Sandy dai mille colori

di Redazione Commenta

Sandy, figlia di due giovani fiorai, che hanno un negozio chiamato Flower shop, ama disegnare, ma ama tantissimo anche la natura, tanto da opporsi all’estirpazione di un Dente di leone, da parte della vicina ricca e cattiva Trudy, allergica ai fiori.

Il suo gesto viene apprezzato dalla regnante della Terra dei fiori, che inviano sulla Terra due morbidosi folletti, dal nome Pico e Paco, che le consegnano un ciondolo e una bacchetta magica, con la quale può disegnare qualsiasi cosa voglia che si trasformi in realtà. La magia, però, non ha effetto duraturo e il disegno non può essere replicato.

Sandy dai mille colori (Mahou no idol pastel Yumi) è un cartone animato del genere shojo, tratto dall’omonimo manga dello Studio Pierrot, diretto da Ryo Tachiba e scritto da Azuma Tachibana, Ryo Ishikawa, Shoji Imai, che ha fatto il suo esordio in patria su Nippon Television nel 1986 e, in Italia, l’anno dopo, su Italia 1, all’interno del contenitore Bim Bum Bam.

Nei 25 episodi da 24 minuti l’uno, Sandy, creata da Yumiko Horazawa e Koji Motoyama, regala sorrisi e soddisfazioni a tutti quelli, che la circondano, facendoli ricredere sulla bellezza della vita.

Che cosa ha caratterizzato il cartone, che per molti versi è simile a Creamy, Magica Emy e tutte le altre serie animate con protagoniste piccole e giovani maghette? I personaggi di contorno, dai genitori di Sandy, Maura (giovane e amante del disegono) e Maurizio (abile vivaista), al commesso del negozio di fiori Roby (ragazzo disponibilissimo e a modo, nonché malinconico istruttore di deltaplano) e a suo fratello Ciccio (paffutello compagno di classe di Sandy, generoso e adorabile); La fisionomia della protagonista: i capelli castano/rossicci racchiusi in una treccia, da un grande fiocco giallo, gli enormi occhi blu, i basettoni alla Elvis, il vestitino rosso con sbuffi bianchi e una gonnellina rosa molto corta, le ballerine con la calza bianca, che andavano molto di moda negli anni ottanta; i due folletti Pico e Paco, uno con fiocco e ciuffo giallo, l’altro con papillon e capelli rosa; la signora Trudy, cicciottella, credulona e dispettosa e il suo maggiordomo Carmelo; Nonno Cesare, papà di Maurizio, che vive in una casetta sull’albero e che vuole catturare a mano nuda l’orso cattivo; la bacchetta a forma di tulipano, che quando entra in azione lascia petali di tutti i colori dell’arcobaleno; l’unicorno volante, uno dei suoi primi disegni, che diventa realtà; gli sfondi acquerellati e i personaggi dalle tinte e dalle linee nette; l’omonima canzone, cantata da Cristina D’Avena.

Concludendo: Sandy dai mille colori è un cartone vivace, pieno di brio e di buoni sentimenti, anch’esso consigliato, come quelli che abbiamo ultimamente recensito, ad un pubblico giovane, che ha voglia di emozionarsi con poco e a tutti coloro, che sono cresciuti negli anni ottanta e hanno voglia di vivere un po’ di amarcord animato.

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