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Lo switch off nel Nord Italia è rinviato al 25 ottobre


Traghettare il sistema televisivo italiano dall’analogico al digitale si sta dimostrando più ostico del previsto, a conferma delle numerose perplessità avanzate da noi in passato circa l’eccessiva fretta delle autorità preposte nel rendere alcune regioni “all digital” in anticipo rispetto al 2012 come deciso dalla UE. Dopo un primo slittamento di inizio anno, poi rimandato al 15 settembre, è di poche ore fa la decisione del Cnid (Comitato Nazionale Italia Digitale) di posticipare ancora il passaggio al Dtt del Nord Italia al 25 ottobre, accogliendo la richiesta di numerose emittenti in difficoltà per motivi di natura tecnica.

Come riportato da Digital Sat il calendario dello switch off prevede il passaggio prima del Piemonte orientale (25/10-27/11) a seguire la Lombardia (02/11-27/11), poi Emilia Romagna (24/11-03/12 ancora da confermare), Veneto (01/12-13/12), Friuli Venezia Giulia (06/12-16/12), Liguria (2011).


Fra i motivi addotti dalle tv locali la recente decisione dell’Agcom, che ribadisce la gerarchia analogica dei canali televisivi sulla piattaforma digitale, con i “generalisti nazionali” che dovranno essere programmati su tutti gli apparecchi dal numero uno al nove del primo arco di numerazione, i locali dal 10 al 19, e gli altri suddivisi per categorie nelle successive posizioni. A questo punto il Ministero dello Sviluppo Economico, tra l’altro ancora occupato ad interim dal premier Silvio Berlusconi, dovrà assegnare non si sa bene con quale criterio, le frequenze dal 10 in poi (la cosiddetta numerazione Lcn) e c’è da giurarci che sarà battaglia tra le locali, per accaparrarsi le migliori, inoltre dubbi e incertezze riguardano le eventuali interferenze con le regioni confinanti.

Timori riguardo lo slittamento arrivano dall’Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica Consumo) che vede a rischio la gestione e lo stoccaggio degli impianti di trasmissione, visto che le numerose commesse rimarrebbero “congelate” con relativo impatto commerciale negativo, per tutte le imprese del settore. Soddisfatto invece Andrea Ambrogetti presidente DGTVi (Associazione italiana per lo sviluppo del digitale terrestre in Italia) mentre è sul piede di guerra l’Adiconsum.

Il segretario nazionale Pietro Giordano prima della decisione del Cnid si era detto: “Contrario al rinvio dello switch-off perché questo sarebbe stato un atto grave con pesanti ripercussioni sui consumatori. L’Adiconsum, continua la nota a firma del segretario Giordano, ritiene che l’Autorità garante delle comunicazioni debba fare tutti gli sforzi necessari, anche con un eventuale lavoro supplementare nel periodo estivo, per far rispettare il calendario, visto che ci troviamo di fronte ad un cambio tecnologico epocale che non può sopportare modifiche di programma, senza ripercussioni su tutti i componenti della filiera della tv digitale”.

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