La Tv e l’anno che verrà, tornerà Saviano?

di Enzo Mauri 1


L’anno che verrà. In queste ore viene naturale parafrasare una canzone simbolo a firma del grande Lucio Dalla. Con quali premesse parte il nuovo anno televisivo? A dare un’occhiata, i primi accenni di palinsesto non ispirano certo ottimismo, novità ce ne saranno ben poche e le piccole eccezioni puzzano di riciclato andante. Fra i numerosi artisti che abbiamo avuto il piacere di intervistare in questa lunga annata passata a scrivere su Cinetivù ormai prossima alla fine, la maggioranza ci ha confermato la medesima considerazione: gli autori preferiscono puntare su prodotti sicuri come i format, piuttosto che rischiare nuove idee che potrebbero comportare notevoli perdite a livello commerciale. Insomma quel meccanismo perverso da cui la televisione non riesce sottrarsi per cui una trasmissione deve essere comunque accompagnata dal riscontro d’audience immediato e quindi pubblicitario, sta sancendo la fine della televisione stessa.

Le idee vengono sacrificate sull’altare del Dio denaro, senza possibilità di replica, se un programma va male viene immediatamente cancellato, un tempo si sarebbe concesso al pubblico il tempo di assimilazione, gli autori avrebbero provato l’inserimento degli inevitabili aggiustamenti, a oggi non è pù possibile, la tv brucia le sue creature con la stessa velocità con cui sono state create. Il denaro crea, il denaro distrugge e non è certo un bel vedere quello che ci si para davanti ogni volta che lo schermo si accende. Il satellite e il web costituiscono al momento l’unica isola felice ma quanto durerà?

Bisogna ammettere che un piccolo barlume di speranza si è accesso durante l’ultimo scorcio del 2010, quel Vieni via con me, su cui in tanti non avrebbero puntato un centesimo, il programma invece ha tenuto testa a un colosso dai piedi d’argilla qual è l’ultima edizione del Grande Fratello, totalizzando ascolti d’altissimo livello. Uno sfregio il programma di Fabio Fazio, una macchia d’inchiostro sul quaderno ben scritto di chi vorrebbe una televisione inquadrata, irregimentata, gesto insano che la gente ha saputo apprezzare confermando che il pubblico non è cosi imbecille, sempre pronto a sbavare dietro le cosce della prima velina, come alcuni vorrebbero farci credere.

Sarà probabilmente per questo che la trasmissione di Raitre ha dato adito a tanto livore fin dall’inizio. A questo punto però è auspicabile una riscossa di Saviano e soci? “Secondo me Saviano ritornerà nel 2011, anche se posso comprendere la sua delusione e quella di Fazio rispetto al comportamento ufficiale della Rai nei loro confronti. E’ sembrata quasi una trasmissione cui si mettevano i bastoni fra le ruote, invece che un programma di cui essere orgogliosi. Però il successo è stato così dirompente che sarebbe folle, anzi suicida, non riproporla nel 2011″. Ha detto il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo a KlausCondicio, programma tv in onda su Youtube e condotto da Klaus Davi. Anche noi ci uniamo al suo augurio, con la speranza che Vieni via con me non resti lettera morta, ma rappresenti anzi uno deciso strattone all’orribile logica dei palinsesti. Per ora si ha davanti solo la pletora di canali moltiplicati grazie alla tecnologia del digitale terrrestre, ma le idee dove sono finite? Buon 2011 a tutti….

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