
Russia, 1984: un professore universitario di ateismo scientifico, Artem (Leonid Poluyan), rimasto in panne con l’automobile durante il suo viaggio notturno con rotta verso la casa materna, trova un aiuto (un servetto vietnamita) e un confronto filosofico, presso la casa di un ex galeotto, Aleksey (Aleksei Serebryakov), che per vivere contrabbanda superalcolici.
La sua storia si intreccia con quella di Angelika (Agniya Kutzetsova), una giovane ragazza, che accompagnando il fidanzato della sua migliore amica (con cui inciucia) a comperare i superalcolici da Aleksey, viene rapita e seviziata dal capitano Zhurov (Aleksei Poluyan), fratello pazzo del padrone di casa.
Zhurov, dopo aver fatto fuori il servetto vietnamita, di cui viene incolpato ingiustamente il fratello, decide di trasferire la ragazza a casa della madre, una vecchia ubriacona, che guarda il lento ed inesorabile declino dell’Unione Sovietica in televisione ventiquattro ore di seguito, per poter continuare nelle sue sevizie (bottiglie di vodka vuote, molestatori estranei).












