Michael J. Fox torna in tv

Michael J. Fox è amatissimo dal pubblico, soprattutto dopo aver raggiunto la celebrità grazie alla trilogia di Ritorno al futuro. L’attore, affetto dal morbo di Parkinson, ha deciso di fare i conti con la sua malattia e di tornare in tv, nonostante tutto, con una sit-com tutta sua.

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Recorder – Spin City

Oggi per la rubrica recorder voglio parlarvi di una serie televisiva americana andata in onda dal 1996 al 2002: Spin City, ideata da Bill Lawrence & Gary David Goldberg e composta da 6 stagioni e 145 episodi.

Protagonista della sit è il grande Michael J.Fox, che veste i panni di Michael Flaherty, vicesindaco di New York e da sempre amante della politica in tutte le sue sfaccettature. Michael è il braccio destro del sindaco della Grande Mela, Randall Winston (Barry Bostwick), ed inoltre è colui che organizza e regola tutto lo staff composto da Stuart (Alan Ruck), sicuro di diventare il vicesindaco; James Hobert (Alexander Gaberman), il ghost-writer; la modella Nikki Faber (Connie Britton); Paul Lassiter (Richard Kind) addetto alla stampa; Carter Heywood (Michael Boatman), gay che ricopre il ruolo di assistente speciale negli affari delle minoranze; Janelle (Victoria Dillard), assistente amministrativa; Karen (Taylor Stanley) la stagista.

Oltre allo staff interno, e fuori dall’amministrazione di New York, Michael deve vedersela con altri personaggi dalla forte personalità che sono la sua fidanzata giornalista Ashley Schaefler (Carla Gugino) che tra l’altro non è una fan del Sindaco, la moglie del Sindaco, la first lady Helen Winston (Deborah Rush) e dalla quarta stagione con la fredda arrivista Caitlin Moore (Heather Locklear), a capo della campagna elettorale del sindaco.

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Caro zio Joe su Italia 1

Questo pomeriggio su Italia 1 alle ore 13.50 va in onda il film per la tv Caro zio Joe (titolo originale Greedy) una produzione statunitense del 1994 per la regia di Jonathan Lynn. Il film racconta la storia di Daniel (Michael J. Fox), nipote dello zio Joe McTeague (Kirk Douglas), un ricco magnate del riciclaggio di metalli divenuto ormai vecchio. I parenti più stretti, certi dell’imminente morte dello zio, gli ronzano attorno per ereditare i suoi milioni di dollari.

Joe è accudito da una bella infermiera, Molly Richardson (Olivia d’Abo) temuta dagli altri parenti che la ritengono una sanguisuga interessata al denaro: Daniel inizialmente non vuole ereditare nulla, non è interessato ad innescare una lotta per essere l’unico erede, anche in considerazione di vecchi litigi avuti tra suo padre Danny e lo zio anni prima. Ma pian piano si rende conto della situazione e decide di provare ad ereditare il denaro prima che finiscano nelle mani dei suoi avidi parenti: per raggiungere il suo scopo Daniel si sottopone ad ogni genere di richiesta che gli viene mossa dallo zio.

Daniel del resto è il nipote prediletto e gli altri parenti sono certi che una volta ottenuto il denaro il nipote lo dividerà con loro: peccato che non sia tutto oro quello che luccica e che ben presto i parenti si rendano conto che il vecchio zio Joe nasconde un bel pò di segreti. Come andrà a finire la lotta per l’eredità? E Daniel riuscirà a convincere lo zio a lasciare a lui ogni bene oppure deciderà di seguire la sua strada senza l’illuusione della ricchezza?

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Recorder – Casa Keaton

Oggi per la rubrica Recorder parleremo di  Casa Keaton (Family Ties), una sicom del 1982, con protagonista un giovane Michael J Fox, , prodotta dalla Paramount di Los Angeles, ideata da Gary David Goldberg, composta da sette stagioni e 180 episodi e andata in onda negli State sulla NBC (in Italia su Canale 5, poi Italia1).

La storia si svolge a Columbus, Ohio e racconta la vita di una famiglia come tante, la Keaton, composta da Elyse (Meredith Bexter), sposata ed innamoratissima di suo marito Steven (Michael Gross), con il quale ha tre figli inizialmente, Alex (Michael J. Fox), Mallory (Justine Bateman), Jennifer (Tina Yothers) ed infine, qualche anno dopo Andrew (Brian Bonsall).

La serie mette in risalto le differenze generazionali tra genitori e figli, difatti Elyse e Steve, lei architetto e lui giornalista, sono figli degli anni sessanta, ex Hippy e contestatori della guerra in Vietnam, mentre i figli sono i classici ragazzi anni ottanta, Alex ha 17 anni, è intelligente, ma conservatore, adora Reagan, adora la finanza e non ama il punto di vista dei genitori democratici.

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Hannah Montana ospiterà le figlie di Obama, novità per Prison Break, Medium e Dirty Sexy Money, torna UFO

Un inizio col botto per il neo Presidente degli Stati Uniti, e non solo per lui, evidentemente. Le sue figlie Malia e Sasha Obama faranno un’apparizione nella celebre e amatissima serie Hannah Montana, con Miley Cyrus che interpreta la popstar.

Non si tratta di un fake: sia la giovane protagonista che il padre delle ragazze ha confermato: tutta la famiglia Obama sembra infatti costituita da fan delo show. Non si sa ancora se si tratterà di una partecipazione alla serie o solamente di una giornata sul set ad assistere alle riprese.

Nell’attesa, pensiamo ad altro: Tracy Pollan, attrice di New York nonchè moglie del leggendario Michael J. Fox, farà parte del cast della prossima stagione di Medium, la serie interpretata da Patricia Arquette, per un totale di tre episodi, e vestirà i panni di un’intuizionista che cerca di far assumere Allison nell’azienda per la quale lavora.

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Vedreste mai un film con Tommaso Crociera o Guglielmino Fabbro? Già l’avete fatto!

Il successo del discusso Scusa ma ti chiamo amore ha riacceso una curiosa diatriba sull’importanza che ha un bel nome per essere un attore di successo. Mi spiego meglio: può una ragazza che vuol fare cinema chiamarsi Michela Quattrociocche? Quanto conta l’importanza di un bel nome per riuscire a sfondare nel fantastico mondo patinato dello spettacolo?

Homer in una puntata de I Simpson cambia il suo nome in Max Power e diventa subito una celebrità. In Italia Carlo Pedersoli (Bud Spencer) e Mario Girotti (Terence Hill) diventano gli attori più visti del cinema italiano modificando la loro identità anagrafica. Lo stesso successo arriva anche a Serena Faggioli (Serena Grandi) e Sofia Scicolone (Sophia Loren) e ultimamente a Riccardo Fortunati (Ricky Memphis). Sarebbero diventati quelli che sono mantenendo il loro nome o sarebbero finiti nell’anonimato?

La risposta è semplice: il talento è importante, il bel nome aiuta, ma non condiziona irreparabilmente la possibile notorietà dell’attore. Alcuni esempi in Italia possono essere: Alberto Sordi, Carlo Verdone, Isabella Ferrari, Anna Falchi, Giovanna Mezzogiorno, Michele Placido, Stefania Rocca, Paolo Villaggio, Fabio Volo, Stefano Accorsi e Stefano Pesce. Pur avendo nomi di animali, colori, azioni, oggetti, o altro queste persone si sono affermate sul piccolo e sul grande schermo.

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