Review: Scrubs è finito e l’anno prossimo dice addio!

Si è conclusa su MTV, giovedì sera, la sesta stagione di Scrubs – Medici ai primi ferri (anche se per gli appassionati domenica va in onda la replica degli ultimi due episodi).

La più divertente e irriverente serie della TV, saluta il suo pubblico e dà l’appuntamento all’anno prossimo, a quando, per intenderci, arriverà in Italia la settima e ultima stagione.

Creata nel 2001 da Bill Laurence e trasmessa negli Stati Uniti dalla NBC, Scrubs racconta la storia di tre neolaureati in medicina, il dottor John Dorian (JD), il chirurgo Chris Turk e la dottoressa Elliot Reid che insieme all’infermiera Carla Espinosa lavorano all’ospedale Sacro Cuore, diretto dal cattivissimo Dottor Kelso.

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A un passo dal sogno…il baratro?

 

Ha esordito al Teatro Brancaccio in Roma (direzione artistica Maurizio Costanzo), il musical firmato dallo stesso Costanzo ed Enrico Vaime A un passo dal sogno.

Ebbene si, lo spettacolo, tratto dal libro omonimo di Chicco Sfondrini e Luca Zanforlin, a sua volta ispirato alle storie dei ragazzi del programma cult di Canale5, Amici di Maria, giunge a Roma, dopo meno di un mese dall’inizio del tour, e occupa uno dei più importanti teatri italiani.

A un passo dal sogno racconta la storia di giovani ragazzi che, entrati nella scuola più famosa d’Italia, vivono esperienze professionali sentimentali e umane. Niente di nuovo insomma.

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The 4400 – Un’altra serie chiude

E’ finita! Il creatore della serie The 4400, Scott Peters, ha detto basta, liquidando con poche parole di circostanza, una tra le serie TV più riuscite ed innovative.

Per riassumere il Peters-pensiero (ci siamo voluti bene, è stato bello, eravamo una grande famiglia, tutto prima o poi finisce) ci vuole ben poco, molto più difficile è spiegare lo sconforto dei fans, che avevano sempre creduto, non solo nel programma, ma anche nella serietà della USA Network.

Facciamo un passo indietro e riassumiamo la storia per chi non la conoscesse, promettendo di approfondirla come merita nei post futuri: un gruppo numeroso di persone, per l’esattezza 4400, prelevate in epoche differenti da terrestri del futuro, vengono rimandate sulla Terra tutte insieme appassionatamente, ognuna con un potere speciale in più. Il loro compito è quello di evitare la rovina del pianeta.

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Televisione: Pyramid – Se potete cambiate canale

Forse pochi si sono accorti che il 3 Dicembre è iniziato, nel preserale di Rai2, Pyramid, il nuovo quiz condotto da Enrico Brignano e Debora Salvalaggio.

Perché parlare di un programma che non vede nessuno o quasi, che ha tra l’altro la colpa di aver tarpato le ali al possibile ritorno di Tom & Jerry in Tv e parlarne dopo 2 settimane messa in onda? Perché per parlare di certe trasmissioni, c’è bisogno di assimilarle e di scoprire eventuali, ma in questo caso inesistenti, evoluzioni, oltre al fatto che non amo parlare di trasmissioni solo leggendo i comunicati stampa, che solitamente, se non sono autolesionisti, ne parlano sempre in maniera entusiastica.

Pyramid, si può definire una fusione fra Indovimando, Taboo e Niente Panico, con l’aggiunta di un montepremi da conquistare scalando a suon di risposte la piramide. Il bottino è tra l’altro conteso da due coppie, ma solo una, cosa più unica che rara in un game show (mi auguro si sia capita la sottilissima nota ironica), potrà affrontare il gioco finale.

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Televisione: Canta e Vinci! Il karaoke-quiz!

 

Ieri sera è andata in onda alle 21.10, su Italia1, la prima puntata del nuovo programma condotto da Amadeus: Canta e Vinci!.

Premesso che la trasmissione si poteva confondere con la maratona TV Telethon (due ore e mezza di durata), se non fosse stato per quei tremendi tagli che dimostravano anche al pubblico meno esperto la vera natura della trasmissione (era registrata), ho trovato apprezzabile, anche se un po’ troppo forzata, la commistione di diversi generi televisivi: il programma canoro stile karaoke, quello a quiz simil Chi Vuol Essere Milionario e quello comico tipo Zelig.

Andiamo con ordine e spieghiamo le regole del gioco: un concorrente può vincere 500.000 euro se riesce a completare i testi delle 10 canzoni che deve cantare senza andar fuori tempo. Ogni canzone corretta fa salire il montepremi (si parte da 500 euro) e se non si conosce il testo si possono chiedere tre diversi aiuti: far cantare e rispondere un amico o parente in studio, scegliere tra tre risposte alternative (di cui solitamente una è quella detta dal concorrente), farsi rivelare una delle parole da indovinare.

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Recensione: Natale in Crociera

Come promesso nel precedente post, parliamo di quello che sarà quasi sicuramente il re dei botteghini questo natale: Natale in Crociera. Sembra di sparare sulla croce rossa quando si parla di titoli del genere, eppure la legge degli incassi ogni anno dà ragione a chi produce questi film (Luigi e Aurelio De Laurentis), quindi qualcosa di buono deve pur esserci sennò dovremmo gridare al miracolo di S.Antonio.

Il film narra due storie differenti, una interpretata dal gruppo De Sica-Brilli-Yespica-Siani, l’altra dal gruppo De Luigi-Hunziker-Mancini-Aiello, che si incontrano qualche volta, senza mai mescolarsi: in pratica il film si potrebbe dividere in due minifilm e la trama non avrebbe ripercussioni.

De Sica, come ogni anno, interpreta un ricco uomo romano (Paolo) con una moglie che non sopporta più, Nancy Brilli (Francesca), e come ogni anno cerca di portare avanti la relazione con la propria amante, quest’anno Aida Yespica (Magda), finendo per perderla. E Siani? Lui, che fa la parte del fratello napoletano della Brilli (Felice), è il classico terzo incomodo che alla fine del film se la gode.

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TV mattone grazie al cinepanettone

 

Si avvicina il Natale e con le feste arrivano i nuovi classici del cinema Italiano: i cinepanettoni. Cosa sono? Sono quei film che escono durante le festività e che invadono, per la loro promozione, tutti i programmi televisivi delle settimane precedenti, ricordandoci così che gli autori televisivi sono andati già in vacanza, per lasciare spazio ai messaggi promozionali.

Ogni anno è così e non si scappa. I palinsesti cambiano perché ci sia spazio per tutti senza scontentare nessuno, perché gli attori dei cast dei suddetti film possano presenziare i programmi, proporre le loro gag, che ha distanza di anni sono abbastanza simili, e lanciare il trailer.

Il fenomeno, pari soltanto all’uscita di un libro di Bruno Vespa, potrebbe essere interessante per provare a fare una piccola caccia all’errore durante le interviste degli attori, ma ahimè, le risposte sono sempre le stesse. Di contro è rassicurante perché non risultano mai contraddittori (vi immaginate l’ottimo Pieraccioni che parla della sua partner definendola prima bellissima e poi un cesso che cammina? O De Sica che parla della Hunziker e per sottolinearne la bravura ricorda il film che fece con Alberto Tomba, Alex l’Ariete? Così si che seguirei tutte le loro comparsate in Tv: almeno ci sarebbe un colpo di scena, no?) e soprattutto, sono spalleggiati ottimamente dal conduttore del programma che conferma la validità della pellicola e la consiglia a tutto il pubblico.

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Recensione: Hitman l’assassino

 

 

Hollywood torna a pescare nel vastissimo mondo dei videogiochi e dopo Final Fantasy, Doom, Silent Hill, Resident Evil e Tomb Rider, solo per citarne alcuni, è uscito nei cinema italiani il film diretto da Xavier Gens, Hitman – L’assassino.

Il film narra, in breve, di un agente pelato e con il codice a barre tatuato sul cranio, l’agente 47, che per tutta la storia, che dura tre mesi e che viene riassunta più o meno in 90 minuti, deve fuggire dai suoi colleghi e dal governo russo dopo essere stato incastrato alla fine di una delle sue missioni da killer. Come se non bastassero i nemici, c’è pure l’Interpool che lo cerca.

Il regista, Xavier Gens, alla sua prima vera opera importante, almeno a livello commerciale, non ha avuto grandi problemi a trasporre la saga del videogiochi di Hitman in pellicola cinematografica, affidandosi alle ambientazioni e alla colonna sonora del gioco (l’Ave Maria di Schubert), alla facile caratterizzazione dei personaggi e al genere d’azione preponderante in tutta la durata del film.

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Televisione: Passaparola – Il ritorno

Continuano incessanti le novità nei palinsesti televisivi Mediaset: dopo il ritorno su Italia1 de La ruota della fortuna, programma di cui avremo modo di parlare nelle prossime settimane, nonché attesissimo da tutti, soprattutto dal sito stesso, che mostra ancora la foto del buon vecchio Mike e della sua valletta e non del nuovo duo alla conduzione, Papi-Silvstedt , torna domani sera, su Canale5, Passaparola.

Il divertente intrattenimento preserale, che sarà condotto nuovamente dal volto storico del programma, Gerry Scotti, cambia il suo consueto orario, le 18.40, spostandosi alle 20.40 per intrattenerci, nelle prossime 7 domeniche, con i suoi giochi, l’atmosfera familiare e le amatissime Letterine.

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Sleeper Cell

Los Angeles: un gruppo di giovani e meno giovani islamici decide di sacrificarsi per la causa, facendo strage di civili infedeli e non (un rischio da correre per la causa, no?).

Sarebbe troppo riduttivo raccontarvi di Sleeper Cell in questo modo, in quanto la qui presente serie Tv, appena conclusasi sulla rete satellitare AXN, non racconta la classica storia del tremendo pericolo dell’uomo nero, bensì del pericolo dell’uomo nero che tanto nero non è. Intendiamoci, i cattivi sono sempre gli estremisti mussulmani, ma la loro fisionomia non è esattamente quella che ci aspetteremmo, niente barboni e vestiti di arabico ricordo, ma giovani occidentali convertiti alla fede del profeta, guidati ottimamente dalla perfida e geniale mente di Faris Al-Farik (Oded Fehr), l’unico mediorientale D.O.C.. A rompere le uova del paniere il classico infiltrato dell’FBI, che poi tanto classico non è neanche lui, Darwin Al-Sayeed (Michael Ealy): niente pallottole facili o superpoteri, ma tanto acume e intelligenza per il protagonista buono della serie, che, infiltratosi nella cellula dormiente, cerca, da buon islamico, di mandare a monte ogni progetto del cattivo islamico, mantenendo una faccia di bronzo quasi da Oscar per non farsi scoprire dal boss e i suoi 3 compagni, lo slavo Llija Korjenic (Henri Lubatti), il francese Christian Aumont (Alex Nesic) e l’ex soldato americano Tommy Allen Emerson (Blake Shields).

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Recensione: American Pie – Beta House

 

Uscirà a breve (si parla di dicembre-gennaio), ma soltanto in DVD, il sesto capitolo di American Pie, sempre più incentrato sul binomio alcool-sesso e sempre meno sulla storia.

Bastano due righe per raccontarvi tutto, ma non preoccupatevi perché, guardando quei 100 minuti di film, non presterete attenzione alla trama quanto piuttosto all’infinità di giovani ragazze nude o quasi, che riempiono dall’inizio alla fine il film.

La storia è presto detta: all’università del Michigan va in scena uno degli scontri più antichi del mondo, quello fra gli studenti scapestrati e i secchioni. Unica variante? I secchioni dominano l’intera università, hanno le ragazze più belle e non hanno intenzione di cedere il potere a nessuno. Sarà compito del clan Stifler, appartenente alle confraternita Beta House sconvolgere le stabili gerarchie universitarie.

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