Protagonista della nostra infanzia televisiva, non possiamo che essere lieti di comunicare una importante notizia su un’emittente, con la speranza che il nuovo salto di qualità ne possa rinverdire i fasti, stiamo parlando di TV Capodistria di cui abbiamo già parlato che torna a trasmettere sul satellite. Dopo anni di trasmissioni sperimentali, il canale che abbraccia culturalmente le regioni slovene, italiane e croate è ufficialmente disponibile sul trasponder della RTV di Slovenia sul satellite Hotbird 8 -13 gradi est di Eutelsat, i parametri di ricezione sono: Frequenza: 12.303 Mhz, Polarizzazione: Verticale, Symbol Rate: 27.500, FEC: ¾, Codice di identificazione: TV K-C.
La diffusione satellitare di TV Capodistria è sostenuta da Unione Italiana, con i mezzi destinati dal governo italiano per le attività culturali della Comunità Nazionale Italiana di Slovenia e Croazia, ed è stata avviata in base ad un accordo con la Radiotelevisione di Slovenia di cui TV Koper-Capodistria è parte integrante.
“Assimilazione” un termine ricco di significati, uno in particolare ha attirato la nostra attenzione tratto dal Glossario dell’educazione interculturale di Aluisi Tosolini: “La logica dell’assimilazione nega le differenze considerandole un elemento negativo da neutralizzare, un dato a cui rinunciare pena il mancato inserimento nella società. Secondo il progetto assimilativo solo l’altro deve cambiare e lasciarsi assorbire nella cultura ospitante adattandosi ad essa”. Qualcosa del genere sta avvenendo in Rai alla luce delle recenti nomine per il Tg1, un termine “assimilazione” che fa perfettamente il paio con “lottizzazione”.

Progetto ambizioso
Ogni anno la medesima solfa, al punto che anche noi rischiamo di diventare monotoni, scrivendo le stesse cose a distanza di dodici mesi. Fatto sta che il processo ha imboccato il suo iter inarrestabile e nulla e nessuno sembra in grado di riportarlo a livelli accettabili. Ogni estate la cosiddetta tv generalista nella fattispecie Rai e Mediaset, più la prima che la seconda a dir la verità che ricordiamo essere, ormai solo sulla carta, servizio pubblico sovvenzionato dai cittadini, cala il sipario una volta terminata la stagione televisiva che ingolosisce i pubblicitari. E’ la costipazione dei palinsesti.





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