Stasera su MTV il testimone entra nelle cucine di Bottura, Scabin e Cracco

E stasera su Mtv (canale 8 del DTT)   alle ore 22.50 vedremo la settima puntata di Pif il testimone, incontrare alcuni dei migliori cuochi d’Italia: dai volti più televisivi come quello di Carlo Cracco, ai grandi dell’arte culinaria come Massimo Bottura e Davide Scabin, fino ai nuovi talenti della cucina italiana come il siciliano Filippo La Mantia.  Il racconto di Pif si sofferma sul lato più nascosto di questa professione, che richiede non solo creatività e talento ma anche impegno continuo e disciplina.

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Oggi su Cielo il sogno dell’alieno: quando la realtà incontra l’immaginazione

Non sono avvenenti come il gruppo delle Femen ma il linguaggio mediatico che usano sembra essere lo stesso. E il Topless pure. Peccato che dietro non ci sia un organizzazione politica ma si tratti solo di performance surreali.  Il sogno dell’alieno in onda su CIELO oggi alle 14.00 (DTT canale 26, Sky canale 126 e TivùSat canale 19) una performance artistica ideata e diretta da Alberto d’Onofrio, sembra sia anche riuscita a ingannare molti politici del bel paese con estremo successo.

 

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Giovani sposi su mtv: tutto quello che c’è da sapere sui moderni rapporti di coppia.

 Come cambia la vita dopo il matrimonio, sopratutto negli ultimi tempi? Giovani Sposi ce lo racconta. In onda stasera alle ore 21.10,  la nuova docu-serie di MTV  (canale 8 del DTT) dedicata alle giovani coppie appena sposate ci mostrerà amori clandestini, amori al tempo dei social network, amori tra persone dello stesso sesso, amori nati tra i banchi di scuola, amori contrastati dalle famiglie, amori tra persone di culture e religioni diverse, amori che cambiano con l’arrivo dei figli. Ogni domenica sera per dieci settimane. 

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Digitale Terrestre, Mediaset acquista le frequenze della 3?

La torta è troppo appetitosa perchè qualcuno non la notasse con evidenti intenzione fameliche: stiamo parlando delle frequenze di 3 Italia adottate per gli ormai defunti tivufonini che a oggi potrebbero costituire un importante viatico al digitale terrestre. Nel 2006 l’Azienda di telefonia mobile guidata da Vincenzo Novari, forte della tecnologia Umts per i videofonini, decide di acquistare da Odeon Tv o meglio dalla Profit di Raimondo Lagostena Bassi per la modica cifra di 220 milioni di euro, le frequenze di Canale 7 con l’intento di sfruttarle per i nuovi tivufonini che da li a poco avrebbero sommerso il mercato abbinati all’invidiabile visione degli ormai prossimi mondiali di calcio. Certo è che qualcosa negli anni non ha funzionato, oltre agli indubbi problemi di ricezione, l’utente una volta superato l’entusiasmo iniziale deve aver scoperto che vedere la tv attraverso il piccolo schermo di un telefono non è cosi esaltante come seguirla da uno schermo tradizionale, fatto sta che a oggi 3 Italia si ritrova con delle frequenze che potrebbero tornare utili a chi con il digitale terrestre ormai imperante potrebbe avere problemi di trasmissione in determinate aree geografiche.

Secondo un rumour colto al volo da Milano Finanza, sarebbe Mediaset ad aver adocchiato il business delle frequenze DVB-H del canale 37 gelosamente ma non troppo custodite dalla compagnia telefonica. Con esse l’Azienda del Biscione potrebbe potenziare il proprio segnale in particolare il Lombardia, a casa propria insomma, dove il recente switch off ha comportato problemi d’emissione di ogni tipo con inevitabili ripercussioni sull’audience.

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Digitale Terrestre, lista dei canali secondo l’ordinamento automatico

Sono stati ufficialmente assegnati le posizioni delle emittenti sul telecomando del digitale terrestre. Il ministero dello Sviluppo economico, in linea con il piano approvato dall’autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di collocare dopo Raiuno, Raidue, Raitre, Retequattro, Canale 5, Italia 1 e La7, Mtv al tasto 8 e Deejay Tv al tasto 9.

A seguire: dal 10 al 19 spazio alle emittenti locali radicate sul territorio (nonostante ciò Retecapri è finita al 20 e ricorrerà alla giustizia amministrativa e comunitaria per rientrare nei tasti compresi tra l’1 e il 9); dal 21 al 40 ci sono i canali semigeneralisti (21 Rai 4, 22 Iris, 23 Rai 5, 24 Rai Movie, 25 Rai Premium, 26 Cielo – che puntava al 10 – 27 Class, 28 Tv 2000, 29 La7d, 30 La5, 34 Mediaset Extra; dal 40 al 47 spazio ai canali per ragazzi (40 Boing, 41 K2, 42 Rai Gulp, 43 Rai Yo Yo, 44 Frisbee); dal 48 al 53 le reti d’informazione (48 Rai News, 49 Coming Soon Television, 50 Repubblica Tv); dal 54 al 56 i canali di cultura (54 Rai storia); dal 57 al 65 i canali di sport (57 Rai sport 1, 58 Rai Sport 2, 59 Pokeritalia24, 60 Sportitalia, 61 Sportitalia 2, 62 Sportitalia 24); dal 66 al 69 i canali musicali (67 Mtv +).

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Alleanza Sky- gruppo Espresso, quanto c’è di vero?

Fra le quinte del mondo televisivo, l’anticamera in cui si decidono le sorti e le strategie di un business che col passare degli anni è divenuto fonte di inestimabili guadagni. Sarà forse per questo che i giornali, anche i più illustri, si arrischiano a vaticinare scenari futuri a volte esagerando, ma comunque basandosi su rumors con un margine minimo di attendibilità. Pochi giorni fa il Corriere della Sera in un articolo di Federico De Rosa annuncia che è in atto un’alleanza tra il gruppo Espresso e Sky, quest’ultimo prenderebbe in affitto le frequenze dell’alleato per poi utilizzarle, non appena cadranno i vincoli, per una massiccia offerta pay, simile a quella proposta sul satellite, costo dell’operazione 25 milioni di euro l’anno. “Ci sono tavoli aperti con operatori italiani ed esteri interessati ad affittare frequenze“, ha detto la fonte. “Nei prossimi mesi ci saranno accordi sulla capacità trasmissiva affittata“. Poche ore dopo Sky smentisce l’articolo del Corriere, ironizzando su fonti cosi attendibili da prefigurare: “retroscena fantatecnologici”.

Sarà pure un’invenzione ma l’esperienza ci insegna che più una notizia viene smentita, maggiore è la possibilità che abbia un alone di attendibilità. Il marchio satellitare chiarisce che potrebbe estendere la sua offerta su uno o due canali:”Se questo dovesse avvenire, l’ipotesi di farlo affittando la necessaria capacità trasmissiva da altri operatori, visti anche i tempi previsti per il beauty contest sulle frequenze derivanti dal dividendo digitale, è ovviamente possibile, ma certo non ha nulla a che fare con “assi” ne’ con “alleanze” visto che l’unico criterio che sarebbe utilizzato per identificare il fornitore, stavolta come in passato, sarebbe quello della disponibilità sul mercato, della competitività delle offerte e della qualità delle infrastrutture“.

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Numerazione dtt: Sky si ribella

Il digitale terrestre rischia di diventare un boccone amaro sulla ricca tavola imbandita di Sky. Dopo aver conquistato a fatica, fra la disapprovazione di Mediaset e quella di alcuni organi di governo, la possibilità di poter partecipare all’assegnazione di multiplex sul dtt, ora il colosso satellitare si accinge ad ingaggiare una nuova battaglia in difesa di Cielo, il canale che appoggiandosi al mux del Gruppo Espresso propone un saggio della programmazione di Sky.

Motivo di tanto livore è la decisione dell’Agcom, per cui sono stati indetti di recente gli appositi bandi, che dispone il posizionamento dei canali sui tasti del telecomando (LCN, Logical Channel Numeration). Tali norme varate dall’Agcom e ratificate dal ministero dello Sviluppo Economico (privo da mesi del suo titolare) prevedono che i canali nazionali vengano programmati su tutti gli apparecchi dal numero uno al nove, i locali dal 10 al 19 e gli altri suddivisi per categorie nelle successive posizioni.

Nel clima di deregulation che fino a poco tempo fa vigeva sul dtt, Cielo si era conquistato un’ottima visibilità sul tasto numero dieci, ora con le nuove norme poiché non è stato classificato come “canale generalista nazionale”, il rischio concreto è che Cielo debba occupare una posizione decisamente “periferica” rispetto all’attuale. Secondo i legali dell’azienda controllata da News Corp si è creata una:”illegittima e arbitraria discriminazione tra i vari fornitori di canali generalisti nazionali, poiché quelli ex-analogici avranno e di gran lunga una maggiore probabilità di essere selezionati dagli utenti”. Per questo motivo è stato presentato un ricorso urgente al Tar del Lazio e ove fosse necessario anche alla Corte Costituzionale.

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Numerazione canali dtt, arriva il bando del Ministero

Il sistema televisivo italiano in pieno fermento per il passaggio dal sistema analogico al digitale, sta vivendo un altro dei suoi momenti topici. Dopo che il Cnid (Comitato Nazionale Italia Digitale) ha ufficialmente indicato il 25 ottobre come data utile da cui gradualmente le regioni del Nord Italia si adegueranno al dtt, ora è finalmente giunto il momento di mettere ordine all’assegnazione delle frequenze, materia che in più di un’occasione è stata motivo di dissapori tra le stesse emittenti, in particolare quelle locali, fatte oggetto, secondo loro, di discriminazioni rispetto ai network nazionali. Noi stessi ci eravamo lamentati in passato di come la collocazione delle tv nella cosiddetta numerazione Lcn fosse approssimativa, creando non poca confusione negli utenti.

In seguito è arrivata la decisione dell’Agcom la quale ha stabilito che i canali nazionali vengano programmati su tutti gli apparecchi dal numero 1 al 9 del primo arco di numerazione, i locali dal 10 al 19, e gli altri suddivisi per categorie nelle successive posizioni. Da qualche giorno il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso pubblici i bandi per la richiesta della posizione nella scala dei canali dtt, rivolta in primo luogo alle Regioni del Nord in fase di switch off (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e il Piemonte) che dovranno presentare la domande entro il 20 settembre, poi sarà la volta di quelle digitalizzate (Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lazio esclusa la provincia di Viterbo e Campania) che hanno come termine per la presentazione delle richieste dal 21 settembre all’8 ottobre.

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Lo switch off nel Nord Italia è rinviato al 25 ottobre


Traghettare il sistema televisivo italiano dall’analogico al digitale si sta dimostrando più ostico del previsto, a conferma delle numerose perplessità avanzate da noi in passato circa l’eccessiva fretta delle autorità preposte nel rendere alcune regioni “all digital” in anticipo rispetto al 2012 come deciso dalla UE. Dopo un primo slittamento di inizio anno, poi rimandato al 15 settembre, è di poche ore fa la decisione del Cnid (Comitato Nazionale Italia Digitale) di posticipare ancora il passaggio al Dtt del Nord Italia al 25 ottobre, accogliendo la richiesta di numerose emittenti in difficoltà per motivi di natura tecnica.

Come riportato da Digital Sat il calendario dello switch off prevede il passaggio prima del Piemonte orientale (25/10-27/11) a seguire la Lombardia (02/11-27/11), poi Emilia Romagna (24/11-03/12 ancora da confermare), Veneto (01/12-13/12), Friuli Venezia Giulia (06/12-16/12), Liguria (2011).

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Sky sul dtt, Mediaset non ci sta

Tanto tuonò che piovve. Come già ampiamente anticipato da queste pagine, Sky ha avuto lo scorso 20 luglio l’autorizzazione da parte della Commissione europea a partecipare al cosiddetto “beauty contest” per l’assegnazione di cinque multiplex sul digitale terrestre, tre dei quali riservati a nuovi soggetti. Cade quindi il vincolo in vigore dal 2003, quando di fatto nacque Sky, che impediva al marchio satellitare di accedere al dtt.“C’é stato consenso”, ha commentato il commissario Ue Viviane Reding,“Si è discusso largamente”, ha poi aggiunto, confermando le voci che davano per discordanti i pareri di alcuni componenti della commissione, circa la decisione finale presa.

Ora l’emittente del Gruppo Newcorp potrà trasmettere sul dtt ma solo in “chiaro” per cinque anni e con la limitazione di una sola frequenza. “Siamo estremamente soddisfatti“, ha dichiarato Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, “La Commissione europea ha confermato che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell’introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent. Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari”.

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Digitale terrestre, Piano di numerazione dei canali: ok dall’Agcom

L’Agcom ha formalizzato la decisione del piano di numerazione automatica dei canali (Lcn) sul nuovo telecomando digitale. I numeri saranno così assegnati:

Generalisti nazionali da 1 a 9;

Emittenti locali da 10 a 19 e da 71 alla fine del primo arco di numerazione (stessi blocchi per il secondo e il terzo arco di numerazione, nonché tutto il settimo arco di numerazione 700-800).

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Sky sul dtt, sembra fatta ma…

Sky ufficialmente sul dtt? Pare proprio di si, la Commissione Europea si prepara ad annunciare entro il prossimo 20 luglio il parere positivo sull’ingresso in campo del marchio satellitare, ad oggi vincolato a non trasmettere fino al 2012, ma con i debiti distinguo. In fin dei conti Piersilvio Berlusconi, vice presidente Mediaset, durante la recente presentazione dei palinsesti per la prossima stagione, non aveva celato il proprio dissenso circa la possibile presenza del temibile avversario proprio sul terreno tanto ambito del digitale terrestre: “Dobbiamo aspettare che Bruxelles si pronunci. Per noi non ci sono le condizioni perché Sky possa partecipare al beauty contest, sarebbe perlomeno una decisione strana e scavalcherebbe l’Antitrust“. Aggiungendo che il digitale terrestre:”è già affollato, mentre il satellite è in una situazione di monopolio“.

Cosi dopo le innumerevoli traversie dovute alla scesa in campo del viceministro allo Sviluppo economico Paolo Romani (ministero retto tra l’altro ad interim dal premier italiano) espressosi negativamente almeno in due occasioni presso l’UE circa lo sbarco della tv di Rupert Murdoch, l’interessamento dello stesso ambasciatore italiano all’Unione Europea e non ultimo quello dichiarato da alcuni giornali e mai smentito dello stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intento a perorare la causa Mediaset, Sky si prepara al grande salto.

C’è da dire che il noto marchio satellitare è già presente da alcuni mesi sul dtt con il canale Cielo appoggiandosi al mux del Gruppo Editoriale Espresso, mentre l’autorizzazione UE ad utilizzare il dtt prima del 2012, gli permetterebbe di concorrere al “beauty contest” ovvero al “dividendo digitale” per l’assegnazione di cinque multiplex tre dei quali riservati a nuovi soggetti, ma qui casca l’asino!

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Mediaset potrebbe “sparire” su Sky?

Mediaset abbandona Sky? L’ipotesi tutt’altro che peregrina viene ventilata da Giorgio Scorsone su Digital-Sat Magazine. Nell’articolo viene evidenziato come in questa settimana Canale 5 abbia criptato sulla piattaforma satellitare quasi tutti i programmi di prima serata, mentre fino ad oggi si era limitato a quelli del mattino o del primo pomeriggio, il tutto nell’ottica di una sperimentazione volta a verificare quanto l’audience di Sky vada ad influire su quella più generale del canale in vista di un criptaggio pressocè totale in un futuro prossimo.

Al posto delle regolari trasmissioni l’ammiraglia Mediaset manda in onda uno spot che invita il telespettatore a passare su TivùSat, un’evidente ritorsione nei confronti di Sky rea di non aver voluto concedere al biscione i diritti delle partite del prossimo mondiale di calcio sul dtt, al contempo il marchio di Rupert Murdoch propone l’attivazione sui propri decoder in hd della digital key che consente la visione dei canali sul digitale terrestre, i prodromi per una nuova battaglia (in parte già in atto) senza esclusione di colpi tra i due colossi televisivi ci sono tutti.

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