
Decimo appuntamento di stagione con le riflessioni di Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla della presenza di maghi, medium e sensitivi in tv.
La magia affascina proprio tutti, il fascino per l’irrealizzabile, il sogno, ciò che vorremmo essere. Fin da piccoli sogniamo di essere altre persone, di trasformarci, di vederci altro, chi sogna di essere un supereroe, chi un mago, chi una fata, chi un personaggio dei cartoni animati. Già nei primi anni di vita speriamo di poter essere fantastici e potenti. Un po’ tutti i sogni dei bambini sono anche questi.
Più passano gli anni però e l’irrealizzabile diventa sempre meno possibile, ci si avvicina a pensare che il realizzabile tuttavia è il mezzo più veloce per vivere e per credere. Essere concreti e vivere meno con le gambe per aria aiuta a sentirsi in contatto terreno, ad essere più presenti con la testa e viaggiare meno di fantasia. I desideri dell’età dei giochi si perdono e scoppiano come in una bolla di sapone, esplodono in mille pezzi per dimenticare l’essenza della genuinità e del volersi divertire immaginando oltre. Un oltre non ben identificato, ma sicuramente magico e scintillante.
Non è un caso che in tivù tutti i cartoni animati di grande successo abbiano avuto come minimo comun denominatore eroi o eroine, streghe o maghi. Da bambini si è spesso desiderato di possedere una bacchetta magica per poter cambiare il mondo a proprio piacimento. Se questi poteri magici però, non riusciamo ad averli in totalità, perché troppo presi dalla nostra quotidianità e dalla razionalità che incombe, ecco spuntare della varie alternative.












