Morto Carlo Monni, attore toscano per anni al fianco di Benigni

Carlo Monni si è spento oggi, a 70 anni. Attore fiorentino originario di Campi Bisenzio è stato per anni al fianco di Roberto Benigni, sin dai tempi della trasmissione Televacca fino alla poesia di Noi semo quella razza tratta dal film Berlinguer ti voglio bene che lo rivelò nel ruolo di Vitellozzo al grande pubblico.

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Magna Graecia Film Festival 2011 su Raiuno

Stasera alle ore 23.25 va inonda su Rai1 l’ottava edizione del Magna Graecia Film Festival, manifestazione dedicata alle opere prime, con vocazione ‘popolare’, che si è tenuta a fine luglio in Calabria. Il Festival si propone come momento di incontro tra chi fa e chi guarda il cinema ed ospita autori e cast dei film in concorso: dalla commedia rivelazione Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno al toccante 20 cigarettes di Aureliano Amadei.

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Annozero, forse Italia: non è un Paese per giovani?

Un male oscuro attanaglia l’Italia, la cecità assurda dei governanti incapaci di indirizzare la nave battuta da tempeste di ogni tipo, finanziarie, economiche, etiche, verso lidi confortevoli. La puntata di Annozero dal titolo Forse Italia ha messo l’accento sulla precarietà assoluta su cui si basa il nostro Paese ormai da lungo tempo. Ogni certezza, gli stessi accordi conquistati con tanta fatica dai lavoratori con la grande industria, la Fiat in primis, appaiono demoliti sotto i colpi delle dinamiche di mercato.

L’inchiesta all’interno delle fabbriche d’automobili americane divenute senza colpo ferire di dominio italiano, fa capire che il prezzo del lavoro nel Paese più industrializzato del mondo è stato altissimo, stop ai privilegi e diritti ridotti al lumicino. Prossimamente toccherà a noi? Destinati ad invecchiare, con un futuro per i giovani sempre più incerto. Sono gli stessi studenti scesi in piazza per il diritto allo studio, rappresentativi quelli di Pisa, costretti a lesinare pochi spiccioli di borse di studio rarefatte.

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Vieni via con me, cronache di un successo annunciato?

Un parterre de roi per l’atto finale di Vieni via con me, un momento di tristezza acuito dalla tragica notizia della scomparsa di Mario Monicelli, a cui il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano riesce appena in tempo nella parte finale a rendere un sia pur piccolo tributo. Tanti ospiti dicevamo anche in questa ultima puntata che nei propositi di Fazio avrebbe dovuto durare mezz’ora in più fino alla mezzanotte ma che la Rai non ha concesso, a conferma di con quanto fastidio sia stato accolto fin dall’inizio quello che si può definire senza mezzi termini uno dei più bei trionfi della stagione televisiva.

Se andiamo a vedere l’elenco dei personaggi che in quattro episodi hanno contribuito a scrivere un momento importante della nostra televisione si rimane stupiti dal numero e dalla qualità, completato questa sera da “grossi calibri” come Milena Gabanelli che ironizza sul numero di cause di risarcimento intentate contro il “suo” Report e dal maestro Dario Fo che suggerisce ai politici l’atteggiamento giusto da intraprendere secondo una logica tipicamente machiavelliana. La forza di Vieni via con me è aver trovato la giusta amalgama tra il serio e il faceto, passando da un Roberto Saviano che ci spezza il cuore con il racconto sulla Casa dello Studente dell’Aquila per arrivare alla sferzante ironia di Antonio Cornacchione, dall’elenco del procuratore antimafia Piero Grasso, la ricetta per avere la meglio sulle cosche, fino alla Terra dei cachi di Elio e le Storie Tese.

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Stile Libero, dal lunedì al venerdì su Joi

Dal lunedì al venerdì su Joi, alle 22.30 va in onda il programma dedicato ai protagonisti del cinema made in Italy, Stile Libero.

Personaggi del cinema si mettono a nudo attraverso le loro idee, le sensazioni, i ricordi di alcuni film, di personaggi italiani e non con cui hanno lavorato e con cui hanno instaurato un buon o cattivo rapporto, gli amori, il sesso, l’amicizia nella loro vita e la religione, questi e tanti altri temi passeranno su Stile Libero durante tutte le puntate in programmazione.

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20 anni di cinema teatro e tv: intervista a Domenico Fortunato-esclusiva Cinetivù

Questa settimana Cinetivù ha incontrato Domenico Fortunato, attore a tutto tondo che il pubblico televisivo ha avuto modo di seguire di recente su Raiuno nella fiction Il bene e il male nel ruolo di Sandro. Alle spalle una lunga carriera iniziata oltre oceano e tanto amore per il proprio mestiere, vi proponiamo una chiacchierata dove abbiamo provato a “carpire” i segreti della buona recitazione, da un grande professionista come lui.

Domenico Fortunato attore poliedrico che ama spaziare tra cinema, teatro e fiction televisive: quale di questi tre grandi generi artistici apprezzi di più e perché?

Li amo tutti e tre ed essendo un passionale mi butto in ogni nuova avventura televisiva, cinematografica o teatrale, come in questo ultimo periodo con passione totale. Se non lo vivi con passione questo lavoro non puoi farlo oggi… Il teatro è sicuramente molto faticoso, ma l’impegno sui set cinematografici e televisivi non è da meno, se viene affrontato con serietà e professionalità.

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Ariella Reggio e Pia Velsi, sono Zia Sofia e Zia Filomena in Tutti pazzi per amore

Oggi cercheremo di conoscere più da vicino due personaggi della serie Tutti pazzi per amore, e per esattezza, parleremo di Ariella Raggio (Zia Sofia) e Pia Velsi (Zia Filomena).

Ariella Reggio nasce a Trieste e dopo la maturità classica frequenta la scuola di recitazione Silvio D’Amico, ed entrerà poi a far parte della compagnia di prosa della Rai sotto Ugo Amodeo. Nel 1961 sotto la direzione di Fulvio Tolusso, partecipa all’Arlecchino servitore dei due padroni di Carlo Goldoni, da sessantuno in poi, per molti anni farà parte della compagnia, partecipando a numerosi spettacoli, dalla regia di Francesco Macedonio, Orazio Costa, Giuseppe Maffioli e Giovanni Poli. Qualche anno più tardi si trasferisce a Londra, dove consegue il Cambridge Proficiency, conducendo poi un programma sulla BBC su trasmissioni culturali e radiofoniche. Al ritorno in Italia partecipa a Santa Giovanna dei macelli di Brecht, diretto da Giorgio Strehler, nel 1976 accanto a Orazio Bobbio, Francesco Macedonio e Lidia Braico, fonda il Teatro Popolare La Contrada.

Negli anni a seguire ha partecipato a numerosi spettacoli, da Due paia di calze di seta di Vienna e Tango Viennese di Peter Turrini, La panchina di Gel’man e Un baseto de cuor di Grisancich, Terzetto spezzato di Italo Svevo, Sorelle Materassi di Storelli, Un nido di memorie e L’ultimo carneval di Tullio Kezich, A cinquant’anni lei scopriva … il mare di Chalen. Saltuariamente a partecipato al Festival dell’Operetta, dove è stata diretta da Filippo Crivelli, Gino landi, Roberto Croce, inoltre ha partecipato nel 2003/04 con Maria Amelia Monti e Antonio Catania alla commedia Ti ho sposato per allegria con la regia di Valerio Binasco, fino ad arrivare al 2008 alla fiction Tutti pazzi per amore dove interpreta Zia Sofia, una donna anziana, che vive con l’altra compare, Zia Filomena, molto religiosa, invadente, permalosa e sempre intenta a cucinare.

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La valigia dei sogni: la nuova edizione su La7

Sette anni e altrettante edizioni, da questa sera su La7 per 10 puntate, riprende il ciclo de La valigia dei sogni, titolo preso in prestito da una pellicola di Luigi Comencini del 1953, il programma che si propone di far conoscere al grande pubblico i capolavori del cinema italiano. Ancora una volta il canale di Telecom Italia Media (non si sa per quanto ancora), si fa portavoce di quella cultura cosi tanto bistrattata nel nostro Paese, una scelta difficile e impegnativa pagata a caro prezzo, con una riorganizzazione ancora in corso delle maestranze, che non prelude a niente di buono per il futuro.

Per cui godiamoci questa nuova rassegna di film d’autore, che magari dal prossimo anno sarà epurata perché poco redditizia, come se il patrimonio di cui il cinema italiano dispone non avesse bisogno essere salvaguardato e messo i risalto anche in periodi di maggior attenzione dei telespettatori, al posto di certe trasmissioni di livello discutibile.

Piccola polemica a parte siamo lieti di poter rievocare quei gioielli del neorealismo che tanto lustro hanno dato alla nostra cinematografia, a condurci in questo mondo di celluloide è Simone Annichiarico, figlio d’arte di un indimenticabile Walter Chiari e Alida Chelli. Con lui conosceremo volti e luoghi che hanno fatto da cornice ai capolavori proposti e poi via ha una serie di sequenze viste magari più di una volta ma che non danno mai quel senso di stucchevole apatia che si prova riguardando molti film d’adesso.

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Cinema: è morto Dino Risi

Il cinema italiano perde uno dei suoi grandi protagonisti Dino Risi, aveva 91 anni. Fra i padri della commedia all’italiana assieme a Mario Monicelli, Luigi Comencini, Nanni Loy e Ettore Scola, il regista fu artefice di alcune delle pagine più significative nella storia della cinematografia nostrana. Sue delle vere e proprie pellicole di culto come Poveri ma belli (1957), Il sorpasso (1962), I mostri (1963), Profumo di donna (1974), grazie a questa pellicola riceve un David di Donatello per la miglior regia, mentre il protagonista Vittorio Gassman viene premiato a Cannes come miglior attore.

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CineTV Oggi: programmi televisivi 28 maggio

Buongiorno e benvenuti alla rubrica CineTV Oggi. Diamo un’occhiata a ciò che potremo vedere in televisione nelle prossime 24 ore.

Rai 1
In prima serata, seconda e ultima parte di Don Zeno (21.10), con Giulio Scarpati. A seguire Porta a porta, condotto da Bruno Vespa (23.10)

Rai 2
Ultima puntata di Scommettiamo Che…? (21.05) condotto da Matilde Brandi e Alessandro Cecchi Paone. Gli ospiti che stasera dovranno valutare le scommesse sono: Valeria Marini, Belen Rodriguez, Antonio Rossi e Sebastiano Somma. A seguire La Storia siamo noi (23.30) presenta La trattativa. Il sequestro Cirillo di Carlo Durante e Aldo Zappalà. Giovanni Minoli ricostruisce l’intricato caso politico e giudiziario. Chiude la serata Magazine sul 2 (0.25), in cui Antonello Aglioti incontra Mario Monicelli.

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Iris: cinema e dintorni

Iris è uno dei canali (il 25) gratuiti visibili con il digitale terrestre del pacchetto Mediaset.

Diciamo subito che Iris, si occupa di tutto ciò che una televisione normale dovrebbe avere nel proprio palinsesto e che spesso, causa troppa attenzione ai dati auditel si dimenticano di avere: cinema, documentari, fiction, informazione, musica e teatro.

Il cinema, ordinato per cicli, dà la possibilità a tutti gli amanti del grande schermo di vedere tutte quelle pellicole dimenticate da anni.

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Sul Doppiaggio – 7 – Il secondo dopoguerra

Una volta finita la guerra, finisce anche il periodo di monopolio con l’abolizione della legge nel 1945 e una nuova ventata di liberalizzazione spazza via l’aria appesantita delle tante imposizioni del regime.

Le Majors, che avevano accumulato un’ingente quantità di film, non aspettano altro che togliere l’embargo e ridistribuire i propri film. Questi film sbarcano in Italia insieme alle truppe alleate che la devono liberare. In Massa gli italiani si riversano nelle sale per ricucire uno strappo lungo anni con un cinema che un tempo distraeva.

Gli americani definiscono l’Italia un Paese che non ha bisogno di un cinema proprio e pensano bene di essere loro ad occupare questo campo: inondano il territorio di circa 500 pellicole di cui gran parte ancora con le didascalie, perché impossibilitati dal doppiarle. Gli Italiani disertano il cinema anche quando i film sono doppiati da voci che loro non riconoscono, quelle voci oriunde che erano le uniche che si potevano trovare in circolazione durante il tempo di guerra.

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