Il giudice e il commissario su Rete 4

Già da alcuni venerdì su Rete 4 va in onda Il giudice e il commissario (Femmes de loi), una serie poliziesca francese già composta da otto stagioni e trentasei episodi (i primi 26 da novanta minuti, gli altri da 52 minuti), trasmessi in patria da TF1.

La serie, creata nel 2000 da Benoit Valere, racconta la storia di due donne, il procuratore Elisabeth Brochène (Natacha Amal) e il tenente della polizia Marie Balaguère (Ingrid Chauvin): le due, che nella vita privata sono diventate amiche, insieme combattono il crimine con grande efficienza, nonostante i pareri spesso opposti, la prima rispettosa della legge, la seconda sempre ai limiti della legalità.

Profiling 2 su Fox Crime

Questa sera su Fox Crime andrà in onda, con un doppio episodio, la seconda stagione di Profiling, la serie poliziesca creata da Fanny Robert e Sophie Lebarbier nel 2009, trasmessa in patria da TF1, basata su fatti di cronaca reali e recenti.

Nei sei nuovi episodi rivedremo all’opera uno dei duo più amati di Francia, quello formato da Chloe Saint-Laurent (Odile Vuillemin), profiler capace di leggere la mente degli assassini e delle vittime, e da Matthew Perac (Guillaume Cramoisan), detective parigino dai metodi solidi e dalle salde convinzioni.

Confermato il cast quasi in toto. Ci saranno: Jean-Michel Martial (il commissario Lamarck), Raphael Ferret (il tenente Hyppolite) e Vanessa Valence (Fred). Cambia il dottore, questa volta interpretato da Guillaume de Tonquedec.

Odyssée: il programma di tendenze più seguito in Francia

Oggi tratteremo di arte del vivere ed eleganza. Come? Parlando di Odyssée, il secondo canale a tema del gruppo francese TF1.

Nato nel 1996 per contrastare il successo del canale Planète, è solo nel 2008 che raggiunge la consacrazione da parte del pubblico oltrealpe grazie appunto a programmi d’autore orientati all’arte, all’eleganza, al lusso, per vivere meglio, sul patrimonio gastronomico, le nuove mode nonché i ritratti dei personaggi più glamour.

Oggi il canale è uno dei tre punti forte del gruppo TF1 insieme a Histoire e Ushuaïa TV e verte la sua programmazione su documentari che incentrano l’attenzione soprattutto sul lusso e la moda. Nonostante siano da sempre considerati argomenti frivoli, l’indice di gradimento registrato smentisce di gran lunga ogni voce maligna. La tendenza fa tendenza è proprio il caso di dire.

Profiling su Fox Crime

Da questa sera alle 21.00 su Fox Crime andrà in onda la prima stagione di Profiling, la serie poliziesca francese, creata da Sophie Lebarbier, e Fanny Robert ispirandosi a fatti di cronaca realmente accaduti, prodotta da Beaubourg Audiovisuel e RTBF e trasmessa in patria lo scorso anno su TF1 con buoni risultati (tanto da guadagnarsi il rinnovo per la seconda stagione).

La fiction, composta da sei puntate di cinquanta minuti l’una, è incentrata sulle indagini che svolgono la criminologa e consulente della polizia Chloe Saint-Laurent (Odile Vuillemin) e il poliziotto parigino Matthew Perac (Guillame Cramoisan). I due, dopo un inizio burrascoso riusciranno a fondere al meglio le loro migliori qualita, lei sensibile, empatica, e preparata, lui uomo d’azione e intuitivo, che segue le procedure, per risolvere i casi più complessi.

I due protagonisti prendono ordini direttamente dal commissario Lamarck (Jean-Michel Martial), mentre vengono aiutati dal tenente Hyppolite (Raphael Ferret), specializzato in crimini informatici, dal tenente Fred (Vanessa Valence), collaboratrice di Pérac, e dal dottore (Didier Ferrari).

Le grand quiz du cerveau, il varietà del sabato sera di TF1

Giunto alla quarta edizione, Le grand quiz du cerveau è il varietà del sabato sera di TF1. E’ un quiz per tutti. Non c’è distinzione di sesso, età o livello di istruzione, tutti possono giocare. Non si tratta di un test per valutare l’IQ o il proprio livello d’istruzione. Attraverso le risposte a 60 quesiti, si imparano a conoscere i punti di forza, ma anche le debolezze. Si valuta il potenziale e la vitalità del cervello umano!

Capitanate dai conduttori Carole Rousseau e Benjamin Castaldi, la squadra degli uomini contrapposta a quella delle donne, si sfidano a colpi di rompicapi e giochi di abilità. La partita è officiata dal lato dei ragazzi da Bruno Guillon, Patrice e Dave Carmouze. A supporto delle ragazze, invece, gareggiano Eve Angeli, Christine Bravo e Catherine Laborde.

NT1, telefilm e sport a volontà

Il marchio NT1 Nouvelle Télévision 1 rappresenta uno dei principali canali commerciali francesi assieme a TF1, rispetto all’illustre consorella è assai più giovane essendo ufficialmente nato il 31 marzo 2005 sotto l’egida di AB Group, società multimediale fondata nel 1977 da Jean Luc Azoulay e Claude Berda specializzata in produzione musicali, poi televisive dal 1987.

Nei primi anni di vita, il canale che ha come direttore generale Denis Bortot e direttore dei programmi Richard Maroko, prende il nome di Numérique Terrestre 1, essendo stato concepito per la piattaforma digitale TNT (Télévision Numerique Terrestre, il DTT francese), poi cambiato nel 2004 in La Quatre, avendo come soggetto ispiratore La Cinq, con l’intento di rivendicare il quarto posto tra le tv generaliste. La decisione di France Télévision del gennaio 2005 di battezzare un proprio canale France 4, costringe i vertici AB Group a ricambiare il nome del marchio La Quatre nell’attuale per non generare confusione tra il pubblico.

Digitale Terrestre, un affare mondiale


2012 l’anno della fine del mondo, come viene annunciato da alcuni siti web che si ispirano ai sinistri presagi del calendario Maya o più realisticamente la data che segnerà il de profundis dei segnali televisivi analogici in Europa. Secondo le disposizioni della Commissione Europea, sarà proprio nel 2012 in maniera improrogabile che tutti i Paesi membri dovranno adeguarsi alla nuova tecnologia.

Il digitale terrestre, lo ricordiamo, verso cui le regioni italiane stanno migrando fino all’arrivo della data limite, è una tecnologia che in assenza di disturbi dà la possibilità di trasmettere su piattaforme definite Mux (multiplex) fino a dieci canali per ogni singola frequenza, va da se che le emittenti possono scegliere di utilizzare una certa quantità di banda per trasmettere pochi canali con un’elevata qualità, oppure molti canali con una qualità più bassa.

Quello del DTT è un’affare di proporzioni mondiali, ecco cosa sta avvenendo in quei Paesi dove l’avvento dell’era digitale è più evidente: secondo il Terzo Rapporto sulla Televisione Digitale Terrestre in Europa, con data gennaio 2009, l’offerta gratuita del Regno Unito è la più ampia tra i Paesi analizzati, a conferma dell’avanzato stadio di sviluppo del mercato televisivo britannico. La line-up di Freeview (38 canali nazionali), società che coordina la diffusione di set top box, è contraddistinta dalle offerte mini-generaliste/di intrattenimento, con ben 13 canali, pari a circa 1/3 del totale, che raccolgono quote crescenti di audience e investimenti pubblicitari. Tra i “nuovi” canali di entertainment, diversi sono editi dagli stessi broadcaster analogici, ovvero Bbc, Itv, Channel 4 e Five. Da segnalare la ricca offerta per bambini e ragazzi, con 2 canali come Cbbc e CBeebies (BBC) a cui si aggiunge CItv (Itv).

Weakest Link: un successo planetario

Nel 2001 Enrico Papi c’aveva creduto, puntando su L’Anello Debole per risollevare le sorti del preserale di Italia 1 in crisi di audience dopo il “calo” di Sarabanda: “Non mi ispirerò alla conduttrice inglese Annie Robinson, che ha cannibalizzato a tal punto il programma da costringere la Bbc a vendere la sua immagine e non il formato. Saremo obbligati a rispettare certe tecniche di ripresa, luci o scenografie, ma almeno ho imposto di restare Papi” commentava il presentatore, che dopo poche settimane di messa in onda, dovette gettare la spugna per il mancato gradimento del pubblico italiano.

Pensare che Weakest Link è da dieci anni la trasmissione a quiz più popolare della Gran Bretagna, nata il 14 agosto del 2000 su BBC2, viene poi spostata visto il notevole successo su BBC1 dove ha toccato punte del 36% di share, è stata programmata con ottimi riscontri anche negli Stati Uniti sulla NBC, con punte del 22%, in Germania su RTL1, in Olanda su RTL4, in Francia su TF1 con un buon 32,9 % di share, il format è stato esportato in tutto il mondo, al punto che non è esagerato parlare di successo planetario, secondo solo a Chi vuol essere milionario. Gli spettatori italiani possono tuttora seguire l’avvincente quiz su BBC Prime canale 138 di Sky.

Totally Spies – Che magnifiche spie

Oggi, per la rubrica Cartoni animati story, parliamo del cartone animato francese, prodotto dalla Marathon Production e da Tf1, e scrottp da  Vincent Chalvon-Demersay e David Michel: Totally Spies – Che magnifiche spie.

Il cartone racconta le avventure di tre giovani studentesse, Sam, Alex e Clover costrette giornalmente a mentire ai loro amici riguardo la vera identità. La serie animata è del genere avventura, è datata 2001 ed è una specie di agente 007 in gonnella.

Le avventure delle tre protagoniste iniziano con il loro trasferimento a Beverly Hills, dove incontrano Jerry, il capo dei servizi segreti, che le arruola immediatamente come spie per sventare un complotto mondiale. L’organizzazione di cui le tre ragazze fanno parte è la Woohp (Organizzazione Mondiale per la protezione Umana), per la quale combatteranno contro loschi criminali, catapultandole in situazioni veramente pericolose.

Alì Babà e i 40 ladroni, dalla Francia la favola di Raiuno

Da questa sera su Raiuno viene proposto il libero adattamento di uno dei racconti più famosi al mondo, contenuto ne Le mille e una notte: oggi e domani, sulla rete ammiraglia Rai alle 21.10 va in onda Alì Babà e i 40 ladroni.

Ali Baba et les 40 voleurs (titolo originale), diretta da Pierre Aknine e prodotta dalla TF1, in collaborazione con GMT Productuon e Rai Fiction, è stata trasmessa con successo dall’emittente francese (circa dieci milioni di spettatori in media a puntata) e spera di ottenere un buon riscontro di pubblico anche in Italia.

Nel cast, che vede Gérard Jugnot nei panni del protagonista Ali Baba, ci sono anche Michèle Beriner (Yasmine), Hammou Graia (Ya Ya), Ken Duken (Serafino), Leila Bekhti (Morgiana), Marc Ruchmann (Sliman) e due attori italiani: Luca Ward (Mustapha), Thomas Trabacchi (Malik).

Il Commissario Navarro: un cult poliziesco su Retequattro

Dopo il successo televisivo di serie poliziesche di chiara ispirazione francese come Il Commissario Cordier, Il Comandante Florent, Il giudice e il commissario e Julie Lescaut, anch’essa commissario di polizia, Retequattro sta affidando da qualche settimana la sorte del proprio palinsesto, in questo caso domenicale, al Commissario Navarro, serie già trasmessa dalla Rai, a cui viene dato il non facile compito di tenere lo spettatore incollato sulla stessa rete, dopo la tensione narrativa ispirata dall’ennesima ma comunque sempre affascinante replica di un episodio del tenente Colombo, unico e inossidabile.

Riuscirà l’82enne Roger Hanin alias Antoine Navarro, a centrare la difficile impresa? Solo i dati auditel di questa mattina ce lo potranno svelare, certo è che fino ad ora, la carta calata dalla cenerentola delle reti Mediaset si è rivelata vincente, grazie una buona media di gradimento. Con la proposizione di telefilm anche d’annata sul filone poliziesco investigativo si è riusciti ad intercettare i gusti di quell’ampia fetta di telespettatori, che ogni giorno seguono sul satellite il palinsesto di Fox Crime, non a caso uno dei canali più amati del bouquet di Sky.

Il Commissario Navarro, è una serie tv per certi versi sui generis, a metà strada tra il serial televisivo e il film tv considerata la durata di ciascun episodio di circa 90 minuti, contro i tradizionali 45 -50. La serie ideata da Tito Topin e Pierre Grimblat, si può definire un cult della programmazione televisiva francese, ed è la più longeva in Europa fra quelle con storie di 90 minuti. Venne trasmessa per la prima volta da TF1 nell’ottobre del 1989 mentre l’ultimo episodio è andato in onda nell’aprile del 2007 per un totale di 18 stagioni e 106 puntate.