Tgcom24: debuttano Checkpoint, Stelle e Strisce e Street News

 Un autunno ricco di nuovi appuntamenti, quello di Tgcom24. Il palinsesto del canale all news di Mediaset, diretto da Mario Giordano, quasi a un anno dal suo avvio, inaugura infatti la nuova stagione televisiva con ben tre nuove rubriche di approfondimento. Al via Checkpoint: la rubrica condotta da Federico Novella che metterà al centro del nuovo ‘tavolo rotondo’, in un faccia a faccia, i principali protagonisti della politica, della cronaca e della società .

Claudio Brachino: “Domenica Cinque? La diretta sarà un passo più”

 In una lunga intervista a Libero, il direttore di Videonews Claudio Brachino ha raccontato il ritorno (su Tgcom24) con Top Secret:

Stavolta sceglieremo temi di un certo rigore. Non vogliamo fare Cazzenger […] Nella seconda puntata tratteremo i segreti del Vaticano con Gianluigi Nuzzi, nella terza Brindisi e l’anatomia del male, recuperando anche dei miei vecchi reportage sul cecchino di Washington che dieci anni fa fu il primo ad uccidere persone a caso. Chiuderemo anche con un tema molto caro a Top Secret, ossia i missing. Torneremo ad intervistare i genitori di Angela Celentano, parleremo anche di Denise Pipitone e Ylenia Carrisi.

Augusto Minzolini dal Tg1 al Tg4?

Nuove indiscrezioni sul valzer di poltrone nelle redazioni dei telegiornali nazionali. Oggi.it infatti rivela che se Augusto Minzolini, come pare, sarà costretto a lasciare il Tg1 (sebbene il direttorissimo abbia smentito pochi giorni fa parlando col Corriere della Sera), non è più certo che il suo posto sarà preso da Antonio Preziosi. Infatti, tra i candidati ci sarebbero anche Mario Calabresi, attuale direttore de La Stampa, e Mario Orfeo, ora al Messaggero e già direttore del Tg2.

Blog – La versione di Banfi chiude: “Le regole della tv commerciale non ci permettono di andare avanti”

 Gli ascolti deludenti (per non dire in caduta libera) di Blog – La versione di Banfi al giovedì sera (contro la spietata concorrenza di PiazzaPulita di Formigli e Servizio Pubblico di Santoro) hanno costretto i dirigenti Mediaset ad optare per una chiusura anticipata del programma già da questa settimana con tanto d’approvazione del conduttore, Alessandro Banfi. Sul blog ufficiale della trasmissione, il giornalista si è affrettato a commentare la decisione da parte dell’azienda:

Domenica Cinque, Massimo Donelli: “Claudio Brachino e Federica Panicucci hanno affrontato la sfida con grande slancio e passione”

 Domenica Cinque, il contenitore condotto dalla coppia Brachino-Panicucci (riconfermata per la prossima stagione) ha chiuso ieri la stagione con una puntata record: 20,9% di share sul pubblico totale, un ascolto mai toccato nei precedenti 18 appuntamenti. Nonostante il cambio di conduzione in corso, a gennaio, il programma di Canale 5 è riuscito a mantenere negli ascolti nonostante l’agguerrita battaglia di Raiuno (soprattutto per merito de L’Arena di Giletti). Massimo Donelli, direttore di rete, è entusiasta dei risultati ottenuti:

La squadra di Domenica Cinque merita un plauso per il grande lavoro svolto in un contesto competitivo sempre più difficile in ragione della moltiplicazione dell’offerta di canali e programmi. Chi conosce le difficoltà di gestire una trasmissione in diretta non può che apprezzare il lavoro svolto da Claudio Brachino e Federica Panicucci. Entrambi hanno affrontato la sfida con grande slancio e passione cogliendo meritate soddisfazioni personali. A loro e ai loro collaboratori va il ringraziamento più sentito.

Vittorio Sgarbi a Domenica Cinque: i motivi del flop analizzati su Canale5

 Vittorio Sgarbi torna nei più congeniali panni di opinionista, dopo la fallimentare esperienza come “conduttore” in Ci tocca anche Vittorio Sgarbi – Or vi sbigottirà. Ovviamente, in questo caso, l’argomento di discussione è proprio la sua trasmissione flop di Rai1. Claudio Brachino, nel suo studio di Domenica Cinque, avverte subito che non vuole fare né un processo alla trasmissione, né parlare della causa giudiziaria in corso tra Sgarbi e Il Fatto Quotidiano, argomento con il quale il critico d’arte esordisce, fermato, però, successivamente dal conduttore:

La giornata del 18 maggio ho scoperto di essere il nuovo mafioso e questa insinuazione veniva da un assessore molto noto che si chiama Oliviero Toscani. La giornata del 18 io dovevo andare in onda e scopro che un giornale che si chiama “Il Misfatto” (ndr “Il Fatto) scrive , ma questa cosa è l’opposto della verità. Mi trovo davanti alla richiesta di non andare in onda da qualche parte politica. Poi, il mio agente mi dice di aver ottenuto da parte della Rai di andare in onda il 25 in modo tale da preparare meglio la puntata. Io penso che possa essere una soluzione, salvo, però, non sembrare che io non andassi in onda sotto l’ombra di questa nuova accusa, per altro non giudiziaria, ma di puro pettegolezzo. Per questo motivo, dopo due ore, decido di andare in onda. Voglio dire che non esiste la mafia a Salemi e chi lo dice infanga una grande e nobile impresa. Con il flop del mio programma ho perso una battaglia, ma ho vinto il tempo per occuparmi della Biennale.

Non si fa un processo al programma, ma si cercano di analizzare i motivi del flop. Quello che ne segue, è una serie di considerazioni personali del solito parterre di opinionisti che non portano a nulla di nuovo, dalla scontata demonizzazione dell’Auditel (un nemico ma solo in caso di flop) alla non conduzione, principale peculiarità che ha portato al disastro.