
“Mamma, ho vinto! Mamma, Mamma!”
Così ha strillato con voce soffocata dall’emozione Marco Carta, il vincitore della settima edizione di Amici di Maria De Filippi, colui che in un anno è stato in grado di essere fatto fuori dalla scuola dalla commissione, essere riammesso e piazzarsi costantemente primo nella classifica di gradimento del pubblico.
Facciamo un passo indietro (molto lungo, visto l’orario tardo in cui è finito il programma) e ripercorriamo la cavalcata di Marco verso l’Olimpo di Amici.
La trasmissione inizia con un RVM di Fiorello che saluta tutti o quasi (di Fabrizio Palma neanche un accenno) e per par condicio fa gli auguri ai finalisti (tranne a Roberta), Platinette che si presenta con un improponibile tatuaggio sulla zucca pelata e Carla Fracci che regala apprezzamenti a tutti da Anbeta (esclusa da lei qualche anno prima nelle selezioni del suo corpo di ballo) a Francesco.
L’ultimo in classifica è proprio l’ultimo ballerino rimasto in gara, che, impressione mia, sembra vogliano farlo uscire a forza, perché contro Pasqualino (la vera sorpresa di questa edizione) gareggia quasi esclusivamente con cavalli di battaglia (e musical), facendo più che una sfida una gara in solitaria. Certo, che uscito Francesco la serata diventerebbe la finale di X Factor. E così accade. Con il 51% dei voti vince Pasqualino.
Pasqualino Maione, sceglie subito il numero uno della classifica, Marco e seppur non demeriti, perde anche lui (51% a 49%), dopo sette prove, complice la migliore serata (a livello canoro) della vita del suo avversario, che non è mai stato così bravo e preciso come ieri sera (merito di Luca Jurman?): esegue ogni canzone alla perfezione, arriva dove solitamente stecca, non si mangia le parole, graffia con la sua voce e risponde a dovere alla critica giornalistica (i professori non commentavano le prove) ambigua nel giudizio (è considerato bravo fino a quando non sfida Roberta).
La sfida finale vede confrontarsi Roberta Bonanno (la preferita di Rudy Zerbi della Sony) al poi vincitore Marco. L’aria che si respira è strana. Tutti i complimenti sono per Roberta, tutte le critiche per Marco: è evidente che i critici preferiscano Roberta, ma che non abbiano il coraggio di schierarsi contro il vasto seguito del cantante sardo.
Prova dopo prova Marco rimane stabilmente al comando, continuando a stupire per le performance di ottimo livello, che piazza una dopo l’altra. Addirittura Platinette (bravo, ma che non è proprio un bel vedere) impazzisce e si mette a ballare durante una sua canzone.
Prima del verdetto c’è tempo per promuovere il disco dei ragazzi della scuola e di far premiare, dalla giuria, Francesco Mariottini con la borsa di studio di 50000 Euro, per la sua umiltà, il suo grande potenziale, la sua educazione e la sua correttezza.
Fra coriandoli, sassolini portafortuna (Marco si fa reggere il suo amuleto da Maria De Filippi, per paura di lanciarlo da qualche parte una volta saputo l’esito) e note di We are the champions, si conclude la settima edizione del talent show più apprezzato della televisione (almeno a livello di ascolti) con la già citata vittoria di Marco.
Concludendo: in un’edizione contrassegnata da continue polemiche, mancanza di rispetto da parte degli alunni nei confronti dei professori, l’esordio in pianta stabile di Luca Jurman nel programma e tante buone esibizioni, permettetemi di ricordare la mia favorita, colei che hanno eliminato alla prima puntata del serale, Marina Marchione, un’ottima attrice, che avrebbe meritato molto di più.
Lode a Marco e alla sua costanza, ma l’anno prossimo Maria De Filippi deve prendere una decisione: valorizzare o far fuori dalle categorie la recitazione, sempre più bistrattata a scapito dei più spettacolari ballerini e cantanti.