Sky Meteo 24 chiude? Via Riccardo Cresci

Sky Meteo 24, il canale satellitare dedicato interamente alle previsione del tempo, potrebbe chiudere i battenti entro la fine dell’anno. L’arrivo del neo direttore Sarah Varetto (subentrata ad Emilio Carelli che, nel 2004, appoggiò caldamente il progetto) ed un ridimensionamento dei costi avvalorerebbero ulteriormente l’ipotesi lanciata da TvBlog. Sicuramente, invece, non ci sarà più Riccardo Cresci, uno dei volti storici del meteo Sky (Fonte RiverBlog).

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Simona Ventura, stratega del marketing e salvatrice de L’isola dei famosi

Foto: AP/LaPresse

Tredicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla di Simona Ventura

Al centro delle discussioni televisive di questa settimana appena conclusa, è spiccata a furor di popolo, una delle conduttrici televisive più chiacchierate del momento, la Signora Mona Ventura o Super Simo se preferite, colei che ha presenziato su riviste e televisioni nazionali per tutta la settimana. Una strategia di marketing, un canale comunicativo azzeccato che ha visto far risalire la china alla sua isola, un’isola soporifera, che in pochi e a stento, stavano continuando a seguire. Non sono bastate le liti di Luca Dirisio o Eleonora Brigliadori, pur di fare polemica spicciola si sono messi in ballo, per l’ennesima volta anche Corona, Belen e Nina Moric. Ormai si parla più del triangolo amoroso Belen, Corona, Moric che di tutti i problemi ben più gravi presenti nel nostro Bel Paese. Ogni giorno un colpo di scena nella ricca vita del Sig. Corona, un artista, un uomo, un inventore che ha saputo costruirsi la vita apparendo in ogni dove, facendo forza su un carattere spigoloso ed arrogante, ma senza dubbio estremamente interessante.  Il Re del pericolo, colui che non le manda certo a dire, il bulletto più simpatico della tivù riesce sempre a cavarsela da tutte le grane che ogni giorno riesce ad attirarsi su di sé, una capacità non da poco, un personaggio televisivo controverso, ma simpatico, irriverente e scontroso, sciupa femmine e paladino della giustizia. Un Corona scatenato per tutti i mesi dell’anno e soprattutto in questo periodo. Non riesce a starmi antipatico però un personaggio così, seppur sempre pronto ad additare qualcuno e a ficcarsi nel polverone più evidente.

L’ultima diatriba è avvenuta con la sua più acerrima nemica Simona Ventura, fresca di sbarco isolano in Honduras, la quale avrebbe raccontato una verità distorta alla mamma di quel povero Carlos, figlio della “coppia scoppia” Moric – Corona e penso a quel bambino, certo che un’infanzia più turbolenta non poteva averla questa povera creatura.

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Meteo in tv: meteorini, colonnelli ed esperti tutti insieme compagni di vita degli italiani

Dodicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi riflette su meteo, meteorine e polemiche legate alle dichiarazioni del colonnello Mario Giuliacci.

Fuori tira vento, c’è il sole oppure piove? Quante volte guardiamo fuori la finestra e pensiamo al tempo che fa, forse ogni giorno senza rendercene neanche conto. Gli agenti atmosferici fanno parte della nostra vita, siamo legati a filo doppio con quello che succede altrove e ormai ne siamo quasi assuefatti. Sono milioni coloro che prima di uscire di casa devono sapere che tempo incontreranno nella loro giornata, ancora di più tutti quelli che scelgono fine settimana o vacanze da trascorrere in qualche luogo incantato staccando con il mondo circostante. Le previsioni del tempo, insieme all’oroscopo per il giorno successivo, sono quasi come il caffè prima della sigaretta, imprescindibili compagni di vita di tutti i giorni. Non è un caso quindi che in tanti seguano il meteo in ogni sua forma, in video, sul giornale, su internet, in radio, insomma ogni nostro spostamento giornaliero è sempre accompagnato dal nostro cielo che ci concede giorni soleggiati, nuvolosi, ventosi o piovosi.

Tanti anni fa i colonnelli dell’aeronautica militare erano le vere star, dei guru indiscussi, dei maghi del tempo, loro sì che sapevano sempre come consigliare il proprio telespettatore, avvisandoli per tempo sulle difficoltà meteorologiche che avrebbero potuto incontrare. Con il passare degli anni e con l’avvento di questo ultimo decennio, non solo colonnelli, fisici e meteorologi hanno avuto il diritto di poterci spiegare che aria avrebbe potuto soffiare in giro per l’Italia, in Europa o nel Mondo, ora esistono diverse figure dedite ad illustrare soli, nuvole, fulmini e saette, volgarmente vengono chiamati “meteorini” o “meteorine”.

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Ballando con le stelle: l’Italia torna a ballare con Milly Carlucci

Foto: AP/LaPresse

Nono appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi fa le proprie considerazioni sul ritorno di Ballando con le stelle.

Sarà che ultimamente mi volevo dare al ballo, tutti i programmi in cui vedo ballare qualcuno diventano i miei idoli adolescenziali. Le cose sono due: o sto diventando anziano prematuramente oppure nascondo una vena da ballerino mancato, anzi forse da artista danzatore incompreso. Rimango incantato dalle tecniche e dai movimenti utilizzati da professionisti del ballo in tv e sempre più spazio stanno riacquistando in televisione, il corpo di ballo si sta riappropriando della sua entità, com’era in Italia fino a qualche decennio fa.

C’è più importanza data alle nuove leve, almeno il ballo sembra non conoscere crisi, c’è un ricircolo di volti o quasi, ma soprattutto si nota bravura. Non so, può darsi veramente che sto iniziando una fase di delirio, ma a me piacerebbe imparare a ballare bene, a fluttuare come fanno i veri professionisti, forse dovrei iniziare a guardare più Amici il sabato pomeriggio, questo però mi risulta ancora troppo difficile, non riesco.

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Sanremo 2011: vince la cultura, da Roberto Vecchioni a Roberto Benigni

Ottavo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi fa le proprie considerazioni sul Festival di Sanremo 2011 appena andato in soffitta.

Vince la cultura, la voglia di risanare gli animi perduti dalle troppe volgarità e superficialità della televisione degli ultimi tempi. Viene incoronato a Sanremo il cantautore, uno dei più grandi che la nostra Italia può annoverare, il Professore. Roberto Vecchioni vince questa 61° edizione del Festival di Sanremo all’unanimità, senza troppe critiche, era giusto così, come se si fosse saputo già dall’inizio. Un po’ per un premio alla carriera cercato, un po’ perché la canzone parla della vera essenza dell’amore, ma questa è stata una vittoria cercata, già dal principio.

Come se si avesse voluto ristabilire l’ordine anche nella manifestazione canora televisiva più importante del nostro Paese, l’Italia si vuole riscattare, non ci sta ad essere additata come popolazione ignorante, frivola e vana, bisogna voltare pagina, forse si ricomincia da Sanremo? Fatto sta che la canzone “Chiamami ancora amore” sì, entra in testa, ma ha anche un significato profondo, non è il classico ritornello alla “du du du da da da”, c’è molto altro nascosto nel testo.

Un Festival di Sanremo casalingo, da tempo preparato e invece sembrava quasi improvvisato, un mix di gaffe, doppi sensi non capiti, tempistica sbagliata, ma soprattutto un ritmo che non è mai arrivato su quel palco. Quasi per miracolo i dati auditel hanno sempre premiato la kermesse, quasi senza spiegazione, più di qualche volta è stato difficile riprendere l’attenzione del momento e seguire il programma dall’inizio alla fine, unici momenti di riassetto pupillare, sono stati quelli coloriti da Belen Rodriguez.

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L’isola dei famosi sfida il Grande Fratello nell’arena televisiva

Settimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla de L’isola dei famosi 8 e dello scontro con il Grande Fratello 11.

Si torna al combattimento nell’arena, questa volta ad avvicendarsi saranno L’isola dei famosi e Grande fratello, agguerriti più che mai a contendersi lo scettro del primato tra Rai e Mediaset. Nuova battaglia mediatica dal sapore un po’ riscaldato, ma che riesce ancora ad incollare allo schermo diverse tipologie di pubblico. Sicuramente oggi in tanti daremo un’occhiatina a casa di Simona Ventura, però è ora anche di dire basta a certi meccanismi triti e ritriti, tutto già visto, un déjà vu continuo in tv. Quest’anno nuovi parenti di personaggi famosi alla corte di Simona Ventura, un guazzabuglio di veline e vallette con un’insalata mista di polemiche al loro seguito. Un impepata di cozze pronta per essere servita e data in pasto a milioni di telespettatori. Chissà se anche quest’anno ci saranno nuovi curiosi ad osservare le gesta dei diversi concorrenti, se a Canale 5 continuano le saghe stile telenovela anni ottanta con spunti omosessuali, a Raidue si punta già sulla polemica facile e sul vespaio che potrà fuoriuscirne tra una Sara Tommasi e una Raffaella Fico in pole position. Sembra già vista la scena delle due messe alla gogna. E’ come se tutto fosse già scritto, non c’è molto spazio all’immaginazione, personaggi forti, con storie prevedibili, pronti a darsi in pasto ai media per essere sbranati e poi essere celebrati.

Questa è l’Italia degli ultimi anni, andare alla ribalta sotto i riflettori con strascichi di polemiche a non finire, pur di essere ingigantiti sulla prima copertina di qualche settimanale o rotocalco. Andiamo così, viaggiamo in questa direzione, la tv dei reality parla con questo linguaggio e noi ci siamo ormai rassegnati. Siamo costretti ad osservare quello che digeriamo a malapena, ma lo seguiamo per il gusto di sapere dove una storia possa arrivare o per il divertimento di giudicare o sparlare. Funziona così, altrimenti l’ascolto non ci sarebbe.

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Beautiful chiama Grande Fratello

Sesto appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi torna a parlarci del Grande Fratello 11.

Eppure ne avevamo già parlato proprio tanto, ma è sempre in pole position. Il Grande Fratello non perdona, non molla la presa è come un cane da guardia pronto a ringhiare al suo competitor di turno. Il capostipite di tutti i Reality c’è e si sta facendo risentire, dopo un periodo quasi soporifero, con i primi vagiti di una Primavera in anticipo, gli ascolti “Fratelliani” stanno salendo a poco a poco, rispuntano, tanto da aver spinto la realizzazione di nuove puntate. Il GF targato 2011 terminerà ad aprile inoltrato, creazione di due nuove puntate che faranno venire ancora più appetito ai milioni di fan del programma reality più seguito della storia Italiana, in barba a tutti coloro che lo avevano già depennato in rosso, a tutti coloro che avevano già sotterrato una delle trasmissioni più chiacchierate degli anni duemila.

Nuovi concorrenti, nuove storie, tanti intrighi e mille entrate per la casa più spiata da tutti, perché non venite a raccontarmela, quel 28% di share che segue costantemente le gesta di Alessia Marcuzzi e concorrenti, chi sono, se non noi stessi camuffati da finti perbenisti acculturati di soli programmi scientifici? Ritorno a ribadire le mie convinzioni, siamo un popolo di guardoni e impiccioni, curiosi Italiani pronti a ficcare il naso in tutto ciò che fa polemica, in ciò che non ci riguarda direttamente e immediatamente sensibili a giudicare chi passa davanti ai nostri occhi.

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La Corrida di Corrado a casa di Flavio Insinna

Terzo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo torna a parlare de La Corrida che sabato sera ha seguito personalmente in studio.

A me è piaciuta… La Corrida e i suoi dilettanti l’ho trovati simpatici e divertenti, a volte un po’ esageratamente macchiette nel loro genere, ma sempre piacevoli e mai volgari. Sabato sera ero seduto in prima fila tra le nuove comode poltrone di uno studio Elios dalla magnificenza del vero sabato sera, completamente rinnovato, guardavo in alto e mi sentivo accolto, avvolto nel calore di un grande successo, l’ennesimo. Finalmente uno studio coinvolgente, con tanto di passerella luminosa, lo stile ricorda quello di un’arena dell’antica Roma mischiato al sentiero luminoso di un Boeing 737, dai toni fastosi e moderni. I concorrenti conquistano la scena in questa edizione, molto più degli anni passati, in cantina il balletto del pubblico e maggiore spazio alle vite, al vissuto personale di ogni dilettante dove si trova posto anche per la commozione. Un Reality Corrida, ma in fondo è sempre stato il primo reality della storia.

Due piani di balconate gremite da spettatori urlanti, muniti di piatti e coperchi, luci e immagini scorrevoli multimediali per i grandi video alle spalle dell’orchestra. Un’orchestra di tutto rispetto, il Maestro Pintucci ha ereditato un pesante cambio della guardia, tutti ricordano ancora troppo bene la figura del Maestro Pregadio a dirigere gli orchestrali, i più grandicelli rivedono le ombre di Corrado aleggiare nello studio, i più piccoli invece la figura piazzata del buon Gerry Nazionale.

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La Corrida, Flavio Insinna, Antonella Elia e l’eredità del Maestro Corrado

Primo appuntamento del 2011 conRiccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla dell’approdo di Flavio Insinna a La Corrida.

Il 2011 è arrivato. Ed ora che succede? Tutto cambierà? Tutto si rinnoverà? Tutto sarà uguale? Alla fine il passaggio di anno in anno è motivo di bilanci e riflessioni, si tirano le somme di quello che è stato e si cerca di mietere tanti buoni propositi per l’anno corrente. Undici alla fine è un bel numero, magro, elegante, composto, non disturba, molto riservato e per nulla invadente. Un’analisi di numerologia fondata sul senso di questo nuovo decennio appena partito, altri dieci anni che ci porteranno diretti al 2020 e chissà in questi nuovi anni cosa mai accadrà.

Televisivamente parlando, visto che di questo mi occupo nella mia rubrica, ci aspettiamo nuovi successi, meno monotonia, ritmi incalzanti, allegria e più avvicendamenti mediatici. Il primo della stagione sta già per avvenire, questa prima nuova settimana dell’anno, vedrà iniziare da capo un nuovo format che scorre ormai nelle nostre vene da tanti anni. La Corrida di Corrado torna dopo tanto tempo nelle mani di un conduttore “Romano de Roma”. Flavio Insinna spodesta così Gerry Scotti, prendendo in eredità un fagotto bello importante, mica una trasmissione qualsiasi, si immedesima dentro al primo vero reality televisivo Italiano della storia. Chissà cosa penserà Corrado da lassù o da qualsiasi altra parte lui possa osservarci, forse avrebbe piacere nel vedere ancora riproposto il suo storico programma condotto da altri, magari invece ne sarebbe dispiaciuto, chissà… Qualsiasi conduttore televisivo rimane ancorato personalmente ad un proprio progetto televisivo, ovvio, qui si parla di persone che non vivono più su questa vita terrena, però l’anima de La Corrida rimarrà sempre quella di Corrado. Lo stile che si regala ad un prodotto, la firma che si pone su un’idea, l’originalità di una trasmissione vivrà per sempre nel ricordo del suo iniziatore.

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Daria Bignardi e le sue Invasioni Barbariche conquistano La7

Foto: AP/LaPresse

Tredicesimo appuntamento stagonale con le riflessioni di Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla del successo di Daria Bignardi con Le invasioni barbariche.

Non l’ho quasi mai fatto in due anni di questa mia rubrica su Cinetivù, non pensate al peggio, per i più maliziosi… Sto parlando di commenti singoli su personaggi del mondo televisivo, non ho mai adulato o sviolinato complimenti a qualche volto in particolare. Ho dispensato pareri, ho sempre parlato come più mi sentivo, non ho mai finto e anche quest’oggi essendo in clima Natalizio, voglio essere il più schietto possibile. Questa rubrica nasce con l’intento di parlare ad un pubblico giovane e per difendere il territorio televisivo dei più piccoli, però non è detto che ogni tanto non si possa fare una piccola eccezione.
Mi stavo interrogando proprio qualche giorno fa sulla direzione intrapresa dalla nostra tv, sempre più alla ricerca di conduttrici femminili , chissà perché. Forse le donne sono più vicine ad un pubblico maschile, capace di essere ancora il detentore del telecomando in casa, oppure perché le trasmissioni di intrattenimento sono più consone in mano ad una padrona femminile. La mia domanda risuona spesso, vedo più donne al comando in tivù di quante ce ne possano essere in altri ambienti lavorativi. Non so se è vero che la televisione è donna, ci sono stati dibattiti, dialoghi accesi in merito, però è reale che alcune conduttrici televisive sanno fare veramente bene il proprio mestiere. In Italia abbiamo delle bravi conduttrici e dei buoni presentatori, certo magari girano sempre tra di loro, il mercato non è poi così vario, però non dobbiamo urlare sempre al peggio. Si può anche elogiare un programma ogni tanto.

Le invasioni barbariche è una delle mie trasmissioni preferite e voi direte ‘chi se ne frega’, giusta osservazione, ma vere padrone di casa come Daria Bignardi difficilmente se ne vedono.
Una perla rara di bravura, saggezza, eleganza e maestria che si conciliano perfettamente nell’armonia della sua Invasione Barbarica, intenta sempre ad essere innovativa e mai banale, una delle regine della tv che troppo poco vuole sbandierare le doti effettive in suo possesso.

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Addio Televisione, internet alla riscossa: gli adolescenti pensionano la tv che li dimentica

Undicesimo appuntamento di stagione con le riflessioni di Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla della del web che sorpassa la televisione nelle preferenze degli adolescenti.

Che vita da teenager. Proprio tutti rimpiangiamo il periodo più divertente della nostra vita e chi vive quell’età invece, cerca di divertirsi come meglio può cercando di sembrare sempre più grande. In fondo non ci sta mai bene niente, se siamo adolescenti vogliamo essere adulti, se siamo maturi vogliamo spassarcela come quando avevamo l’età scolastica. L’età delle superiori per intenderci, quella in cui tutti possono fare tutto, dove è permesso il gioco, distrazioni e momenti per lo svago. I teenager attuali sono forse un po’ meno ribelli rispetto a quelli di qualche anno fa, sanno il fatto loro, sono già dei piccoli grandi, credono di avere il mondo in mano. Si sentono adulti in miniatura e optano scelte ben mirate, quasi mai a caso, sanno cosa fare a scuola, nel tempo libero, con i genitori, con gli amici.

Una statistica di qualche giorno fa ci avvisa che i nuovi adolescenti del 2010 usano internet come acqua fresca, il web è diventato pane, vitale importanza detengono i rapporti sociali sulla rete, si “surfa” lontano dalla paura, si regalano numeri di cellulare senza troppa fatica, ci si incontra dopo un breve corteggiamento, si consuma un’eventuale incontro dopo poca attesa, non esiste più il sacrificio per aspettare qualcosa di veramente desiderato. Ogni ragazzino può possedere tutto ciò che ha sempre sognato, mamma e papà sono pronti ad assecondarli in ogni loro volontà, assaporare un dolce, aspettando ore dalla sua preparazione è prerogativa di pochi ormai, c’è già la comoda merendina pronta e confezionata. Tutto è già servito, non c’è fatica, non si deve pensare troppo al come raggiungere una tappa, è facilmente regalata. Più passa il tempo e meno si riesce a gestire al meglio una fetta di pubblico così ostile, sempre meno interessata al passato, ma continuamente in corsa verso il futuro.

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Uno Zecchino D’Oro senza oro nella settimana Mondiale per i Diritti dei bambini

Foto: AP/LaPresse

Nono appuntamento di stagione con le riflessioni di Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla della settimana Mondiale per i Diritti dei bambini e dello Zecchino d’oro.

Nella settimana appena trascorsa, anche internet ha voluto dire la sua per ricordare un episodio sicuramente importante per la nostra storia. Dobbiamo andare indietro nel tempo, viaggiando esattamente nel 20 novembre 1959, quando l’Assemblea Generale dell’Onu adottò la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini ed approvò la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia; tra i suoi scopi quello di assicurare ad ogni bambino Salute, Istruzione, Uguaglianza e Protezione. Sono passati cinquantuno anni e per l’occasione anche uno dei più grandi social network si è colorato a festa. Se Google, ha voluto ricordare tutti i bambini nel suo logo, disegnandoli durante i loro principali momenti della giornata, dal risveglio alla scuola, facebook invece, social network per eccellenza, ha scelto di invitare tutti i suoi abitanti a cambiare la propria foto personale nell’obiettivo di voler ricordare i propri cartoni animati preferiti del passato. Una settimana intera per poter festeggiare con simboli semplici, ma divertenti, la giornata Mondiale per i Diritti dei bambini.

E’ stato simpatico poter rivedere, grazie a Facebook, un vero e proprio tappeto colorato sterminato di facce disegnate che ripercorrevano i vari passaggi della nostra vita, in molti hanno aderito e il risultato è stato un vero successo. Certo, non sono bastati dei cartoni animati per cambiare situazioni preoccupanti o per risollevare situazioni d’urgenza, ma sicuramente è stato un sassolino nello stagno che ha fatto eco anche tra le montagne più sorde. Già, i bambini, quante volte ne ho parlato durante i miei appuntamenti con CineTivù, sensibilizzare l’opinione pubblica nel salvaguardare i più piccoli è stato fin dal primo giorno il mio obiettivo per questa rubrica.

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Grande Fratello, X Factor, Danielona, Franco Califano: nel centro commerciale chiamato tv si fa grande spesa di nuovi casi umani

Ottavo appuntamento di stagione con le riflessioni di Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla di personaggi ad uso e consumo della tv.

Giri che ti rigiri, fai un salto di zapping con il telecomando, cambi canale, ed ecco qui, il caso umano è presto servito! Si, dai, ormai è come se fossimo ad un centro commerciale, perché dire supermercato, sarebbe troppo riduttivo. Un enorme deposito di casi umani è diventata la televisione Italiana: tutti vanno a bussare alla porta di ogni negozio presente nel regno della visibilità a tutti i costi. Paragonare un centro commerciale alla televisione non è poi così un grande azzardo, non ci si allontana mica tanto dalla realtà. Una catena di negozi di marche differenti sono come programmi televisivi, il pubblico che vaga porta a porta sono come clienti sempre più confusi, i proprietari di un esercizio commerciale, ora sono meno peggio dei padroni di casa di un salotto televisivo. In tivù ormai si vende il pesce, si centrifuga frutta, si vendono ortaggi, si macella la carne, si circuisce il cliente per non farlo andare più via, perché qualcosa si deve pur comprare. La crisi è crisi. Non si guarda in faccia nessuno. Così funziona nei programmi tv nostrani, dove ti affacci un attimo, ecco che spuntano come funghi disastrose storie di vita, ovviamente con risvolto tragico e strappalacrime. Quasi mai queste vicende hanno un roseo finale, potrebbe annoiare e non catturare al meglio l’attenzione del telespettatore più distratto mentre si accinge a prepararsi la cioccolata calda in cucina.

C’è di tutto, in ogni trasmissione possiamo trovare un melting pot, un crogiuolo di situazioni anche al limite dell’assurdo, ma che partorite dalle geniali menti degli autori riescono a fare breccia nei cuori dei più teneroni che guardano estasiati a casa sul divano. Largo spazio e via libera ad ex carcerati, mamme abbandonate in cinta, mogli cornificate e maltrattate, cocainomani, drogati, alcolisti, stupratori, disgraziati, poveri, disoccupati, malati, disperati, pentiti, aguzzini, truffatori, pazzi, analfabeti, egocentrici esibizionisti, la lista potrebbe durare una giornata, eppure i disperati casi umani si moltiplicano in tivù come criceti nella gabbia. Anzi, i criceti proliferano molto meno.

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Trasformat, il quiz di Papi rievocherà i giochi del passato dimenticati?

Settimo appuntamento dell’anno con le riflessioni di Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, quest’anno apre la settimana televisiva di Cinetivu. Oggi Riccardo ci parla di quiz in vista dell’esordio di Trasformat di Enrico Papi.

La vita non è più tutta un quiz. In tivù non c’è più aria da telequiz. I più nostalgici potrebbero pensar male e invece sembra essere proprio così. Nei nostri palinsesti non si trovano più giochi televisivi capeggiati da veri concorrenti. Quelli di un tempo. Non intendo proprio cuffie, cabine e pulsantiere, magari anche vagamente anacronistiche, ma il vero divertimento scaturito da semplici domande e giochi enigmistici non si trovano proprio più. Televisione Italiana che ormai preferisce un determinato mondo di format ben catalogati, largo spazio ai reality show, all’intrattenimento, alle interviste, allo sport, ma non c’è proprio traccia di giochi a premi.

Tutto questo fa pensare un po’ all’indietro, chi ha vissuto tra gli anni settanta ed ottanta probabilmente riesce a ricordare cosa intendo. Negli ultimi anni siamo stati annegati in quesiti con riposte a scelta multipla, programmi come il Milionario e simili, prevedono una risposta giusta tra le quattro domande proposte. Non esistono più game show, dove il protagonista della puntata lotta e riesce ad accaparrarsi a fatica un montepremi con il passare dei giorni della settimana. Tutto viene esaurito in poche puntate, non c’è più la fidelizzazione con il concorrente, cavallo di battaglia degli ultimi trent’anni e anche più. Si cerca di velocizzare e di non far stancare il telespettatore cambiando stile e accelerando i processi di un programma. Sta diventando tutto troppo asettico, distaccato, freddo, metallico. Quasi, quasi anche al supermercato siamo chiamati ad eliminare quattro prodotti per salvarne uno. Il mio non vuol essere un grido di allarme per saltare indietro nel tempo, quello che è stato non si potrà mai più ripetere, perché il tempo trascorre e non prevede un salto di un gambero, ma piuttosto il volo di una cavalletta stizzita. Negli ultimi tempi abbiamo vissuto il restyling di qualche trasmissione del passato, qualcuna ha avuto successo, altre un po’ meno, il vestitino nuovo su una pelle non più fresca, non sempre è sinonimo di perfezione assicurata. ‘La ruota della fortuna’ condotta da Enrico Papi è stato un esempio di rispolvero per un format un po’ arrugginito, dalla soffitta è stato ripulito e infiocchettato, sverniciato della sua pura essenza per essere più al passo con tempi più distaccati e scostanti. Non ci sono più colori, via la magia, a casa le sigle, i balletti, il curiosare nella vita dei concorrenti, tutto ormai ruota intorno a freddi colori, acciaio, ghiaccio contornato da tempi ansiogeni.

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