David Letterman, il re dei talk show americani

Dissacrante, divertente, imprevedibile! E’ lo show di David Letterman il Late Night Show, in onda sulla Cbs negli Stati Uniti alle 23.35 dal lunedì al venerdì e trasmesso in diretta “differita” dal canale satellitare Raisat Extra, ogni giorno alle 13.30 e 19.30 e dal lunedì al venerdi alle 24.30, sottotitolato in italiano.

La trasmissione esiste da più di 25 anni, prima trasmessa dall’emittente Nbc nel 1982 con il titolo Late Night with David Letterman, poi nel 1993 avviene il passaggio sulla Cbs dove assume l’attuale titolo e caratteristiche: un pò talk show, un pò gioco a quiz, con quel pizzico di nazionalpopolare tanto caro alla tv nostrana. Una miscela esplosiva che non mancò d’essere notata da Daniele Luttazzi, che si ispirò proprio allo show di Letterman per il suo Satyricon.

Per gli amanti delle produzioni americane, il programma è un imperdibile appuntamento che consente d’essere informati anche sui fatti d’attualità della Grande Mela e degli Stati Uniti genere, autentico pane quotidiano del presentatore, che con la sua satira graffiante ama sottolineare nel monologo iniziale i difetti di questo o quel personaggio, puntando il dito anche sui politici per cui non dimostra alcuna remora. Fra i suoi preferiti del momento Eliot Spitzer, l’ormai ex Governatore dello stato di New York, dimessosi per uno scandalo a luci rosse.

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Che fine ha fatto My Name Is Earl?

Ancora una volta Mediaset è protagonista di episodi di mal vessazione, nei confronti di una serie tv che proprio non lo merita. Stiamo parlando di My name is earl, pluridecorato telefilm in patria (negli Stati Uniti ha vinto due Emmy awards), ma che qui in Italia dove è andata in onda la prima stagione (24 episodi), ha dovuto subire gli effetti della cosiddetta dura legge dei palinsesti, con continui spostamenti di orario in fasce antelucane e cambi del giorno di programmazione.

E cosi mentre negli Stati Uniti dal 3 aprile sulla Nbc, riprenderà la terza stagione, iniziata lo scorso settembre con i primi tredici episodi, poi interrotta per lo sciopero degli sceneggiatori, qui da noi non c’è nemmeno l’ombra delle 23 puntate che compongono la season two. Ci sembra di percepire come una sorta di accanimento da parte dell’azienda di Cologno Monzese, che al momento non prevede nemmeno un’anteprima della serie sui canali del digitale terrestre.

E pensare che ci eravamo illusi, con la presentazione dei programmi Mediaset per il 2008, che la serie potesse andare in onda a gennaio ma ormai possiamo solo sperare che venga inserita nella programmazione estiva.

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Eureka: benvenuti nella cittadina dei geni!

Eureka è una cittadina sconosciuta ai più, abitata totalmente da scienzati o geni, ad eccezione del Marshall Jack Carter (Colin Ferguson) e della figlia adolescente Zoe (Jordan Hinson), che si trasferiscono a viverci, dopo averla scoperta per caso. La popolazione è tecnologicamente avanzatissima e per questa tenuta nascosta dal governo americano, che gli commissiona lavori di massima importanza e segretezza (al centro di tutta la ricerca un manufatto di origine non identificata). L’unico neo di tutti i cervelloni è il fatto di perdersi in un bicchiere d’acqua di fronte a problemi semplicissimi, ed è in questi casi, che Jack passa per l’uomo della provvidenza, diventando a pieno titolo lo sceriffo della città.

I personaggi principali della serie, oltre ai già citati Jack e Zoe, sono: Allison (Salli Richardson), la responsabile del centro ricerca (dalla seconda stagione) e attuale compagna di Jack, nonché ex moglie di Natan (Ed Quinn), l’ex capo della ricerca, Henry (Joe Morton), il meccanico della città, ora anche lui nuovamente lavoratore per il centro (che nella seconda serie ha un ruolo basilare per tutta la storia), il Vicesceriffo Jo Lupo (Erica Cerra), una ragazza che conosce alla perfezione tutte le armi esistenti e le tattiche di guerra e investigazione e Fargo (Neil Grayston), uno degli scienziati di punta del laboratorio.

La novità di questa serie è rappresentata dalla commistione fra i generi commedia (le vite dei cittadini di Eureka, le storie sentimentali dei suoi protagonisti, raccontati con leggerezza e allegria), investigativo (in ogni puntata c’è qualche caso piuttosto particolare da risolvere) e fantascientifico (i casi sono tutti di natura scientifico e il tema principale, che unisce le due serie è il progetto segreto a cui la cittadina sta lavorando), che fanno di Eureka un vero e proprio caso unico e senza precedenti.

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Life: un poliziesco sulla scia di Dr. House

Life è una serie televisiva poliziesca, che se a primo acchitto non sembra offrire nulla di nuovo nel panorama delle serie investigative, al contrario, seguendola con attenzione, ha la capacità di intrattenere lo spettatore, lungo tutti i quaranta minuti di ogni episodio.

Life narra la storia di un poliziotto, Charlie Crews (Damian Lewis), finito in carcere ingiustamente per un triplice omicidio mai commesso, che riuscito, grazie al suo avvocato, Constance Griffiths (Brooke Langton), dopo 12 lunghissimi anni, ad uscire di prigione, riceve un lauto indennizzo (pari a qualche milione di dollari) e la possibilità di essere reintegrato come investigatore all’interno della polizia di Los Angeles.

Uscito di galera, il nostro protagonista proverà a risolvere il caso per cui era stato incriminato (utilizzando, stile Prison Break, un enorme muro dove appende foto, ritagli di giornale e appunti che trova di puntata in puntata), mentre segue la sua collega, Dani Reese (Sarah Shahi), forzatamente assegnata a lui a causa del suo burrascoso passato da drogata, nelle indagini degli omicidi che giornalmente martoriano Los Angeles.

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Recorder – 8 – Willy il principe di Bel Air

Willy il principe di Bel Air narra le vicende della famiglia Banks e di Will Smith (Will Smith), un ragazzo diciottenne, che dovendo fuggire da Harlem, viene spedito, dalla mamma, a casa loro, nella lussuosa villa di Bel Air.

Recorder oggi vi parla di The Fresh Prince of Bel-Air, cercando di rivivere insieme a voi il clima allegro e scanzonato delle sei serie televisive, andate in onda dal 1990 al 1996 in america e dal 1992 al 1999, su Italia1, in Italia.

La famiglia Banks, oltre al membro acquisito Willy, è composta dal padre Phillip (James Avery), un uomo grande e grosso, pelato (detto Zucchino dalla madre) di umili origini che è riuscito a diventare un giudice stimato e di successo; la madre Vivian (dalla prima alla terza serie Janet Hubert-Whitten, dalla quarta alla sesta serie Daphne Maxwell Reid), una donna di classe e di buon cuore, sorella della madre di Willy; Carlton (Alfonso Ribeiro) , il primo figlio maschio della famiglia, basso, colto, impacciato e snob; Hilary (Karyn Parsons), la primogenita della famiglia, stilosa ragazza oca, sciocchina, dolce e adoratrice dello shopping; Hasley (Tatyana M.Alì), l’intelligente e furbetta piccola di casa, la più affezionata e simile a Willy. Nelle ultime stagioni compare anche Nicky Banks il quarto figlio dei Banks.

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Psych: un pò commedia un pò investigativo

Psych ovvero l’irriverente serie televisiva poliziesca che prende in giro sfacciatamente le indagini serie dei vari C.S.I. e le visioni di Allison in Medium.

Shawn Spencer (James Roday) è un giovane ragazzo, figlio di Henry (Corbin Bersen), che ha acquisito sin da piccolo, sotto severo insegnamento del padre, uno spirito di osservazione fuori dal comune. Quando prova ad utilizzare la sua capacità per aiutare la polizia, gli agenti lo pensano complice dei crimini che descrive. Shawn capisce che per vincere la diffidenza della polizia deve spacciarsi per medium.

La cosa gli piace a tal punto che decide di mettersi in società con il suo migliore amico Burton Gus Guster (Dulé Hill), creando l’agenzia investigativa Psych e diventando consulente esterno della polizia.

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Golden Globe: chiuso per sciopero!

Gran Gala per uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno: macchine di lusso con tanto di autista, vestiti firmati comprati per l’occasione e destinati a far la muffa in un armadio (e mica ci si può presentare due volte con la stessa mise!), sorrisi smaglianti da elargire a migliaia di fan appostati da ore nei pressi del red carpet, flash che illuminano a giorno, pronti ad immortalare stelle e stelline da ogni angolazione.

E poi il batticuore nell’attesa che il proprio nome venga pronunciato e le facce deluse di chi, pur applaudendo con sportività (o ipocrisia?), vorrebbe essere sul palco al fianco del presentatore di turno e stringere tra le mani l’ambito premio.

E’ così che immaginavate la serata di domenica 13 gennaio in quel di Los Angeles, per la consegna dei Golden Globe? Dimenticate tutto, perché la cerimonia è stata cancellata, la sala resterà tristemente vuota e non mi sorprenderei se qualcuno attaccasse sulla porta un cartello con scritto: “chiuso per sciopero”.

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Review: Scrubs è finito e l’anno prossimo dice addio!

Si è conclusa su MTV, giovedì sera, la sesta stagione di Scrubs – Medici ai primi ferri (anche se per gli appassionati domenica va in onda la replica degli ultimi due episodi).

La più divertente e irriverente serie della TV, saluta il suo pubblico e dà l’appuntamento all’anno prossimo, a quando, per intenderci, arriverà in Italia la settima e ultima stagione.

Creata nel 2001 da Bill Laurence e trasmessa negli Stati Uniti dalla NBC, Scrubs racconta la storia di tre neolaureati in medicina, il dottor John Dorian (JD), il chirurgo Chris Turk e la dottoressa Elliot Reid che insieme all’infermiera Carla Espinosa lavorano all’ospedale Sacro Cuore, diretto dal cattivissimo Dottor Kelso.

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