Gli YOUTUBERS alla corte di Freaks! Da Willwoosh e Cane Secco a Cicciasan e Shiva Queen, ecco i nuovi divi del web

Nell’appuntamento settimanale con Riccardo Cresci, giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, si parla dei divi del web partendo da Freaks!, il fenomeno dell’anno:

Hanno vinto, su tutta la linea. L’idea è trionfante, i giovani sono totalmente innamorati, l’obiettivo è stato centrato. Non era facile e neanche scontato credere in qualcosa di nuovo e mai visto in Italia. Un successo senza precedenti, tutto meritato per lo sforzo e l’impegno di ragazzi come tanti che in comune hanno avuto da sempre un obiettivo, non il successo a tutti i costi, ma il puro divertimento e la realtà.
Sì, perché il successo degli “Youtubers” e della prima web fiction Italiana di nome “Freaks!” è principalmente l’aver sdoganato delle regole malsane della nostra televisione e del mondo dello spettacolo in genere. L’essere irraggiungibili, risultare delle chimere, viaggiare lontano dalla realtà, fantasticare. Il nuovo modo di comunicare è ora tutto strutturato sul vivere la vita non reale nel modo più reale possibile, la propria quotidianità, il proprio essere, viene amplificato in un mezzo di comunicazione tanto ampio come può essere quello di Youtube, la community di condivisione video più grande del mondo. “Il Tubo” è riuscito a far dialogare persone tanto differenti tra di loro e impresa ancora più ostica, ha decretato e sancito il vero successo delle web celebrity, piccoli divi, ma neanche tanto piccoli, che in pochi anni hanno pareggiato se non superato il successo di attori affermati da molti anni sul piccolo schermo.

La televisione sta tremando, il web è scatenato ed agguerrito, più che mai, i nuovi cyber surfer, o semplicemente i naviganti della rete, surfano disinibiti tra le onde telematiche, come se lo avessero sempre fatto, una normalità che fa dimenticare in un angolo la nostra tv. Chi guarda costantemente Youtube e suoi simili, chi è fanatico ed appassionato di video, internet e musica, non vede più la televisione e se la segue, la guarda distrattamente come un noioso passatempo. Il futuro è solo il web, i più piccoli, i giovani, coloro che saranno i telespettatori del domani non hanno tempo, vogliono tutto e subito, desiderano arrivare alle proprie star, ai loro fan, alle loro celebrità, immediatamente, non si perde l’attimo. Non si può aspettare un determinato orario in televisione, magari di una puntata registrata, chi è fan, ora può utilizzare tutti i social network disponibili, scrivere, dialogare, rispondere ai propri beniamini, tutto in tempo reale, in un solo secondo, non c’è più voglia di aspettare. Il secondo è l’unità temporale che vale il successo di un programma, di una trasmissione, di una fiction, ma solo sul web. Su internet i tempi sono tutti molto più ristretti, se per il normale video abbiamo bisogno di attese interminabili intervallate da sequenze pubblicitarie degne di una mattonata in pieno volto, sulla rete tutto è permesso, o quasi, si può tagliare il tempo dividendolo in mille pezzi e ricomporlo come, quando e dove si vuole, nell’istante in cui si desidera. Non esistono più limiti, di un determinato prodotto mediatico se ne può usufruire subito, quando meglio preferiamo. Tutto ciò decreta il vero successo della prima fiction sul web, “Freaks!”, la serie rivelazione dell’anno che in pochissimi mesi ha visto crescere i suoi contatti unici con più di otto milioni di spettatori web e ben oltre seicentomila visualizzazioni solo per YouTube.

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Dal Festivalbar a Non è la Rai, dal presente al passato

Nell’appuntamento settimanale con Riccardo Cresci, giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, si parla di repliche e di tv del passato, dal Festivalbar a Non è la Rai, da Ciao Darwin a Lo show dei record:

Fa un po’ sorridere il fatto che parliamo tanto di repliche, dell’assuefazione che hanno sui nostri cervelli nel periodo estivo e poi come per azzerare tutti i ragionamenti, vincono, dribblando la serata. Sì, potrà essere un vincere facile in qualche occasione, però intanto una delle prime repliche estive del sabato sera ha trionfato proprio pochi giorni fa, con un “Ciao Darwin” per niente accaldato. Davvero curiosi telespettatori siamo, magari sono determinate fette di pubblico quelle che guardano e osservano dietro lo schermo, eppure le novità sono andate proprio tutte in vacanza, come era già in cantiere da tempo.

Ieri è stato così il turno di una Brabara D’Urso d’annata, anche lei alle prese con “Lo Show dei record”, quello delle passate edizioni, ed è un istinto il mio, ma più accendo la tivù e più mi viene da spegnerla. Per poter cercare di capire l’andamento della nostra televisione, devo pur sempre aggiornarmi e così mi rattristo nel vedere svalutata ogni giorno di più quella che potrebbe essere una più ricca televisione italiana.

Le repliche ci devono essere, c’è poco da fare, è un must dei nostri palinsesti estivi, tutti piangono miseria e così i budget per nuove produzioni non esistono, questa è la risposta che mi sento dare da chiunque si aggiri nello spettacolo, direttori, autori o produttori televisivi. Certo, esistono dei rari casi in cui si fa eccezione, ma nessuno oggi sperimenta poi tanto. Guardavo proprio in questi giorni “Reazione a Catena”, il game show del preserale di Rai1 condotto da Pino Insegno e dentro di me pensavo che quiz più scontato e monotono non potevano riproporre. Aldilà della simpatia che nutro da sempre per il conduttore – attore – doppiatore, non vedo differenza tra i vari giochi dell’Eredità e quelli di un qualsiasi altro gioco a premi, tutto è la fotocopia di quello che già esisteva. L’originalità non esiste. E’ tutto già visto, ritrito, pensato e digerito. Mancano le novità. L’unico divertimento, se così si può dire, è la partecipazione di giovani e simpatici concorrenti, ma gli intermezzi tra un gioco e l’altro, con il video rallentato del riassunto della manche precedente lo trovo vecchio, stantio e veramente poco originale. Una televisione degli anni settanta trapiantata in quella degli anni duemila. Le idee, i giovani, tutto è parcheggiato o meglio direi congelato. Gli ascolti però premiano questi programmi e allora alzo le mani, di fronte ai dati reali non si può scappare, c’è gente a cui piace vedere determinate trasmissioni. Questo vuol dire.

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Da Annozero a Tamarreide passando per l’Europride

Foto: AP/LaPresse

Nel nuovo appuntamento con Riccardo Cresci, giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, si parla del minestrone di eventi che riempie la tv:

C’è un po’ la moda ultimamente di dover apparire a tutti costi. C’è sempre stata per carità, ma adesso sta diventando un tormentone sempre più grande ed evidente, un colossale carnevale che sta irrompendo ovunque. La tivù ne sta facendo le spese, ovvio, con la vita che entra all’interno di un sistema televisivo è stato più facile, ma quanto è giusto esasperare certe situazioni in video? Abbiamo imparato tutti a curiosare e a ficcanasare nell’orticello del vicino, ormai la privacy sta diventando questa sconosciuta e non solo per causa di intercettazioni video e telecamere, ma soprattutto per il desiderio di riuscire ad affermarci, soprattutto in televisione. L’apparire in un mezzo tv, fortifica, sembra quasi una proclamazione di sicurezza di fronte alla massa, costretta a casa a guardarti. Dall’inizio è stato così, da quando il video ha soppiantato la radio e ora ancora di più da quando internet e il web sta sostituendo la televisione. Già, perché ora tutti sono sul web e pur di far sentire la propria opinione si riuscirebbe a dire e fare proprio di tutto.

L’Europride 2011 è stato un esempio di come un messaggio potesse essere tanto amplificato da risultare in qualche momento un po’ troppo colorato e variegato, parole importanti, discorsi di tutto rispetto, ma il gran carnevale di Rio de Janeiro a volte tende a ritornare anche in Italia. La differenzazione, il diversificarsi, il dover essere per forza dissimili dalle altre tipologie di persone, in alcuni casi è natura, per altri moda, per altri ancora voglia di esibizionismo e divertimento.

Questi giorni abbiamo assistito alla presenza di tanti episodi televisivi che hanno catturato l’attenzione, dal Michele Santoro Show in cui ha sciorinato tutto il suo dispiacere per andare via da Raidue, un vero e proprio commiato per i suoi telespettatori, il mezzo pubblico anche questa volta è diventato sede di pensieri e commenti privati rivolti al pubblico a casa. Tutto sta divenendo mezzo di polemica, qualsiasi passo, qualsiasi occasione da parte dei differenti “rivoluzionanti”.

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Italia’s got talent e il cast con l’X Factor

Foto: AP/LaPresse

Nel nuovo appuntamento con Riccardo Cresci, giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, si parla

Proprio quando la stagione dei grandi successi televisivi sembrava ormai conclusa, ecco spuntare come fanalino di coda una delle trasmissioni di maggior successo di un intero palinsesto annuale Italia’s Got Talent. Giusto la settimana scorsa parlavo in queste pagine di repliche e chiusure di programmi ormai in vacanza, rimpiangendo la stagione autunnale e primaverile, sempre pronta a servire sui nostri piatti televisivi ricche pietanze più o meno variegate. L’estate ormai la conosciamo, dal punto di vista tv è come un elefante arenato ed addormentato, una sequenza di noiosissime trasmissioni che agevolano l’uscita casalinga. Sì, perché piuttosto che guardare la televisione estiva con tutta la sua programmazione annessa, la gente preferirebbe uscire nell’ora di punta con l’asfalto bruciante e squagliarsi sotto il sole, pur di non assistere a certe tristezze rimediate per rattoppare e rinverdire a tutti i costi buchi di palinsesto.

Non c’è molto da dire, è così, una routine che si ripete senza sosta, ormai di anno in anno, per fortuna a volte ci sono delle eccezioni, parlavo appunto di un fanalino di coda che si è tramutato nel capo squadra assoluto di tutta una stagione televisiva, elogiamo Italia’s got talent. Ne avevamo parlato anche l’anno scorso, osannando un giovane conduttore di nome Simone Annicchiarico, un figlio d’arte al timone di una nuova trasmissione che secondo me avrebbe fatto tanto successo. Se andate a scovare il mio post di un anno fa e più, vi renderete conto che già in quell’occasione parlai di successo annunciato. Infatti neanche era partita la trasmissione che già il format risuonava nelle mie orecchie come una mossa vincente da parte di Mediaset e Canale 5.

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Da Paperissima Sprint a UnoMattina: torna l’estate in tv con tante repliche, ma non La Signora in Giallo

Nel nuovo appuntamento con Riccardo Cresci, giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, si parla dell’estate televisiva che sta arrivando:

E’ tempo di saluti, la tv in questi giorni è tutta un arrivederci o forse un addio, chissà, questo non possiamo stabilirlo. In tanti però utilizzano questa frase, quest’anno va di moda così: “Ci rivedremo, il dove non è importante”. La definirei la tv dell’arrivederci, quasi tutti i programmi iniziati a settembre ed ottobre del 2010 stanno chiudendo i battenti e tirando le somme. La quotidianità di una programmazione, il fare compagnia a tanti telespettatori tutti i giorni, tutto questo viene meno. Le televisioni generaliste salutano il pubblico più affezionato con un ci rivedremo, forse, chi lo sa, ma da qualche parte ci si rivedrà. Ogni anno è la solita storia, per chi lavora nello spettacolo ci sono sempre poche certezze e un saluto non può mai essere valutato temporaneo o definitivo, chi sceglie è il pubblico, è vero, ma non solo.

Tutti i personaggi della nostra tivù vivono momenti di forte ansia con il chiudersi di una stagione televisiva, proprio perché nessuno può sapere con certezza, tramite eccezioni molto rare, se ci si rivedrà nel periodo televisivo successivo. Non ho mai capito però se solo l’Italia chiude bottega e si mette in ciabatte e costumino d’estate, perché in qualsiasi altro paese del mondo in cui sono andato ho visto sempre una tv varia ed alternativa, come se la programmazione non terminasse in un determinato periodo. Giugno è la fine della nostra tv, il vuoto, non che prima fosse così variegata e competitiva, ma da giugno a settembre c’è la vera moria di tutti i programmi televisivi che ci hanno fatto compagnia durante l’autunno – primavera. E’ giusto, o forse no? Perché la tv deve andare in vacanza per forza? E chi invece non va in vacanza perché non può permetterselo, cosa guarda in tv? Non è più questione di repliche estive o mancata originalità delle idee, qui bisogna pensare anche ad una grande fetta di pubblico che lunghe vacanze ormai non ne fa più. Il periodo in cui tutti si trasferivano al mare per lunghi mesi è storia vecchia, la maggior parte dei lavoratori valanghe di ferie non ne ha mica più. Tutti così si riversano in spiaggia a prendere il sole, a sfidare la tintarella, ma gli anziani e i bambini che rimangono a casa, quasi abbandonati, dove vanno e soprattutto cosa fanno?

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Quelli che … Simona Ventura e la fine di un’era

Nel nuovo appuntamento con Riccardo Cresci, giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, si parla di Simona Ventura e del suo abbandono di Quelli che il calcio dopo dieci stagioni.

Dopo dieci anni si conclude un bel periodo, una fetta importante di un percorso che ha visto come protagonista una delle più guerriere tra le conduttrici della nostra televisione. Simona Ventura sembrerebbe lasciare e dire forse addio alla sua domenica pomeriggio, dopo Fabio Fazio era stata lei due lustri fa a prendere le redini di “Quelli che…”, una sportiva come lei alla guida di un programma tanto importante per la tradizione calcistica nostrana. Certo, negli ultimi anni lo smalto si è un po’ perso, non tanto per le capacità intrinseche della presentatrice, sempre scattante e solare, ma soprattutto per la concorrenza calcistica e per i diritti calcistici persi per strada a favore di altre trasmissioni.

Il non poter più vedere in tempo reale cosa stesse accadendo sui campi ha sicuramente influito sul successo di uno dei contenitori più famosi nel nostro Bel Paese. Sky contro digitale terrestre e poi le briciole a Quelli che il calcio, questa è la situazione attuale, senza perdersi troppo in giri di parole affrettate, Simona Ventura però ha avuto il merito di tenere sempre alto il nome e la firma di un programma così importante per la Rai e negli ultimi anni per la rete due.

Ho già parlato delle straordinarie capacità di questa donna, capace di risollevare con la sua proverbiale simpatia ed energia anche la trasmissione più mediocre, non ultimo è stato il caso dell’Isola numero otto.
Un successo di un programma televisivo non può non coincidere il più delle volte con la vera capacità e preparazione di un buon conduttore, Simona Ventura è amata o odiata da molti, non ho mai ascoltato delle mezze misure spese nei suoi confronti, ma è giusto proclamarla pluricampionessa e vincitrice, come in un algoritmo, Simona Ventura è la funzione vincente della Rai.

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Uman Take Control e l’interazione col web che bisognava studiare meglio

Ventunesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla di Uman Take Control, il reality di Italia 1 che voleva essere il primo esperimento di interazione tra tv e web, ma che è finito con l’essere chiuso prematuramente.

Uman Take Control, così era il nome dell’ex reality nuovo di Italia uno. E’ stato un vero e proprio disastro, niente novità, nessuna particolarità, un esperimento andato al contrario, qualcosa di non espresso e tornato all’ovile. Un fallimento dopo due sole puntate. L’idea dell’ultimo dei reality show, era quella di poter riabilitare i concorrenti di tutti i reality italiani, dai grandi fratelli, alle isole, dalle pupe ai secchioni.
Purtroppo il risultato è stato penoso, se non disastroso, per poter cercare di far tornare i personaggi al loro stadio iniziale e quindi umanizzarli di nuovo, si è cercato di mettergli ciucci in bocca, biberon, oppure di farli correre su monopattini elettrici o cospargergli la faccia di vernice colorata. Insomma, quel che è sembrato al primo ascolto e a prima vista è stata un vera e propria cavolata, per non dire altro di più offensivo.

Poteva essere una nuova forma di reality show, sì, poteva essere il vero riscatto per tanti concorrenti che da anni sono stati bollati come concorrenti un po’ sfigati e poco considerati nel panorama artistico, invece il risultato è stato a dir poco terrificante. Gli Italiani non hanno gradito, l’esperimento di poter sposare il web con la televisione non è stato compreso a pieno e forse ancora ci vorrà del tempo per capire questo sposalizio, poi neanche così facile.

Far votare il pubblico da casa sulle dinamiche di una trasmissione televisiva è cosa nota in tanti programmi nostrani, ma il comandare i concorrenti poteva essere un’iniziativa esaltante e sicuramente innovativa.

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Guglielmo Scilla, Platinette, A tu per Gu, Linus

Ventesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla del promettente Guglielmo Scilla.

Qualche giorno fa come mio solito, mi trovavo intrappolato nel traffico della mia amata città, per chi non lo sapesse abito a Roma e quindi la colonia impazzita di automobili è ormai una compagnia abituale per tutte le mie mattine e pomeriggi. Questa volta era un rientro in tangenziale, incolonnato da un’ora stavo solleticando nervosamente i sei tasti della mia autoradio, alla ricerca spasmodica della frequenza giusta arrivo ad una delle mie preferite, Radio Deejay, tasto 3 nella mia utilitaria, prima ci sono solo R101 ed M2O, così, per dirvelo. Come è mio solito farlo ho ascoltato la più bionda tra le parrucche Italiane, sto parlando ovviamente della Plati nazionale, un concentrato di professionalità, arguzia, conoscenza, sapere e civetteria che ne fanno un mix a me irresistibile, la adoro, non ne passa una, ma c’è sempre un perché.

Ecco che all’improvviso compare la star di tutti i teenager amanti del web e non solo di Youtube, ormai ne ho disquisito anche io in più di qualche occasione, sto parlando dell’amato, ma anche molto discusso Willwoosh alias Guglielmo Scilla. Premetto che sono grande fan di Guglielmo che ho iniziato a seguire fin dall’inizio, le sue scenette di vita quotidiana a presa per, diciamo fondelli, è qualcosa di originale per l’Italia, ma non troppo per gli States. Ascoltando il programma di Platinette assisto però ad una specie di crocefissione neanche troppo velata del povero Guglielmino, una mitraglia di trappole nei confronti del giovane ragazzo come quando un pesciolino rosso salta fuori dalla sua boccia di cristallo.

Ho assistito ad un botta e risposta davvero interessante, un’intervista che aveva più il sapore di un agguato ai danni di Willwoosh, forse ignaro delle domande o delle risposte un tantino acidule inviate dalla ficcante conduttrice. Certo, non credo si aspettasse qualcosa di diverso la nostra web star, ma sicuramente non è stato facile aggirare i continui punzecchiamenti di una Plati in gran forma e per niente addolcita dalla presenza di un inesperto conduttore radiofonico.

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Vita reale – vita in tv pensando a Lamberto Sposini

Foto: AP/LaPresse

Diciassettesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi riflette sulla differenza tra vita reale e vita in tv, pensando a Lamberto Sposini.

A volte anche la tivù ci sorprende, sì, è incredibile, ma sta succedendo sempre più spesso. A rimanere senza parole sono non solo i telespettatori, ma soprattutto chi lavora dentro al mezzo di comunicazione per eccellenza, quello più visto, quello che la maggior parte di noi preferisce ancora agli altri. Sì, perché la televisione accompagna le nostre vite, i nostri momenti di solitudine, tu puoi accenderla, puoi lasciarla spenta, ma lei c’è. Può essere definita un’amica immaginaria che poi tanto immaginaria non è, vive di vita propria sulle nostre librerie, nelle nostre cucine, nella sala da pranzo e ci osserva, pronta per essere accesa e dilaniata.

E’ come un assassinio quello che noi sperimentiamo su di lei, ormai entriamo dentro, la svisceriamo, la ripuliamo per poi richiuderla e continuare a vivere la nostra esistenza, la vita di tutti i giorni, quella frenetica, senza fermate intermedie. Eppure di fermate, anche non intermedie ne è piena la vita, si vive, si muore, si attende, si soffre, si ride. Quello che accade dentro alla tv, non è solo quello che accade nelle nostre case, nella nostra famiglia, è qualcosa di più, ci tocca come se fosse successo un affare molto più che familiare, un evento, anche se non ci riguarda direttamente.

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Freaks!, la web serie italiana con Cane Secco, Willwoosh e Nonapritequestotubo

Sedicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla di Freaks!, la web serie italiana che sta facendo impazzire la rete.

Credo proprio sia il caso di ringraziare a dovere la Showreel Branded Entertainment, la creative farm milanese specializzata nel creare progetti assolutamente innovativi. Una realtà specializzata nello studio, l’analisi e la creazione di format multi-platform e non solo, tramite tutti i nuovi media. Una squadra di creativi che tanto bene può fare al nostro paese, ancora così poco strutturato, poco incline alla creatività e all’innovazione per lo sviluppo di nuove idee. Da quasi un mese ha fatto il suo ingresso in Italia una serie web, un percorso stimolante e curioso che ha già trovato al suo seguito migliaia di fan, un’operazione senza precedenti. Il web si è scontrato ancora una volta con la tv, lo scettro del potere mediatico si sta sempre più dimenando tra due piattaforme così tanto differenti quanto uguali.

Freaks! Ecco il nome della serie web prodotta in Italia che parla di cinque ragazzi, apparentemente normali, alle prese con strani superpoteri. Misfits, Heroes, Spiderman, sono solo alcune delle serie tv o telefilm, a cui Freaks! un po’ fa l’occhiolino, neanche poi troppo velatamente. In questo caso però nessun fulmine a colpire i nostri amici protagonisti, ma un blackout delle loro menti che li riporta senza spiegazione, ben quattro mesi dopo ad uno strano incidente stradale. Ragazzi comuni, ragazzi di Roma alle prese con strane avventure che li porterà chissà dove.

Dei veri e propri geni del male, grandi menti fantasiose sono state quelle di Matteo Bruno, Giampaolo Speziale, Claudio Di Biagio e Guglielmo Scilla, dei cervelli esecutivi brillanti che hanno dato vita ad uno spettacolare “webfilm”, uno strambo gioco di situazioni condito con un particolare connubio tra lo stile supernaturale e il comico. Il risultato è stato un vero successo, una vera e propria autoproduzione ideata da questi quattro simpatici ragazzi romani, resa possibile grazie al supporto di Show Reel. Sì perché in Freaks! c’è un po’ di tutto, fa ridere, fa impressionare, fa incuriosire, attrae, ti spinge a guardare lo stesso episodio più di una volta, perché devi capirne il senso prima di continuare a guardarlo ancora, non puoi seguire una puntata, se prima non afferri al volo il significato dei colpi di scena e dei momenti thriller di cui la serie è ben impastata ed ispirata.

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La finale del Grande Fratello 11, la fine de La Corrida: programmi diversi, successo simile

Quindicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla de La Corrida e del Grande Fratello, due programmi che per quest’anno sono giunti al capolinea.

Momento di bilanci, la primavera è arrivata e così pian piano tutte le produzioni invernali stanno per spegnersi. I riflettori sono tutti accessi sul palinsesto estivo, ma soprattutto sulle grandi novità per il 2012.
Un’annata felice per tante trasmissioni è stata questa, in prima posizione gongola sicuramente Milly Carlucci, ne abbiamo parlato più volte, ma la bionda conduttrice, mamma d’Italia, ha vinto tutti i suoi sabato sera contro La Corrida. La Corrida di Flavio Insinna, la gara dei dilettanti allo sbaraglio si è conclusa sabato scorso, in molti, hanno sostenuto con un velo di tristezza ed amarezza per non aver annientato la propria dirimpettaia Milly alle prese con i suoi ballerini, ma io, non sono d’accordo, affatto.

Flavio Insinna ha saputo trasformare un vero momento di goliardia in spettacolo, portando la sua esperienza teatrale con citazioni e divertenti gag, insieme ad una sempre giovine Antonella Elia, una coppia artistica ormai, un duo che non dimenticheremo facilmente. Sostenere che La Corrida sia stato un programma non vincente è da gran bugiardi, è durato per molte settimane, ma è stato ricco di allegria e non è mai mancato di entusiasmo. Con l’inizio della gara di “Ballando” ha sofferto una concorrenza facile da prevedere, i gusti del pubblico si sono divisi, a qualche milione forse è piaciuto di più veder ballare Christian Panucci e company, rispetto qualche dilettante allo sbaraglio. Da qui a sostenere che sia stato un buco nell’acqua o iniziare a parlare di format vecchi e riproposti che hanno stancato il pubblico a casa, ce ne vuole. Non credo affatto che un format possa invecchiarsi, forse può stancare, ma la formula vincente de La Corrida è sempre stata la semplicità e il divertimento, proprio come amava ricordare Corrado. Vedere affiancati alcuni super ospiti accanto a semplici concorrenti non mi è tanto piaciuto, è sembrato quasi un voler rubare la scena ai vicini di casa della Rai, a colpi di ascolti scippati, il bello de La Corrida è sempre stato quello di essere come a casa propria e di potersi esibire su un palco familiare, dare ascolto a tutti e regalare un momento da star a chi lavora tutta una settimana. Non bisognava snaturarla per forza. Un sabato diviso così per due categorie di pubblico differenti o forse uguali, ma si sa, il ballo piace a tanti e vedere volteggiare Bruno Cabrerizo o Vittoria Belvedere ha incuriosito sicuramente di più, ma Ballando di Ballandi, è stato sempre un format molto forte e vincente, era facilmente prevedibile uno scontro quasi impari.

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Se Forum sbaglia non è colpa di Rita Dalla Chiesa

Quattordicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla della discussa causa dei due finti terremotati aquilani a Forum e difende l’operato di Rita Dalla Chiesa.

Non è un bel periodo per Rita Dalla Chiesa, una tormenta, altro che polverone quello che l’ha avvolta in questi ultimi giorni. Forum, programma più che ventennale ha da poco annoverato tra i contendenti di una sua causa due finti terremotati Aquilani. In Italia e in Abruzzo in particolar modo, è successo il finimondo. Il video della discordia ha prontamente fatto il giro di tutto il web, un tamtam mediatico che non ha avuto fine nell’ultima settimana, ne hanno parlato ovunque, tanto da impaurire ed angosciare la stessa padrona di casa del tribunale più famoso d’Italia.

Non è mai stato fatto mistero sul fatto che Forum fosse un programma di servizio, perché no, offre aiuto a moltissime persone e rispolvera nozioni di diritto per chi non ne fosse tanto a conoscenza. Non è neanche sorprendente il fatto che contendenti e cause possano non corrispondere veramente alla realtà. Tralasciando la gravità delle affermazioni e dei commenti della finta terremotata che si è gettata troppo nei panni di una tragedia che aveva vissuto forse solo a metà, non posso condividere totalmente l’astio verso la trasmissione e la sua conduttrice. Tutti sanno, almeno la maggior parte, che Forum è un programma di cause vere, pescate dalla quotidianità della vita ed adattate nella finzione dall’aiuto di alcuni personaggi, attori veri e propri, delle sagome istruite da una sorta di storia scritta, verificatasi veramente e poi studiata dal contendente. Che male ci sarebbe alla fine, nell’interpretare una storia capitata ad altri se dipinta e modellata a propria immagine? Magari nessuno. Ovvio è che in questa occasione, forse, sarebbe stato meglio sorvolare, soprattutto trattandosi di un argomento tanto delicato quanto il terremoto Aquilano.

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Simona Ventura, stratega del marketing e salvatrice de L’isola dei famosi

Foto: AP/LaPresse

Tredicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla di Simona Ventura

Al centro delle discussioni televisive di questa settimana appena conclusa, è spiccata a furor di popolo, una delle conduttrici televisive più chiacchierate del momento, la Signora Mona Ventura o Super Simo se preferite, colei che ha presenziato su riviste e televisioni nazionali per tutta la settimana. Una strategia di marketing, un canale comunicativo azzeccato che ha visto far risalire la china alla sua isola, un’isola soporifera, che in pochi e a stento, stavano continuando a seguire. Non sono bastate le liti di Luca Dirisio o Eleonora Brigliadori, pur di fare polemica spicciola si sono messi in ballo, per l’ennesima volta anche Corona, Belen e Nina Moric. Ormai si parla più del triangolo amoroso Belen, Corona, Moric che di tutti i problemi ben più gravi presenti nel nostro Bel Paese. Ogni giorno un colpo di scena nella ricca vita del Sig. Corona, un artista, un uomo, un inventore che ha saputo costruirsi la vita apparendo in ogni dove, facendo forza su un carattere spigoloso ed arrogante, ma senza dubbio estremamente interessante.  Il Re del pericolo, colui che non le manda certo a dire, il bulletto più simpatico della tivù riesce sempre a cavarsela da tutte le grane che ogni giorno riesce ad attirarsi su di sé, una capacità non da poco, un personaggio televisivo controverso, ma simpatico, irriverente e scontroso, sciupa femmine e paladino della giustizia. Un Corona scatenato per tutti i mesi dell’anno e soprattutto in questo periodo. Non riesce a starmi antipatico però un personaggio così, seppur sempre pronto ad additare qualcuno e a ficcarsi nel polverone più evidente.

L’ultima diatriba è avvenuta con la sua più acerrima nemica Simona Ventura, fresca di sbarco isolano in Honduras, la quale avrebbe raccontato una verità distorta alla mamma di quel povero Carlos, figlio della “coppia scoppia” Moric – Corona e penso a quel bambino, certo che un’infanzia più turbolenta non poteva averla questa povera creatura.

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Meteo in tv: meteorini, colonnelli ed esperti tutti insieme compagni di vita degli italiani

Dodicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi riflette su meteo, meteorine e polemiche legate alle dichiarazioni del colonnello Mario Giuliacci.

Fuori tira vento, c’è il sole oppure piove? Quante volte guardiamo fuori la finestra e pensiamo al tempo che fa, forse ogni giorno senza rendercene neanche conto. Gli agenti atmosferici fanno parte della nostra vita, siamo legati a filo doppio con quello che succede altrove e ormai ne siamo quasi assuefatti. Sono milioni coloro che prima di uscire di casa devono sapere che tempo incontreranno nella loro giornata, ancora di più tutti quelli che scelgono fine settimana o vacanze da trascorrere in qualche luogo incantato staccando con il mondo circostante. Le previsioni del tempo, insieme all’oroscopo per il giorno successivo, sono quasi come il caffè prima della sigaretta, imprescindibili compagni di vita di tutti i giorni. Non è un caso quindi che in tanti seguano il meteo in ogni sua forma, in video, sul giornale, su internet, in radio, insomma ogni nostro spostamento giornaliero è sempre accompagnato dal nostro cielo che ci concede giorni soleggiati, nuvolosi, ventosi o piovosi.

Tanti anni fa i colonnelli dell’aeronautica militare erano le vere star, dei guru indiscussi, dei maghi del tempo, loro sì che sapevano sempre come consigliare il proprio telespettatore, avvisandoli per tempo sulle difficoltà meteorologiche che avrebbero potuto incontrare. Con il passare degli anni e con l’avvento di questo ultimo decennio, non solo colonnelli, fisici e meteorologi hanno avuto il diritto di poterci spiegare che aria avrebbe potuto soffiare in giro per l’Italia, in Europa o nel Mondo, ora esistono diverse figure dedite ad illustrare soli, nuvole, fulmini e saette, volgarmente vengono chiamati “meteorini” o “meteorine”.

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