?” o “Non ce la si fa più!”, sostenute dagli interventi del pubblico, poi dallo scrittore Bertotto che dice testualmente:”Lo stato ha preso le nostre tasche e le ha strizzate”, dall’avvocato Rienzi, che parla dei programmi elettorali disprezzandone uno e infine, dallo struggente racconto del macellaio che ha chiuso, a detta sua, per l’aumento delle tasse.
Signora Perego non è che hai provato ad inviarci un messaggio elettorale (se l’aumento del costo della vita è dovuto all’euro fatto da tal governo e le tasse le ha aumentate sempre tal governo e noi viviamo male, allora probabilmente ci conviene votare per l’altra parte)? Dove è finita l’imparzialità che ci dovrebbe essere ora in campagna elettorale? Per parlare di temi così delicati, se veramente il tuo obiettivo fosse quello di parlare di carovita e non di politica, dovresti confrontare i dati italiani con quelli degli altri Paesi europei, confrontare i prezzi anno per anno, spiegare al pubblico quali sono stati i vantaggi dell’Italia nell’aderire alla moneta unica, non fondere due discorsi distinti come l’euro e le tasse e farne un minestrone.
Cara Paola, concludo la mia lettera, l’ultima indirizzata a te, esprimendo il mio totale disappunto nei tuoi confronti, nel tuo modo di condurre (è ridicolo, che una persona che guadagna centinaia di migliaia di euro, parli come la moglie di un lavoratore interinale). Nella tua trasmissione hai mostrato di essere pronta a tutto pur di fare ascolto, violando la fascia protetta (la doccia), di far lavorare amici di famiglia (Sara Varone), pubblicizzare programmi Mediaset e film (Scusa ma ti chiamo amore) in spazi non consoni (lo spazio Parlano loro), porre domande inutili per occupare il tuo tempo a disposizione e ora pure di essere asservita al potere.
Qualcuno ti direbbe di vergognarti, io ti chiedo di ravvederti, tanto così facendo non sei riuscita a battere Domenica In e il prossimo anno molto probabilmente ti sostituiranno.
Hai mai fatto un esame di coscienza? Non ti rendi conto che per colpa tua, personaggi del calibro di Sara Varone, Elisabetta Gregoraci e Stefano Bettarini, rischiano di non trovare più spazio in televisione l’anno prossimo, se tu non lavori? Ti prego Paola, da domenica prossima, fino alla fine della trasmissione, osa, sperimenta, diventa la rinnovatrice della tv!