Siamo quelli di Beverly Hills

Oggi per la rubrica Cartoni Animati Story, vi parlerò di una serie animata che ha fatto impazzire tutti i ragazzini degli anni ottanta, quella che ha parlato prima di Beverly Hills 90210, di una delle zone più ricche di Los Angeles: Siamo quelli di Beverly Hills (Beverly Hills Teens).

Creata dallo studio DIC Animation City e trasmessa nel 1987 su Syndacation (52 episodi da 30 minuti) il cartone è sbarcato in Italia solamente un anno dopo su Italia 1, con 65 episodi da ventidue minuti l’uno.

I personaggi del cartone erano tanti: Laura la biondina dagli occhi azzurri, la tipica ragazza californiana, modella fidanzata con il bello del gruppo, Roy e con una Ferrari rosa; Roy biondino, amante del surf e un po’ tontolone; Bianca, la ragazza più snob di tutti, mora, occhi verdi, bellissima, amante della moda, con una limousine rosa, un cagnolino rosa e sempre alla ricerca di notorietà; Pierre, il fighetto di turno, che come Bianca vuole far lasciare Laura e Roy; Radley, il surfista amico di tutti; Gig e Jett i due rockers; Tara la ragazza del sud; Nikki che vuole diventare attrice; Shanelle la ragazza di colore; Passo e Chiudo la speaker del gruppo e Chester il cervellone.

Totally Spies – Che magnifiche spie

Oggi, per la rubrica Cartoni animati story, parliamo del cartone animato francese, prodotto dalla Marathon Production e da Tf1, e scrottp da  Vincent Chalvon-Demersay e David Michel: Totally Spies – Che magnifiche spie.

Il cartone racconta le avventure di tre giovani studentesse, Sam, Alex e Clover costrette giornalmente a mentire ai loro amici riguardo la vera identità. La serie animata è del genere avventura, è datata 2001 ed è una specie di agente 007 in gonnella.

Le avventure delle tre protagoniste iniziano con il loro trasferimento a Beverly Hills, dove incontrano Jerry, il capo dei servizi segreti, che le arruola immediatamente come spie per sventare un complotto mondiale. L’organizzazione di cui le tre ragazze fanno parte è la Woohp (Organizzazione Mondiale per la protezione Umana), per la quale combatteranno contro loschi criminali, catapultandole in situazioni veramente pericolose.

Il grande sogno di Maya

Quest’oggi per la rubrica cartone animato story, parleremo de Il grande sogno di Maya (Garasu No Kamen), un manga di Suzue Miuchi, del lontano 1976 (non concluso), che racconta i tanti ostacoli di Maya per diventare una brava attrice.

La città dove la serie animata è ambientata a Yokoama. Maya Kitajima, la protagonista, è una ragazza di sedici anni che lavora presso un ristorante con la madre Haru. Un giorno mentre Maya intrattiene dei giovani bambini al parco recitando, una donna alta e vestita di nero la osserva estasiata. Il loro secondo incontro avverrà a teatro, ed il terzo nel ristorante dove lavora, nel quale una sera Chigusa Tsukikage (questo è il nome della donna misteriosa), una vecchia attrice teatrale, prima attrice e unica interprete dell’opera teatrale la Dea scarlatta, cambierà la vita della dolce protagonista.

Dopo aver parlato con la madre (che ovviamente le vuole bene ma non approva la sua sete di popolarità), Maya segue la signora Tsuikikage presso la scuola di teatro Tsukikage, dove assieme ad altre aspiranti attrici si prepara per un futuro debutto.

Mio mini pony

Oggi per la rubrica Cartoni animati story, cercherò di farvi ricordare dei simpatici e dolcissimo pony colorati, abitanti nella terra di Ponyland: sto parlando del cartone, datato anni ottanta, Mio mini pony.

Il titolo originale della serie è My Little Pony and Friends, sceneggiata da Michael Charles Hill e Carla Conway, prodotta da studio Sunbow Productions e andata in onda da settembre del 1986 a dicembre del 1992, su Italia 1.

La storia dei mini pony (due stagioni e 61 episodi da 20 minuti l’uno), è ambientata nella terra fatata di Ponilandia o Valle della felicità, posto dove risiedono le creature più fatate ed incredibili del mondo. I pony vivono nella Villa d’estate, dove giornalmente giocano, ballano e ascoltano musica, ma come per ogni posto, c’è anche la parte non propriamente buona della popolazione, che spesso e volentieri attacca i poveri cavallini costringendoli a combattere contro troll, streghe, goblin ed altri mostri che vorrebbero mangiarli o ridurli in schiavitù.

Holly e Benji – i due fuoriclasse

Oggi, per la rubrica Cartoni Animati Story, parleremo di un cartone cult, amato da grandi e piccini, dove l’amicizia e la passione per lo sport erano l’ingredienti principali: oggi vi raccontiamo di una serie animata , che ha fatto storia, Holly e Benji (Capitan Tsubasa), lo spoko manga giapponese sul mondo del calcio.

La serie, creata da Yoichi Takahashi, edito da Shueisha, è formata da 128 episodi  trasmessi in patria dal 1983 al 1988. In italia apparve per la primissima volta su Italia 1 nel 1986 e venne più volte replicata con nomi diversi, gli anni seguenti.

Il protagonista principale è Oliver Atton “Holly”, un bambino appena trasferitosi con la famiglia da un paese all’altro. Holly ha la grande passione di giocare a calcio, tanto che ogni giorno corre per le vie cittadine con la palla ai piedi. Proprio in una delle sue passeggiate per le vie incontra Arthur un ragazzino amante del pallone, scarso nello giocare a calcio e scolaro della stessa nuova scuola di Holly, la Niupi.

Alla scoperta di Babbo Natale

Al Natale oramai manca un mese esatto: ci stiamo avvicinando con prepotenza alle serate passate con gli amici a giocare a carte, e al solito pappone televisivo natalizio. Noi di Cinetivu abbiamo pensato di farvi fare un salto temporale di una ventina d’anni e farvi rivivere quell’atmosfera, in cui il desiderio più acceso nei nostri cuori è quello di ricevere dei regali super.

Il cartone di oggi è Alla Scoperta di Babbo Natale (titolo originale Mori no Tonto tachi), una produzione targata Zuiyo Enterprise e Fuji tv, del 1984, con i soggetti di Yoshiyaki Yoshiba_
la serie di 23 episodi dalla durata di 25 minuti l’uno,  in Italia sono andati in onda su Canale 5 nel dicembre del 1986, poi su Italia 1 e più recentemente su Boing.

La storia racconta la vita di un gruppo di gnomi “I Tonto”, che vivono in un villaggio sperduto del Nord Europa e che durante tutto l’anno lavorano e confezionano regali da donare poi, con l’aiuto di Babbo Natale in tutto il mondo. L’azione e la vita dei personaggi si svolge tutta dal periodo inizio inverno sino alla primavera, in totale armonia con la natura circostante.

Hilary – la regina della ginnastica ritmica

Questa settima per la rubrica Cartoni animati story, vi racconteremo la fantastica storia di Hilary (titolo originale Hikari no densetsu), tratto dal manga di Izumi Aso, sceneggiata da Hideki Sonoda, Mami watanabe e Yasishi Hirano, disegnato da Toyoko Hashimoto e Michitaka Kikuchi e diretto da Tomomi Mochizuki nel lontano 1985.

In Italia i primi episodi della serie animata sono stati trasmessi nel 1988 su Italia1, con un totale di 19 episodi. Di cosa parla il cartone?  Il cartone racconta  di una ragazza, Hilary, che scopre una grande passione per la ginnastica ritmica. La protagonista, pur non essendo capace, perché non ha mai fatto questo tipo di disciplina, dalla sua ha tanta volontà di imparare e diventare un giorno campionessa del mondo. La sua forza di volontà aumenterà con la conoscenza del campione juniores Willy, al quale inizierà a voler molto bene.

Il fantastico mondo di Paul

Oggi , la nostra rubrica vi parla di un cartone veramente carino, fatto di meravigliose avventure, e mondi fantastici: Il Fantastico mondo di Paul. La serie, creata nel lontano 1976 (il titolo originario era Paul no Miracle Dai Sakusen), con i suoi 50 episodi (da 24 minuti l’una) è andata in onda in Giappone da ottobre 1976 a settembre 1977. Da noi il cartone venne trasmesso nel 1980 su ReteA e distribuito da Cooperativa Sincrovox e Dynit.

Di cosa parla la serie diretta da Hiroshi Sasagawa, scritta da Jinzo Toriumi e Yu Yamamoto e animata da Hayao Nobe? Parla delle avventure di due ragazzini, Paul e Nina tutti e due abitanti di un paesino in riva al mare, ignari di quello che può esserci oltre la soglia della fantasia, fatta di mondi paralleli pieni di mistero e pericolo.

Da uno di questi mondi arriva un folletto, Pakkum, che si tramuta sotto le sembianze dell’orsetto di peluche di Paul e con il suo martello magico, apre le porte del paese delle meraviglie ai due protagonisti.

Sandy dai mille colori

Sandy, figlia di due giovani fiorai, che hanno un negozio chiamato Flower shop, ama disegnare, ma ama tantissimo anche la natura, tanto da opporsi all’estirpazione di un Dente di leone, da parte della vicina ricca e cattiva Trudy, allergica ai fiori.

Il suo gesto viene apprezzato dalla regnante della Terra dei fiori, che inviano sulla Terra due morbidosi folletti, dal nome Pico e Paco, che le consegnano un ciondolo e una bacchetta magica, con la quale può disegnare qualsiasi cosa voglia che si trasformi in realtà. La magia, però, non ha effetto duraturo e il disegno non può essere replicato.

Sandy dai mille colori (Mahou no idol pastel Yumi) è un cartone animato del genere shojo, tratto dall’omonimo manga dello Studio Pierrot, diretto da Ryo Tachiba e scritto da Azuma Tachibana, Ryo Ishikawa, Shoji Imai, che ha fatto il suo esordio in patria su Nippon Television nel 1986 e, in Italia, l’anno dopo, su Italia 1, all’interno del contenitore Bim Bum Bam.

Lulù l’angelo tra i fiori

Il popolo dei fiori, ex abitanti della Terra, che hanno abbandonato il nostro pianeta, per trasferirsi sulla stella Francoise, a causa dei disastri ecologici, che gli uomini hanno compiuto nel corso dei secoli, sono senza un regnante.

Il successore sarà colui che, riuscirà a riportare il mitico Fiore dei sette colori di fronte al popolo: per questo motivo, il giorno del suo dodicesimo compleanno, Lulù, la ragazzina francese (alcuni sostengono della Svizzera francese) protagonista della storia, nipote di fioricoltori, viene contattata da due folletti, Nanà e Dundù, che assumono le sembianze di un gatto e di un cane, per avvisarla, che lei è stata prescelta dalla stirpe reale, in quanto discendente del popolo dei fiori, per ritrovare il fiore, sito da qualche parte in Europa.

Oltre all’aiuto dei sui due nuovi compagni di viaggio, la ragazzina può contare su una speciale spilla, che le permette, volgendola verso un fiore, di trasformarsi in un’altra persona (in questo modo può aiutare tutti quelli che, durante il suo percorso, hanno bisogno di aiuto). Nella sua ricerca, Lulù dovrà stare attenta a non cadere nelle imboscate di Togenicia e Yaboki, i due cattivi della situazione, che vogliono impossessarsi dello stesso cimelio, per poter accedere al trono.

La principessa Zaffiro

La protagonista dello spazio settimanale dedicato ai cartoni animati è la principessa di un regno immaginario, Silverland, che nasce femmina, seppur abbia due anime, una maschile e una femminile, a causa di un angioletto pasticcione di nome Tink. Il suo nome? La principessa Zaffiro.

Vi ho appena accennato della sua nascita. Quello che non sapete e che, alla morte del padre, la ragazza è costretta a spacciarsi per maschio, per non far cadere il regno nelle mani del cugino del padre, il duca Duralluminuim e di suo figlio, l’inetto e viziato Plastic.

La situazione, col tempo evolve talmente tanto in fretta, che raccontarvi tutta la storia, vi toglierebbe solo il piacere di seguirla, nel caso trovaste il cartone animato o leggerla, nel caso riusciste a trovare il manga da cui è tratto (Ribbon no kishi), creato da Ozamu Tezuka. Sappiate però, che la principessa, nel corso della storia si innamorerà di un principe, Franz di Goldland, che ricambierà, ma non potrà vivere il suo amore, per non farsi smascherare e che ci saranno una numerosa serie di personaggi, di cui vi parlerò più avanti, che si alterneranno, rendendo le 52 puntate da venticinque minuti l’una, molto dense di contenuti.

Iridella – La regina dell’arcobaleno

Oggi accontentiamo una nostra lettrice, parlando di un cartone prettamente femminile, legato alla vendita di bambole della Mattel molto in voga negli anni ottanta: protagonista della rubrica settimanale di Cartoni animati story è Iridella.

Iridella nasce come linea di bambole nel 1985 e diventa subito un cartone di tredici episodi (e in seguito un film d’animazione, Iridella e il ladro di stelle) dal titolo Rainbow Brite and the Star Stealer, creato da Jean Chalopin, diretto da Bruno Bianchi, Bernard Deyriès e Rich Rudish, su soggetto di Howard R. Cohen, prodotto dalla Dic Enterpreses.

La trama è semplice e lineare: oltre all’arcobaleno si trova il mondo fatato, il Paese dell’arcobaleno, messo in pericolo dal Grande Buio, che vorrebbe annientare tutti i colori per trasformarlo in arido e brullo. Lucilla, una terrestre capace di salvare il regno (sotto le mentite spoglie di Iridella), ha l’incarico di mantenere vivi i colori con una polvere magica e di rigenerare l’arcobaleno con la sua cintura, difendendo i colori dai nemici oscuri.

Conte Dacula

Può esistere un papero vampiro in Transilvania? Certo, almeno così è stato dal 1988 al 1993, gli anni che registrano le gesta del Conte Dacula, il papero signore dei vampiri, che per rimanere al passo coi tempi, disseta la sua voglia di sangue con spremute di pomodoro.

Il realtà, il papero, morto e risorto più di una volta, nella storia raccontata nei sessantacinque episodi della serie animata, l’ultima volta sarebbe rinato inoffensivo e vegetariano a causa dell’errore commesso dalla Tata, la governante del suo castello che, invece di usare sangue fresco per riportarlo in vita, si è confusa e ha completato la pozione con il già citato succo di pomodoro.

Le cinque stagioni del cartone animato, creato dalla rete ITV, raccontano le gesta del Conte Dacula che, accompagnato dei suoi compagni di ventura Tata e Igor, il fido maggiordomo, cerca di diventare amico di tutti (con scarsi risultati, visto il suo passato sanguinario), diventare famoso e viaggiare per il mondo.

Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano

Vi ricordate i piccoli esseri rossi, che, sorridenti, portavano l’ossigeno sulle spalle, per tutta la loro esistenza? Loro erano solo alcuni dei personaggi della serie animata Siamo fatti così, conosciuta anche con il nome Esplorando il corpo umano.

L’educativo cartone animato francese, dal titolo Il était une fois… la Vie, dedicato al funzionamento del nostro corpo, è stato scrupolosamente creato, basandosi su documentazioni scientifiche rigorose, da Albert Barillé, uno degli artigiani del disegno animato (lavora nel settore da più di quarant’anni).

I ventisei episodi che lo compongono sono stati mandati in onda su France 3 nel 1987 e l’anno seguente nel nostro Paese su Italia 1, con tanto di repliche sulla stessa rete e di riproposizioni sul canale digitale terrestre Boing, senza dimenticare la sua distribuzione in VHS e DVD, spesso insieme a parti del modellino del corpo umano.