Agcom multa Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto per sovraesposizione di Silvio Berlusconi

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Agcom ha punito l’eccessiva esposizione mediatica riservata al presidente del consiglio Silvio Berlusconi da Tg2, Tg5, Studio Aperto, Tg1 e Tg4 nella giornata di venerdì 20 maggio con multe da 100mila euro nei primi tre casi e da 258mila euro (il massimo della multa) negli ultimi due casi. L’autorità dice:

le interviste a Berlusconi, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, ed omologhe per modalità di esposizione mediatica, hanno determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall’ Agcom.

Non si sono fatte attendere le reazioni. Mediaset in una nota si dice allibita:

Tg1, Tiziana Ferrario reintegrata come conduttrice

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La sezione lavoro del tribunale di Roma ha rigettato il reclamo della Rai contro l’ordinanza del 28 dicembre scorso che disponeva il reintegro della giornalista Tiziana Ferrario nelle mansioni di conduttrice del Tg1 e di inviata per la testata giornalistica di Raiuno.

Il giudice ha ravvisato, come quello prima di lui, sia la lesione della professionalità della giornalista sia la discriminazione da lei subita:

Sussistono elementi indiziari che convergono univocamente nel far ritenere che lo spostamento della lavoratrice dalle mansioni di conduttrice di telegiornale sia da addebitare più che ad effettive esigenze organizzative ad una volontà ritorsiva posta in essere dai vertici della redazione al fine di sanzionare il dissenso manifestato dalla giornalista nei confronti della linea editoriale impressa al telegiornale dal direttore.

Giuliano Ferrara condurrà Radio Londra su Raiuno

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Ieri vi avevamo anticipato la possibilità che il direttore del Foglio Giuliano Ferrara potesse condurre uno spazio di approfondimento giornalistico quotidiano su Raiuno dopo il Tg1 delle 20 nella collocazione in cui andava in onda Il fatto di Enzo Biagi.

Oggi la voce è diventata una certezza. Giuliano Ferrara condurrà Radio Londra. Il programma dovrebbe partire entro la primavera (forse addirittura già dal 7 marzo!). Il giornalista, interpellato dall’Ansa, ha spiegato:

Ho avuto l’offerta di rifare la mia vecchia rubrica Radio Londra e l’ho accettata.

Tg1 contro Tg3: polemica a distanza tra Augusto Minzolini e Bianca Berlinguer

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E’ scontro tra Augusto Minzolini e Bianca Berlinguer: il direttore del Tg1 ha mandato in onda, nella rubrica Media del proprio telegiornale, un video del Tg3 di tre anni fa, che mostra un’intervista rilasciata dall’allora presidente del consiglio Romano Prodi al giornalista Pierluca Terzulli, per avvalorare la tesi che è cosa comune intervistare in maniera istituzionale il Presidente del consiglio, come ha fatto Michele Renzulli con il premier Silvio Berlusconi. L’aspetto che pare abbia dato più fastidio è la voce fuori campo a commento del servizio che dice: “Anche in quel il giornalista aveva formulato all’allora capo del governo una domanda tutt’altro che insidiosa, ma nessuno si sognò di contestare alcunché”.

Bianca Berlinguer, direttrice del Tg3, ha commentato:

Con grave scorrettezza il TG1 delle 13.30, per rispondere alle polemiche sollevate dall’intervista di Michele Renzulli a Silvio Berlusconi, estrapola una battuta di un’intervista del 5 luglio 2007 del vice direttore del TG3 Pierluca Terzulli all’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi nel tentativo di dimostrare che ‘siamo tutti uguali’, cioè incapaci di fare i giornalisti, di porre domande vere ai membri dell’esecutivo. Un comportamento a dir poco sleale perché rischia di scatenare un conflitto intestino tra testate della stessa azienda e perché fondato sull’estrapolazione di un frammento di pochi secondi da un contesto di un’intervista ben più ampia, compiendo così un atto di vera e propria falsificazione.

Rai: rubati i palinsesti di primavera, probabile un programma in prima serata per Bruno Vespa su Raiuno e uno per Lucia Annunziata su Raitre

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Tante novità in casa Rai, alcune clamorose, vengono raccontate da Paolo Conti de Il Corriere della sera.

Palinsesti rubati. Nella notte tra sabato e domenica qualcuno è entrato negli uffici di Angelo Teodoli, direttore dei palinsesti e ha rubato le tre copie esistenti dei palinsesti primaverili RAI, che verranno discussi e approvati giovedì.

Palinsesti primaverili. Le novità dovrebbero essere: Bruno Vespa in prima serata su Raiuno il mercoledì, appena si sarà concluso il programma sull’Unità d’Italia condotto dal 16 marzo insieme a Pippo Baudo; Lucia Annunziata alla guida di un programma di Raitre dedicato ai poteri; spazio in seconda serata su Raidue e Raitre alle trasmissioni dedicate all’Unità d’Italia firmate da Giovanni Minoli e probabile conseguente riduzione di Parla con me a quattro puntate settimanali.

Silvio Berlusconi – Ruby: cdr Tg1 e Aiart contro la gestione di Augusto Minzolini

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Il comitato di redazione del Tg1 ha scritto una nota molto dura contro Augusto Minzolini riguardo al modo con cui il direttore del telegiornale di Raiuno ha deciso di gestire la vicenda Silvio Berlusconi – Ruby:

Dopo la rievocazione del caso Leone, il sexy-gate di Clinton: si propongono accostamenti alla vicenda che coinvolge il presidente del Consiglio e si omettono gli elementi chiave dell’inchiesta che lo riguarda. Così non si fa informazione completa ed equilibrata, ma si usa il principale telegiornale del Paese per orientare i telespettatori. Il cdr chiede che una vicenda istituzionale così delicata sia finalmente trattata in modo completo, a garanzia di tutti i nostri telespettatori.

Anche il presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart, Luca borgomeo, è critico:

Tg1, l’offensiva di Minzolini: “Da gennaio monitorerò le cantonate dei colleghi”

Chi la fa l’aspetti, pare dire il direttore del Tg1 Augusto Minzolini che in un’intervista pubblicata oggi su Panorama dichiara: “Sulle mie note spese non c’è alcuna inchiesta interna e comunque sono disposto a dimostrare che le mie spese sono sempre state in ordine. E contrattaccherò anche sugli altri fronti. A Minzoparade (rubrica del Fatto quotidiano in cui si critica il direttore del Tg1) e attacchi vari risponderemo con Media, una rubrica di un minuto che da metà gennaio, all’interno del tg, monitorerà cantonate e faziosità dei colleghi”. Insomma Minzolini sta preparando una controffensiva a tutti gli effetti, dopo le innumerevoli critiche piovute da ogni dove a lui e al suo Tg, accusato di faziosità e di visione parziale degli accadimenti soprattutto politici, oltre ad aver infarcito il contenitore delle 20 con tutta una serie di servizi su argomenti spesso risibili.

Sul groppone del giornalista anche la questione Tiziana Ferrario reintegrata al servizio dal giudice del lavoro, dopo essere stata “rimossa” dallo stesso Minzolini con una decisione motivata dall’esigenza di voler “svecchiare” la redazione: “‘La sentenza è il frutto di un intreccio perverso fra politica, magistratura e baronati tv”, afferma Minzolini, “Susanna Petruni e Francesco Giorgino, rimossi dalla conduzione da Giulio Borrelli e Clemente Mimun, non andarono dall’avvocato. Con questa logica un editorialista del Corriere della Sera che non convince più il direttore potrebbe imporre la sua firma in prima pagina rivolgendosi alla magistratura”. Aggiungendo poi:”Sulla vicenda di Tiziana Ferrario ovviamente faremo ricorso“.

Rai ricorrerà contro il reintegro di Tiziana Ferrario

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La Rai ricorrerà contro la sentenza del tribunale del lavoro che ha ordinato il reintegro di Tiziana Ferrario alle sue mansioni di conduttrice del Tg1 delle 20.00. Ad annunciare la decisione della tv di stato è la stessa giornalista in una lettera aperta ai colleghi affissa in bacheca nella sede del Tg1:

Nessuna lesa autonomia del direttore, nessun trionfo della gerontocrazia, nessun baronato, nessuna inamovibilità del conduttore. L’ordinanza con la quale sono stata reintegrata nei ruoli che svolgevo al Tg1 prima della mia brutale rimozione ha semplicemente stabilito che non posso stare senza lavorare e che mi devono essere assegnate mansioni adeguate alle mie professionalità di cui la conduzione è una componente molto importante.

La Ferrario, che si augurava che la Rai non facesse ricorso, precisa che in un anno di direzione di Minzolini la Rai non ha:

potuto mostrare al giudice alcun documento che provasse il mio utilizzo, nessuna trasferta tranne quella ordinatemi in fretta e furia a novembre quando la direzione – solo dopo essere venuta a conoscenza della mia causa e dell’udienza fissata per il 26 novembre scorso – mi ha chiesto di sostituire per 15 giorni il corrispondente di New York.

Tiziana Ferrario reintegrata al Tg1 dal giudice

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La sezione lavoro del tribunale di Roma ha accolto il ricorso Tiziana Ferrario e ha ordinato che la giornalista sia reintegrata nelle mansioni di conduttrice del telegiornale serale del Tg1 e di inviata speciale per grandi eventi. Secondo il giudice Maria Gabriella Marrocco, la rimozione è stata:

Una grave lesione della sua professionalità per motivi di discriminazione politica a seguito dell’opposizione della stessa giornalista alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini.

La Ferrario si dice soddisfatta:

Perché è stata riconosciuta un’ingiustizia professionale. E’ stata una sentenza importante perché afferma il principio fondamentale che i poteri del direttore di una testata giornalistica sono limitati dalla legge: non ha infatti il diritto di emarginare o mettere i giornalisti della sua redazione in condizione di non lavorare… Dunque una sentenza ancora più importante in quanto può rivelarsi utile a tutti coloro che hanno subito il mio stesso trattamento, da Paolo Di Giannantonio a Massimo De Strobel, da Raffaele Genah a Bruno Mobrici, alla stessa Maria Luisa Busi che con grande coraggio ha deciso di rinunciare alla conduzione del Tg1 perché non riteneva di essere più nelle condizioni di svolgere con serenità la propria professione.

Enrico Mentana, le scelte del TgLa7 e il commento sul Tg1 di Minzolini

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Enrico Mentana a quota 111 conduzioni consecutive del TgLa7 delle 20.00 parla del suo telegiornale e in un’intervista rilasciata a Il giornale: il direttore spiega come fa a rimanere in onda da più di cento giorni:

Non soffro di stress. Arrivo in studio un minuto prima, mi allaccio il colletto della camicia button-down e comincio. E’ questione di carattere. Sono ansioso solo per le persone che amo. Di me stesso mi sento sicuro. Mi conosco da tempo.

Il giornalista, che ha scelto personalmente il colore dello sfondo, verde, ma non di avere i neon nascosti sotto il vetro della scrivania, apprezza la scelta di uno studio spoglio (“Quando gli spettacoli hanno troppo arredo, significa che non c’è sostanza”). A proposito della sua conduzione rivela di non scriversi i testi:

Sondaggio Demos-Coop sui Tg: chi sale, chi scende


Che l’Italia fosse media dipendente non vi erano dubbi, l’ulteriore conferma arriva dal sondaggio annuale condotto dall’ Osservatorio Demos-Coop pubblicato di recente dal quotidiano La Repubblica. Una media altissima, 8 italiani su dieci, attinge all’informazione televisiva al punto che ormai si può dire che la realtà venga mutuata dai fatti che in grande spolvero vengono proposti ogni giorno dai Tg nazionali. La nota positiva del sondaggio arriva proprio dai dati relativi alla disaffezione o meno nei confronti di questo o quel Tg. Al di là dei proclami dei vari Augusto Minzolini e Clemente J Mimun che si dicono paladini della vera informazione, con i rispettivi telegiornali infarciti di servizi al limite del ridicolo se non addirittura imbarazzanti, l’italiano medio dimostra di non essere il classico organismo decerebrato incapace di discernere tra la qualità e la quantità, come qualcuno vorrebbe farci credere.

La peggiore battuta d’arresto la segnano proprio il Tg1 (che tra l’altro ci rimette anche in pubblicità) con dieci punti in meno rispetto ad un anno fa e il Tg5 con un gradimento pari al 49% in caduta libera. A guadagnarci sono il Tg3, Sky Tg24, il Tg La7 e udite udite, Rainews di cui in più di un’occasione ci siamo ritrovati a tessere le lodi proprio da queste pagine. Con una situazione in perenne bilico, il direttore Corradino Mineo in odore di sostituzione da illo tempore, il canale all news della Rai, riesce a togliersi più di un sassolino dalla scarpa. “Cresce il gradimento e la fiducia del pubblico per Rainews – riporta una nota del cdr – E’ questa l’ennesima prova dell’importante ruolo di servizio pubblico che svolge l’all-news della Rai. E della nostra qualità dell’informazione, pluralista, autonoma indipendente. Non c’è più spazio per ulteriori rinvii, la Rai deve decidere su risorse e mezzi per il canale all-news“ In più si aggiunge:“Ma le mancate decisioni dell’azienda, a cui da oltre un anno chiediamo risorse e mezzi per il rilancio del canale, rischiano di vanificare per sempre i risultati raggiunti”.

Agcom diffida il Tg1, richiama Tg4 e Studio Aperto per squilibrio a favore di maggioranza e governo: Minzolini, Fede e Toti non ci stanno

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LAgcom ha ammonito Rai e Mediaset a causa del forte squilibrio dell’informazione a favore della maggioranza e del governo: la commissione Servizi e Prodotti dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dopo aver analizzato il pluralismo per il periodo luglio – agosto – settembre 2010, ha diffidato il Tg1 e ha richiamato il Tg4 e Studio Aperto, che non sono stati equi nel minutaggio. Per questo l’autorità avverte:

Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati ulteriori provvedimenti.

Augusto Minzolini, direttore del Tg1 ha replicato (fonte Libero):

E’ una decisione che mi lascia perplesso e poi non può certo essere l’Agcom a dire quale deve essere la presenza dei partiti all’interno del telegiornale. I dati dell’Osservatorio di Pavia che abbiamo a disposizione vedono a settembre l’istituzionale al 13,7%, il governo al 36,5%, la maggioranza al 21,5% e l’opposizione al 25,6%.Come si vede i dati sono sostanzialmente in linea con la divisione 30 al governo, 30 alla maggioranza, 30 all’opposizione. Questa discordanza di dati con quelli dell’Agcom è già una stranezza. E bisogna considerare che Fli è conteggiato nella maggioranza. In secondo luogo nell’ultimo periodo le vicende politiche hanno riguardato prevalentemente la maggioranza e il governo ed il criterio di notiziabilità va comunque considerato.

Tg La7: la sfida al Tg1 è iniziata?

Lungimirante, al momento non troviamo aggettivo migliore per definire Enrico Mentana, l’uomo che ha saputo dire basta alla corazzata Mediaset (ricorderete le dimissioni da direttore editoriale e quindi da Matrix), che ora ha saputo reinventarsi in una realtà come La7 la quale gli consente, speriamo che le circostanze favorevoli restino tali, i necessari spazi di manovra. In appena due mesi, il prode Enrico ha saputo rivitalizzare l’asfittico Tg La7 (+58% di share rispetto ad un anno fa) attestandolo nell’edizione delle 20, su una media di 697mila telespettatori con punte di 1,4 milioni, sfidando i blasonati Tg1 e Tg5: “È come un campionato, la tua squadra deve vincere ma speri anche che gli altri facciano dei passi falsi. E se, per assurdo, dichiara Mentana, i due principali Tg fossero entrambi filogovernativi, ci sarebbe più spazio per noi, che non privilegiamo né Bersani né Berlusconi“.

Dalle parti del Tg1 si ostenta sicurezza, in una recente dichiarazione durante la trasmissione Uno Mattina Estate di Raiuno, il direttore Augusto Minzolini tutto intento a dare un’anima alla sua creatura, anima sappiamo bene di chi, ha dichiarato: “Francamente non mi sento in competizione con Mentana Ha un grande seguito sui media, che parlano di questo successo de La7, che è meritato. Noi ad agosto, rispetto all’anno scorso, abbiamo avuto 500 mila spettatori in più, Mentana ne ha guadagnati 240 mila, di fatto noi abbiamo guadagnato il doppio. Il Tg5 ne ha persi all’incirca 270 mila. Semmai il problema non è mio, ma di Clemente Mimun”. Minzolini sa d’avere a che fare con un osso duro, che potrebbe mettere in crisi seria la sua già contestata leadership del telegiornale più visto d’Italia.

Premio Giornalistico Luchetta su Raiuno

Questa sera in seconda serata alle ore 23.30 su Rai Uno va in onda il galà televisivo intitolato I nostri angeli, che conclude la settima edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. Il programma, condotto da Lamberto Sposini, avrà come incantevole cornice Piazza Unità d’Italia a Roma: si tratta di una serata all’insegna di informazione e spettacolo, testimonianza diretta di chi ha scelto il giornalismo come mestiere e ragione di vita. Coraggio e professionalità sono le parole chiave dei corrispondenti e professionisti chiamati a raccontare e spesso a denunciare scenari di guerra e sopraffazione che vedono spesso i bambini come vittime innocenti.

Ospiti della serata saranno i vincitori del Premio Luchetta 2010: Alfredo Macchi di Rete4 per la sezione Tv vincitore assoluto con il reportage Piccoli Schiavi, Viviana Mazza del Corriere della Sera per la carta stampata, Nina Lakhani di The Independent on Sunday per la stampa europea, Roberto Carulli di Rai Sport per le migliori immagini televisive, il freelance Armando Dadi per la migliore immagine fotografica. Sarà premiata anche Dorothee Ollieric di France 2 alla quale va il premio speciale per il miglior reportage sul sisma che ha distrutto Haiti. Il Premio Luchetta ha considerato doveroso istituire quest’anno un riconoscimento per gli inviati e le redazioni che hanno tenuto viva l’attenzione sulle conseguenze del catastrofico sisma, e sulle condizioni di vita in un Paese così duramente provato.