Sky Tg24 approda al canale 27?

Sky Tg24 approda al canale 27 del digitale terrestre.

A lanciare le indiscrezioni è La Stampa secondo cui il nuovo canale manterrà un tipo di informazione generalista, ma si concentrerà soprattutto sull’informazione di SkyTg24 rubando in pratica il posto a Class, canale con programmi interamente dedicati al settore finanziario.

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Sky vuole aggiungere 5 nuovi Canali sul Digitale Terrestre

Dopo l’esperimento televisivo in chiaro di Sky, il canale sul DTT Cielo, la piattaforma satellitare italiana sta pensando seriamente di espandere i territori ulteriormente sul digitale terrestre: si amplierebbe l’offerta nel caso in cui andasse a buon fine l’asta per l’acquisto dei diritti di Serie A, un pacchetto con 248 partite di 10 squadre per un totale di 775 milioni di Euro per la sola stagione 2014/2015 (mentre a Mediaset andrebbero 132 partite di 12 squadre per un totale di 300 milioni di Euro), contenuto che sarebbe al centro dell’offerta dei nuovi potenziali canali tv di Sky Italia.

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Rai, è attivo il servizio Telecomando

Come raggiungere con velocità il proprio canale televisivo preferito? Per districarsi nella giungla delle tv del digitale terrestre la Rai ha realizzato il servizio Telecomando che permette la scelta e l’accesso a tutta l’offerta radiotelevisiva della televisione pubblica premendo un solo tasto del telecomando di casa.

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Anime Gold: sul digitale terrestre un canale dedicato agli anime

Da oggi alle 13.00 arriva sul digitale terrestre un nuovo canale chiamato Anime Gold, tutto dedicato ai cartoni animati giapponesi e prodotto dagli editori di 7 Gold, Giorgio Tacchino, Giorgio Galante e Luigi Ferretti.

La programmazione prevede vecchi cartoni animati , ma anche nuove produzioni in modo da accontentare i fan del vecchio e nuovo ordinamento Anime giapponesi. Il canale non è ricevibile in tutta Italia, ed è trasmesso su Rete 8, TeleRegione Emilia Romagna, Canale UHF 22 SFN (482MHz).

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La Tv e l’anno che verrà, tornerà Saviano?


L’anno che verrà. In queste ore viene naturale parafrasare una canzone simbolo a firma del grande Lucio Dalla. Con quali premesse parte il nuovo anno televisivo? A dare un’occhiata, i primi accenni di palinsesto non ispirano certo ottimismo, novità ce ne saranno ben poche e le piccole eccezioni puzzano di riciclato andante. Fra i numerosi artisti che abbiamo avuto il piacere di intervistare in questa lunga annata passata a scrivere su Cinetivù ormai prossima alla fine, la maggioranza ci ha confermato la medesima considerazione: gli autori preferiscono puntare su prodotti sicuri come i format, piuttosto che rischiare nuove idee che potrebbero comportare notevoli perdite a livello commerciale. Insomma quel meccanismo perverso da cui la televisione non riesce sottrarsi per cui una trasmissione deve essere comunque accompagnata dal riscontro d’audience immediato e quindi pubblicitario, sta sancendo la fine della televisione stessa.

Le idee vengono sacrificate sull’altare del Dio denaro, senza possibilità di replica, se un programma va male viene immediatamente cancellato, un tempo si sarebbe concesso al pubblico il tempo di assimilazione, gli autori avrebbero provato l’inserimento degli inevitabili aggiustamenti, a oggi non è pù possibile, la tv brucia le sue creature con la stessa velocità con cui sono state create. Il denaro crea, il denaro distrugge e non è certo un bel vedere quello che ci si para davanti ogni volta che lo schermo si accende. Il satellite e il web costituiscono al momento l’unica isola felice ma quanto durerà?

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Digitale Terrestre, tv e radio locali contro i provvedimenti del Governo

Le tv locali sul piede di guerra, il digitale terrestre verso cui tutte le emittenti televisive italiane sono destinate a migrare entro il 2012, (ma qualcuno parla addirittura di anticipare lo switch off al 2011) si sta rivelando un affare per le reti nazionali mentre per i “piccoli” si profila come un cappio sempre più stretto destinato a vanificarne l’esistenza. Quanto la situazione sia tutt’altro che rosea appare evidente dopo che il Governo nel decreto legge Milleproroghe, approvato recentemente, ha cancellato lo stanziamento di 45 milioni di euro disposto dalla legge di Stabilità 2011 riducendo al lumicino una fonte rilevante di sostentamento per le realtà radio e tv locali.

Maurizio Giunco presidente dell’associazione Tv locali FRT mostrava d’avere già le idee chiare sulle reali intenzioni del Governo quando qualche giorno fa prima dell’approvazione del Milleproroghe dichiarava a Milano Finanza:“Fino a oggi pensavamo che la legge Gasparri avesse effettivamente contribuito ad ampliare il pluralismo e la liberalizzazione dell’etere, ma da un po’ di tempo il clima è cambiato e con la legge di Stabilità il Governo ha deciso che le tv locali non potranno più ospitare fornitori di contenuti nazionali, mentre allo stesso tempo verranno costrette a cedere frequenze per permettere al Governo di indire la gara tra gli operatori telefonici”. A cose fatte Giunco non poteva che concludere: “Questo potrebbe essere il colpo decisivo assestato dal Governo Berlusconi all’emittenza locale che potrebbe portare al definitivo tracollo del comparto già messo a dura prova da una serie di azioni attuate proprio attraverso la legge di Stabilità recentemente approvata dalle Camere. Ricordiamo infatti che questo provvedimento ha previsto la sottrazione alle tv locali di ben nove frequenze (canali da 61 a 69) da destinare alla telefonia mobile, oltre ad una delega in bianco al Ministero dello Sviluppo Economico al fine di fissare nuovi e pesanti obblighi per gli operatori televisivi locali. Tutto ciò proprio nel momento in cui lo stesso Governo si appresta ad assegnare gratuitamente ad alcune reti nazionali alcune frequenze coordinate del cosiddetto dividendo interno“.

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Alessandro Cecchi Paone a Cinetivu: “Voglio riuscire a fare bene la tv sul web”

Il conduttore e giornalista Alessandro Cecchi Paone ha deciso di raccontare a Cinetivu la sua idea sulla tv di oggi e i suoi progetti futuri, tra cui l’approdo sulla web tv.

Quali sono i pregi e i difetti della tv di oggi?

Il difetto è l’appiattimento della tv generalista popolare, quella che viene vista in automatico: i famosi 7 canali che prima erano estremamente variati al loro interno e tra loro, e quindi offrivano un ampio ventaglio di possibilità ogni ora del giorno e della notte, oggi sono praticamente tutti uguali e hanno una loro uniformità all’interno. Per cui soddisfano solo chi ama i reality e la fiction. Il difetto, dunque, è un livellamento dell’offerta e di conseguenza della qualità. Dal punto di vista positivo c’è la moltiplicazione dei canali tematici, sia sul satellite che sul digitale terrestre, che recupera quello che una volta era presente nella varietà interna dei 7 canali.

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Switch Off Nord Italia: nevrosi digitale?

Come volevasi dimostrare il cammino verso lo switch off televisivo, ovvero il passaggio dal sistema di trasmissione analogico al digitale che in queste ultime settimane ha coinvolto il nord Italia, è stato irto di inconvenienti di ogni tipo, in un concatenarsi di eventi del tutto speculari a quello che era accaduto nelle regioni ormai all digital come il Lazio e la Campania. E’ evidente che una trasformazione epocale come questa qualche complicazione della prima ora l’avrebbe generata, ma come sempre accade dalle nostre parti abbiamo saputo dare quel tocco in più frutto di pressapochismo e scarsa informazione di base, che ha fatto la felicità soprattutto degli antennisti, connotando come vittima sacrificale il solito ignaro utente.

Lo switch off nell’Italia del nord è iniziato lo scorso 25 ottobre interessando la cosiddetta Area Tecnica 3 ovvero Lombardia, Piemonte Orientale, le province di Piacenza e Parma per un totale di 5,3 famiglie. Al momento è in corso la seconda fase fino al 15 dicembre che coinvolge le Aree Tecniche 5,6,7: il resto dell’Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia (4,2 milioni di famiglie). I disservizi, che hanno visto protagoniste loro malgrado soprattutto le persone anziane, sono sempre gli stessi: problemi di ricezione, canali spariti, schermo “nero”, gli utenti Mediaset Premium non hanno potuto fruire dei servizi a pagamento, tanto che le associazioni dei consumatori nella fattispecie Altroconsumo ha richiesto a Mediaset l’elargizione di un bonus di risarcimento. Inconvenienti di ogni tipo che la recente approvazione del piano Agcom sulla posizione dei canali sul telecomando digitale ha solo parzialmente mitigato.

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Switch off digitale: il nord Italia trema?


Lo switch off dilaga sullo Stivale. La transumanza verso il nuovo sistema di trasmissione digitale è in atto nel Nord Italia con gli inevitabili inconvenienti e disagi che avevano caratterizzato il Lazio in particolare, nel novembre scorso, per un’operazione avvenuta forse un po’ troppo repentinamente. In cifre, nel giro di due mesi, dallo scorso 25 ottobre fino al prossimo 15 dicembre, verranno interessate 20 provincie. Fino al 26 novembre protagonisti saranno parte del Piemonte, la Lombardia (con il passaggio “chiave” di Milano) ed Emilia Romagna, per un totale di 2000 comuni. Dal 27 novembre sarà la volta del Nord Est con Friuli Venezia Giulia, Veneto e il resto dell’Emilia Romagna. Esclusa la Liguria il cui switch off slitterà di sei mesi per i probabili problemi che potrebbe causare alle frequenze della vicina Toscana, la quale si ritroverà a combattere con i decoder implementati o meno a partire dal 2012.

Impossibile calcolare l’impatto che una simile rivoluzione potrà avere su un’area geografica così vasta, di sicuro molti telespettatori si ritroveranno a combattere con segnali ballerini o addirittura inesistenti, a tal proposito il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione degli utenti il numero verde 800.022.000, i cui operatori saranno chiamati ad un impegno non facile, soprattutto quando si tratterà di dover supportare il cospicuo pubblico di anziani, chiamati a destreggiarsi tra telecomandi vari e canali con numerazioni diverse. Altro tallone d’Achille del passaggio al digitale è infatti la mancata attuazione, slittata ancora di qualche giorno, dell’assegnazione automatica della numerazione (Lcn, Logical channel number) per cui è certo che nella prima fase si assista ad un fritto misto con segnali posizionati più per la capacità trasmissiva che per il reale valore dei canali in se, in questa sorta di delirio digitale.

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Digitale Terrestre, numerazione telecomando: Agcom approva consultazione pubblica

Il perdurante problema della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre potrebbe essere risolto entro 15 giorni: il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato la consultazione pubblica sullo schema di distribuzione dei numeri dei canali (fonte Asca).

I criteri di assegnazione dovrebbero essere questi: da 1 a 9 i canali generalisti tradizionali, dal 10 al 19 le emittenti locali ex analogiche particolarmente radicate sul territorio, dal 20 al 70 gli altri canali digitali nazionali (suddivisi per generi di programmazione), dal 71 al 100 altre emittenti locali, dal 100 al 200 si ripete la prima sequenza, dal 300 spazio ai canali a pagamento, dal 500 al 599 ci saranno le trasmissioni in HD e dal 600 al 699 i servizi radiofonici.

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La7D da oggi sul digitale terrestre un canale dedicato alle donne

Da quest’oggi Telecom Italia Media lancia il nuovo canale su Digitale Terrestre, La7D, trasmesso sui canali 35 e 135 del decoder.

La 7D è la nuova rete per donne,e prenderà il posto di QOOB con un cartello di sfondo viola con riportata la seguente frase Un viaggio di ricerca non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi. Il canale darà modo di rivedere i programmi principali di La7 nella fascia oraria diversa dall’originale, in modo di andare incontro alle esigenze di tutti, con la messa in onda anche di trasmissioni se serie cult che hanno reso famoso il canale di La7.

Visto che il pubblico televisivo è composto per un buon 64% da donne, Mediaset ha pensato bene di fare la cugina di Lei (SKY), il canale La 7D, che secondo una dichiarazione fatta attraverso telegiornali e riviste si dice essere:

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