
Da questa sera su Fox Life andrà in onda Come sposare un milionario (The Millionaire Matchmaker), un nuovo docu-reality proveniente dagli States, che descrive le tecniche che usa Patti Stanger, fondatrice e proprietaria dell’agenzia matrimoniale Millionarie Club a Los Angeles, per trovare ai ricchi la fidanzata perfetta (bella, di classe e intelligente).
In ogni puntata, della durata media di cinquanta minuti, Patty accoglie due o tre milionari, li fa analizzare dalla sua equipe di esperti, che cercano di capire i motivi dello scarso successo che hanno con le donne i soggetti e passa all’azione: a seconda dell’esigenze la donna si avvale del supporto di psicologi (per i makeover emotivi o per motivare i soggetti), stylist, personal shopper, personal trainer, designer (per migliorare l’apparenza) e chirurghi plastici (per migliorare, se proprio necessario, l’aspetto fisico).
Una volta che i clienti sono sistemati, Patti fa scegliere loro, attraverso una rigida selezione, le ragazze che più si addicono e combina gli appuntamenti: il milionario e la ragazza si incontrano durante feste, ricevimenti o semplici cene e dialogano per conoscersi meglio e scoprire se può esistere una chimica tra di loro.



Correva l’anno delle telenovelas, ricordate? Era all’incirca il 1982 quando la prima produzione sudamericana (La schiava Isaura) approdava sugli schermi di Rete 4 non ancora sotto gestione Mediaset, dando il via anche nel nostro Paese ad una tendenza, quella dei programmi a lunga serialità, che avrebbe coninvolto entro breve tempo interi canali come l’allora Rete A.





Il futuro della televisone è già qui! Sembrerebbe uno dei tanti slogan utilizzati per pubblicizzare il digitale terrestre, in realtà la Tv intesa come veicolo di innovazione tecnologica si sta già attrezzando per travalicare i confini del Dtt che sembra aver dimenticato una delle caratteristiche tanto decantate agli esordi oltre alla varietà dei canali (ancora scarsa a dir il vero) e la qualità dell’immagine, parliamo dell’interattività.
