
E’ arrivata in Italia, Mystere, la serie televisiva che in Francia ha spopolato, ma che da noi mi auguro non lasci traccia e scompaia al più presto.
Mystere racconta la storia di una studentessa di matematica, di nome Laure, che decide di tornare nel suo paese natale in Provenza, per rivedere la casa della mamma, scomparsa ormai da 15 anni, prima di metterla in vendita. Accade qualcosa che però la tratterrà più del previsto nella città, all’incirca 12 puntate da 50 minuti: al suo arrivo si trovano, in un campo di grano, i famosi cerchi alieni (che ancora oggi non hanno una certa spiegazione), che caso vuole si siano trovati pure il giorno della scomparsa della mamma.
Ora che sapete la storia (che potrete trovar meglio descritta da altre parti, copia pedissequamente dal comunicato stampa, ma senza alcuna critica alla serie, perché mai guardata), vi informo anche sui personaggi e poi passiamo felicemente a stroncare la serie. Oltre a Laure (Toinette Laquière), nella serie troviamo: Xavier (Arnaud Binard), il suo fidanzato avvocato, Guillaume (Patrick Bauchau) il suo papino generale e la moglie Irené (Marisa Berenson), François (Yann Sundberg) il suo fratellastro soldato, con la moglie Erika (Babsie Steger) e il piccolo Lucas (Antoine de Prekel), zia Michèle (Lio) e zio acquisito Paul (Jean-Philippe Ecoffey) e infine, Thierry (Samuel Jouy) lo psicopatico.
L’episodio pilota è quello che dovrebbe incollarti alla sedia perché deve conquistare il pubblico per le puntate sucessive. In questo caso il primo episodio è stato veramente brutto e confuso: in 50 minuti i protagonisti si saranno abbracciati e baciati quasi una trentina di volte (e non sto scherzando); sono stati presentati una decina di personaggi in maniera del tutto superficiale (più o meno come la presentazione che vi ho fatto io) e senza che questi riuscissero a catturare la mia attenzione; la colonna sonora non è riuscita a creare mai, l’atmosfera di mistero che una serie paranormale/fantascientifica dovrebbe avere; le scene iniziali, che mostrano un aereo che precipita 25 anni prima in Provenza, ammicca a Lost, finendo per diventare una bolla di sapone; Thierry il ragazzo pazzo che avvisa Laure dell’imminenza del ritorno degli alieni, che verranno a prenderla, non è inquietante, ma sfiora il ridicolo (prima la rincorre per parlarle, poi le dice di scappare e la insegue).
Concludendo: se sabato sera rimanete a casa e volete guardare qualcosa, non sintonizzatevi su Mya, per sprecare il vostro tempo con Mystere, perchè l’unico mistero che aleggia intorno alla nuova serie, prodotta da Caroline Hertman e Didier Albert è l’alto indice d’ascolto che ha avuto in Francia (tanto più che ancora non è stata prodotta una seconda serie. Certo potrebbe migliorare negli episodi sucessivi, ma se questi sono i presupposti…