Tg1, l’offensiva di Minzolini: “Da gennaio monitorerò le cantonate dei colleghi”

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Chi la fa l’aspetti, pare dire il direttore del Tg1 Augusto Minzolini che in un’intervista pubblicata oggi su Panorama dichiara: “Sulle mie note spese non c’è alcuna inchiesta interna e comunque sono disposto a dimostrare che le mie spese sono sempre state in ordine. E contrattaccherò anche sugli altri fronti. A Minzoparade (rubrica del Fatto quotidiano in cui si critica il direttore del Tg1) e attacchi vari risponderemo con Media, una rubrica di un minuto che da metà gennaio, all’interno del tg, monitorerà cantonate e faziosità dei colleghi”. Insomma Minzolini sta preparando una controffensiva a tutti gli effetti, dopo le innumerevoli critiche piovute da ogni dove a lui e al suo Tg, accusato di faziosità e di visione parziale degli accadimenti soprattutto politici, oltre ad aver infarcito il contenitore delle 20 con tutta una serie di servizi su argomenti spesso risibili.

Sul groppone del giornalista anche la questione Tiziana Ferrario reintegrata al servizio dal giudice del lavoro, dopo essere stata “rimossa” dallo stesso Minzolini con una decisione motivata dall’esigenza di voler “svecchiare” la redazione: “‘La sentenza è il frutto di un intreccio perverso fra politica, magistratura e baronati tv”, afferma Minzolini, “Susanna Petruni e Francesco Giorgino, rimossi dalla conduzione da Giulio Borrelli e Clemente Mimun, non andarono dall’avvocato. Con questa logica un editorialista del Corriere della Sera che non convince più il direttore potrebbe imporre la sua firma in prima pagina rivolgendosi alla magistratura”. Aggiungendo poi:”Sulla vicenda di Tiziana Ferrario ovviamente faremo ricorso“.

Alle affermazioni del direttore del Tg1 sono seguite le inevitabili polemiche: “Di innovazioni ne aspettavamo dal Tg1. Ma una rubrica che fa ‘le pulci’ ai colleghi ci lascia molto perplessi. Minzolini farà del Tg1 una sorta di clava mediatica? E’ questo il compito del principale tg del servizio pubblico?“. La decisa presa di posizione arriva dall’associazione di telespettatori cattolici Aiart, ma siamo certi che ci vorrà ben altro per fermare il prode spadaccino dell’informazione, il quale già in passato, sfidando le ire del presidente Rai Paolo Garimberti, si rese protagonista di infiammati editoriali a difesa della causa berlusconiana. Ora l’epilogo con una rubrica fatta apposta per togliersi tutti i sassolini possibili dalle scarpe. Cos’altro ci dobbiamo aspettare in futuro? E intanto il gradimento del Tg è in picchiata…

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