Sono tornati tutti. L’estate è finita. Il caldo che continua a soffocarci in città non ci inganna. Ormai la sveglia suona puntuale, non si trova più parcheggio sotto casa e la fila al supermercato s’allunga di carrello in carrello. Ricomincia la routine, ricominciano i programmi tv. Sono così tanti, vecchi e nuovi, un canale dopo l’altro che si rischiano liti in famiglia, musi lunghi o zapping impazziti prima di scegliere quello giusto. Come ieri sera, per esempio. Ma confesso: tra Riccardo Iacona con Saviano e Piazza Pulita con la Santanchè vestita di rosa, io ho scelto Pechino Express.





In questi giorni sono tanti quelli che ricordano Enzo Tortora. E se il suo Portobello viene ormai definito il “padre di tutti i format” e studiato nei manuali di televisione, la sua vicenda umana e giudiziaria dovrebbe insegnare tanto ancora oggi. Eppure
Lo confesso. Non so più cosa guardare in tv. La stagione poi è ingrata. I programmi finiscono, ma l’estate non comincia. E la scelta – già fortemente limitata per qualità e contenuti – si riduce ora ai minimi termini. Senza contare che quei pochi talk show politici rimasti non li voglio più seguire per protesta. Mi fanno fare gli incubi.
crivo di televisione, per la televisione, con la televisione accesa. Poi capita che ci finisco dentro. È successo la scorsa settimana. A “La vita in diretta”, meglio conosciuto come il salotto di Mara Venier. È stata una delle esperienze più surreali della mia vita.
Cronache (semiserie) di zapping settimanale. La settimana precedente si era conclusa con il matrimonio di Valeria Marini su Rai Uno e questa con “La guerra dei vent’anni” su canale 5. Nel mezzo c’è stata la morte di Giulio Andreotti. Metti tutto nella scatola magica in salotto, shakera forte un canale dopo l’altro, e se ti va bene t’addormenti già in prima serata. Salvo rare eccezioni. 
È stato sdoganato l’ultimo tabù. I reality si registrano. Alla faccia del televoto. È al montaggio che si costruisce la realtà lavorando ore di girato. E allora succede che di Amici di Maria de Filippi si sappia già tutto. Anticipazione su anticipazione, il programma sembra già visto da giorni eppure deve ancora andare in onda. Scelta produttiva efficace in termini economici, ma siamo sicuri sia solo colpa della crisi economica?
Un venerdì sera davanti alla TV. È durato poco per fortuna, altrimenti chissà che incubi avrei fatto stanotte. Ma di una cosa sono certa, mentre mi sfuggiva il concetto di format originale del nuovo talent di Rai 1, “La terra dei cuochi”, ho notato la straordinaria somiglianza dello chef stellato con Sergio Castellitto.
Trama di un matrimonio. Non vi parlerò del meraviglioso libro di Eugenides, ma di televisione e sposi. Non c’è zapping che tenga, sul piccolo schermo si celebrano le nozze. E da Guendalina Tavassi (ma chi è?) a Eva Henger, c’è solo una domanda che continuo a farmi: perché non trasmettere in diretta pure quello di Richard Benson?
Se domani qualche giornale titolasse “Roberto Saviano vuole legalizzare la cocaina”, si qualificherebbe da sé. Roberto Saviano esordisce provocando. Intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa presenta il suo ultimo libro “Zero Zero Zero” (Feltrinelli) e denuncia lo scandalo del narcotraffico, che fa della camorra e della mafia la prima azienda italiana.