
Oggi per cartoni animati story parleremo di E’ quasi magia Johnny (Kimagure Orange Road), fumetto manga giapponese di Izumi Matsumoto, diventato serie nel 1988. Il cartone è formato da un totale di 48 episodi, realizzati da Osamu Kobayashi, Akemi Tekada e prodotti dallo Studio Pierrot.
L’anime ha come protagonista Johnny, un ragazzo con dei poteri, capace di leggere nel pensiero delle persone, autoipnosi, teletrasporto, ereditati dalla madre e che vive in casa con padre e due sorelle Simona e Manuela.
Johnny è innamorato di una ragazza bellissima, quanto ribelle che suona il sassofono e lavora in un bar, Sabrina, grande amica di Tinetta la ragazza con i capelli corti innamorata a sua volta di Johnny. Loro tre, insieme a Simona, Manuela e Renato e Michael vanno nella stessa scuola ma in classi differenti. Purtroppo per lui, Sabrina, almeno inizialmente lo vede solamente come amico, mentre Tinetta è la sua ombra e cerca costantemente di farlo innamorare di lei con la sua dolcezza. A mettere il bastone tra le ruote nel triangolo arriva Yusaku, un aitante ragazzo innamorato di Tinetta e che non vede di buon occhio Johnny, poiche secondo lui tiene il piede in due staffe, tra Tinetta e Sabrina.





La domanda nasce spontanea, tanto per parafrasare un Antonio Lubrano d’annata: se il pubblico televisivo abbandonasse in massa il piccolo schermo cosa accadrebbe? Probabilmente la stessa cosa se gli italiani decidessero di lasciare a casa la propria automobile per qualche giorno: il prezzo della benzina che sale anche quando non sarebbe necessario, calerebbe di brutto, così come per la tv ci si deciderebbe a riscrivere un panorama desolante e ripetitivo. Ma è risaputo come l’italica genìa sia affezionata al proprio mezzo privato, nella stessa misura in cui è legata all’apparecchio televisivo.
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