Chi l’ha visto?

di Enrico Nanni 7

Vedo Chi l’ha visto? ormai da molto tempo, e da amante del brivido DOC, in tutte le sue forme, devo dire di non aver mai visto trasmissione più inquietante. Mi turba l’idea che così tanta gente possa scomparire così, senza lasciare alcuna traccia.

Un’altra cosa che mi ha sempre stupito è stata la tendenza a inquietarsi, e a non cercare razionalmente i motivi di una scomparsa improvvisa. Le ragioni ci sono sempre, chiare o scure che siano.

L’edizione 2007/2008 è condotta da Federica Sciarelli, che fa da integrazione tra le varie parti della trasmissione: i servizi, il centralino, gli ospiti in studio, cercando con giornalismo finalizzato all’utilità di ritrovare gli scomparsi.


La gente scompare con una frequenza impressionante. Ogni giorno ci sono segnalazioni di persone che non si trovano più. Gente che va via, gente che rimane coinvolta in situazioni a volte molto brutte, gente affetta da patologie della memoria che parte per non si sa dove.

Poi ci sono quelli che vogliono scomparire, che non vogliono essere trovati. Quelli sono i casi più complessi, quelli in cui la lotta è uno contro un milione. Chi l’ha visto? interviene in modo pratico per risolvere i casi di scomparsa.

Federica Sciarelli, affiancata da un certo numero di persone incaricate di prendere e filtrare le telefonate, unità di base per il ritrovamento delle persone scomparse, fa da messaggero e da creatrice delle didascalie che sottolineano le vicende a volte tremende che si succedono durante la trasmissione.

Per alcuni dei casi, quelli più “celebri”, magari casi d’epoca, possiamo assistere a delle ricostruzioni drammatizzate delle vicende; in studio ascoltiamo le parole dei testimoni, dei parenti, di persone che non riescono a rassegnarsi.

Vi ricordate Vanishing, quel film in cui Kiefer Sutherland cercava disperatamente la scomparsa fidanzata interpretata da Sandra Bullock? Se non ricordo male lui la cercava per degli anni, ossessionato dalla scomparsa senza spiegazioni.

Così sono le persone che si rivolgono a Chi l’ha visto? alla ricerca di aiuto, alla ricerca di un supporto, alla ricerca di una voce di risposta ma anche solo di conforto. La storica sigla inquietante sottolinea le drammatiche lacrime di coloro che piangono la scomparsa dei cari.

E Chi l’ha visto a volte risolve. La risoluzione purtroppo è spesso drammatica, spesso si tratta di un vicolo cieco. Ma a volte no, a volte padre e figlio che non si vedono da cinquant’anni tornano ad abbracciarsi.

La pertinacia e l’insistenza degli inviati fa parlare le persone che non vogliono parlare, riesce a volte ad essere più convincente ed efficiente di tutto l’impegno impiegato dalle forze dell’ordine.

Una trasmissione che aiuta, e che intriga dato che la scomparsa evidentemente interessa più della morte. Perché mentre quest’ultima porta con sé intrinsecamente una risposta, la sparizione di una persona coincide con la nascita del mistero e dell’inquietudine.

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