Ascolti Tv venerdì 15 ottobre 2010: I migliori anni vincono la serata grazie a 4.700.000 spettatori

Venerdì sera nuovamente dedicato al varietà, per quanto riguardo le reti ammiraglie. Dopo la noia di Irlanda del Nord – Italia, che aveva fruttato a Rai1, però, cifre molto alte, Carlo Conti riprende il suo posto e permette alla prima rete di Stato di vincere la serata, senza ricorrere al calcio, anche se con qualche rischio in più, vista la concorrenza. I migliori anni continuano ad appassionare la gente a casa ma si fermano a 4.728.000 spettatori, pari a uno share del 20.69%. Canale5, invece, continua a puntare sui bambini: dopo il Peter Pan di ieri, tocca a Gerry Scotti e a Io canto, confermare i grandi numeri di Paolo Bonolis, ma il programma di baby-talenti canterini non è andato oltre i 4.178.000 spettatori, con uno share pari al 18.05%.

I due serial di Rai2 si ritrovano a scontrarsi nuovamente con la comicità offerta da Italia1: NCIS Los Angeles, grazie all’episodio Chinatown, si porta a casa 2.649.000 spettatori, con uno share del 9.46%. A seguire, Criminal Minds, con l’episodio 100, migliora l’andazzo conquistando 2.859.000 spettatori, con uno share del 10.70%. Doppio appuntamento anche con la rete giovane di Mediaset: l’Ale & Franz Sketch Show ha convinto buona parte di pubblico, facendo ridere una platea composta da 2.489.000 spettatori, pari a uno share del 9.01%. A seguire All Stars ancora non convince, registrando una media di 1.498.000 spettatori con uno share pari al 6.27%.

Sui restanti canali, tanti programmi con inchieste, dibattiti e interviste: Quarto grado, condotto da Salvo Sottile che ha seguito ancora da vicino il caso di Sarah Scazzi, con alcuni colpi di scena in diretta, è stato visto da ben 4.665.000 spettatori, pari a uno share del 18.33%, battendo ampiamente Canale5 e avvicinandosi pericolosamente a Rai1. Non è riuscita a fare di più, invece, la prima puntata di Articolotre, con Maria Luisa Busi, che ha permesso a Rai3, di racimolare solo 1.102.000 spettatori, con uno share pari al 4.24%. Su La7, Le invasioni barbariche, messe in atto da Daria Bignardi, sono state scelte da 856.000 spettatori, pari a uno share del 3.89%.

Articolotre su Raitre con Maria Luisa Busi

Da questa sera su Raitre andrà in onda Articolotre, il nuovo programma d’attualità condotto dal’ex anchorwoman del Tg1 Maria Luisa Busi, ispirato al terzo articolo della nostra Costituzione che sancisce l’uguaglianza formale e sostanziale tra tutti i cittadini. La trasmissione ogni settimana racconterà storie di cittadini, giovani e anziani, uomini e donne, lavoratori e disoccupati, immigrati e pazienti, che hanno subito un torto da qualcuno, attraverso il confronto tra le vittime e le controparti.

Non solo: in ogni puntata si cercherà, attraverso un’informazione mirata e intelligente, di aiutare il consumatore a scegliere le strade migliori per farsi rispettare, per difendere i propri diritti e per sfruttare nuove forme di consumo più eque e sostenibili, così da potersi districare meglio nel complesso mondo fatto di banche, assicurazioni, industrie, commercianti, telefonia, agenzie di viaggio, agenzie immobiliari, finanziarie, aziende erogatrici di energia e di acqua, aziende che smaltiscono i rifiuti, televisioni, carta stampata e Internet.

Fanno parte del cast dei collaboratori di Articolotre: Gherardo Colombo direttore editoriale della Garzanti, Guido Bolaffi direttore di West, rivista on-line sul welfare in Europa, l’avvocato penalista Mario Casellato, Rosanna Massarenti direttore della rivista Altroconsumo e l’avvocato civilista Alessandra Livi.

Articolo 3: Maria Luisa Busi su Raitre da ottobre

Maria Luisa Busi condurrà da metà ottobre Articolo 3, il programma che prenderà il posto di Mi Manda Raitre il venerdì in prima serata su Raitre. La giornalista all’Ansa racconta:

Il bel titolo è stato immaginato dal direttore di rete Paolo Ruffini, che non finirò mai di ringraziare per avermi portato via, anche se momentaneamente in una stagione difficile.

La Busi spiega le linee principali della nuova trasmissione che sarà firmata da lei stessa insieme a Filippo Nanni, Alessandro Garramone e Anna Pagliara:

L’ispirazione è l’articolo 3 della Costituzione, in base al quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono questa uguaglianza. Faremo un po’ i giornalisti all’antica, andando a cercare le notizie alla fonte, sui luoghi dove questi diritti possono essere stati negati, parlando con i protagonisti del mondo del lavoro, del precariato, delle vecchie generazioni costrette a dare aiuto anziché ad averlo dai propri figli, che non sono bamboccioni, ma non possono permettersi un appartamento in affitto. Indagheremo nel mondo della sanità, parleremo del diritto ad essere curati bene, dell’assenza del welfare, delle mortificazioni subite dalla ricerca.

Raitre: fuori Maria Annunziata, dentro Maria Luisa Busi?

Su Raitre dal prossimo autunno potremmo vedere Maria Luisa Busi e non più Maria Annunziata: la conduttrice di In Mezz’ora qualche giorno fa aveva rivelato a Mattino 24 di Radio 24 di non essere certa di tornare in onda a settembre con il suo programma domenicale:

Io non ho fatto conferenze stampa in merito, ma il mio caso è aperto. Non si sa se vedremo ancora In mezz’ora. Almeno con me … Io devo rinnovare totalmente il contratto e vediamo che succede. Uno non si sposa con la Rai come si dice, o no?

Informazione in tv: Tg5 ed Enrico Mentana i più amati dagli italiani

In periodo di crisi dell’informazione, tra leggi bavaglio e telegiornali con la T maiuscola, Affaritaliani.it, in collaborazione con SWG, ha chiesto a 1.000 soggetti che seguono abitualmente i telegiornali quali sono i giornalisti e i Tg che preferiscono.

I risultati parlano chiaro: tra i giornalisti Enrico Mentana, possibile nuovo direttore del Tg La7, è quello più apprezzato, con il 20% delle preferenze, grazie alla trasversalità del gradimento, seguito da Bianca Berlinguer (votata soprattutto dal pubblico del centrosinistra, con il 15%) e da Antonello Piroso (14%).  Maria Luisa Busi (12%) batte il suo direttore Augusto Minzolini (10% in maggioranza di centrodestra), mentre Clemente Mimun (9%) supera Emilio Fede (6%) fanalino di coda.

La tv cambia in peggio, chi pensa agli spettatori?

Oppresso da logiche opportunistiche tipiche della politica da una parte e dalle non certo migliori esigenze di fare cassa a tutti i costi dall’altra, il sistema televisivo italiano in questi ultimi tempi sta subendo una serie di sommovimenti che lo scuotono dalle fondamenta. Continua incessante la rivoluzione digitale che ha reso felici produttori di televisori e decoder, un po’ meno i diretti interessati, quei telespettatori spesso anziani e poco competenti (non per colpa loro) costretti a ripetute sintonizzazioni di canali che spariscono e ricompaiono senza una collocazione fissa.

Come è possibile che un evento così importante, storico addirittura, quale la conversione del segnale da analogico a digitale sia stato pianificato in maniera a dir poco frugale, senza stabilire una numerazione definitiva sul telecomando? Risultato la “scomparsa” di Rainews, giustificata da motivi tecnici, dalla maggior parte delle tv d’Italia durante il recente switch over lombardo, da aggiungere a una generale riorganizzazione (leggi cambio di numero) dei canali stessi anche nelle regioni non interessate.

Sul satellite lo scontro Sky-Mediaset ha assunto toni cruenti: da qualche giorno il segnale di Canale 5 al mattino è criptato, una scritta invita i teleutenti a trasferirsi sulla piattaforma Tivù Sat creata apposta per fronteggiare l’avanzata del colosso di Rupert Murdoch. Mediaset risponde così all’introduzione della digital key sui decoder Sky. La chiavetta consente di ricevere tutti i canali trasmessi in chiaro sul digitale terrestre, iniziativa poco gradita al Biscione il quale probabilmente sta contemplando altre misure di ritorsione, anche i questo caso si denota poca sensibilità nei confronti di coloro che con il telecomando sono in grado di modificare i delicati equilibri del mercato tv : gli spettatori.

Tg1, Maria Luisa Busi lascia la conduzione

Maria Luisa Busi, mezzobusto del Tg1, ha annunciato stamane, con una lettera di quattro cartelle affissa nella bacheca della redazione del telegiornale, di aver deciso di abbandonare la conduzione dell’edizione delle 20 del Tg (fonte Apcom).

La giornalista ha motivato la sua decisione spiegando di non riconoscersi più nel modo in cui viene confezionato il prodotto giornalistico della rete ammiraglia.

Tg1: Maria Luisa Busi parla di rappresaglia, Tg schierato e calo degli ascolti, e Minzolini le invia lettera di richiamo

Dopo l‘estromissione di Tiziana Ferrario (che dovrebbe essere dirottata al ruolo di inviata per le grandi aree), Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, Maria Luisa Busi ha rilasciato un’intervista al vetriolo su Repubblica.it parlando della situazione del Tg1: secondo il mezzobusto non è casuale la sostituzione dei suoi tre colleghi:

Credo si tratti di una rappresaglia. Come dice Franco Siddi, segretario della Fnsi. Una rappresaglia che prima dei colleghi, volti storici e professionisti liberi di questo giornale, ha colpito Massimo De Strobel, caporedattore centrale, uomo chiave della storica macchina del Tgi. Anche lui non firmatario di quella lettera, guarda caso. Anche lui rimosso senza una alternativa professionale credibile. Il clima? Il clima in redazione è insostenibile, in 21 anni ho visto altri direttori riconducibili all’area culturale del centrodestra (Vespa, Rossella, Minun), nessuno aveva mai osato tanto. In quanto al “rinnovamento”, di cui parla il direttore Minzolini… di che stiamo parlando? Forse che alla Bbc, alla Cnn, nella tv pubblica francese, non conta la fidelizzazione del pubblico, rispetto ai volti storici? Nel senso di quelli che hanno fatto la storia del giornale e la sua credibilità. E poi che dire di De Strobel, che non va neppure in video.

La Busi parla del Tg1 come di telegiornale schierato con ascolti in calo: