Recensione: 10 cose di noi

Un attore (Morgan Freeman), che per paura di possibili flop nella sua carriera non recita da quattro anni e che per questo è finito in declino, per trovare lavoro, è costretto a visionare possibili parti in film indipendenti low cost. Una di queste è il ruolo di direttore di un supermarket.
Prima di firmare, però, si fa accompagnare a Carson (Los Angeles) per fare un sopralluogo ad un supermercato di periferia ed entrare meglio nella parte. Qui, abbandonato dal suo accompagnatore, senza soldi e cellulare, decide di farsi dare un passaggio dalla cassiera della cassa “massimo 10 pezzi” (questo il senso originale del titolo 10 Items or less) Scarlet (Paz Vega), una venticinquenne ispanica, che non sopporta più il suo lavoro e vorrebbe cambiarlo per un più piacevole ruolo di segretaria, ma non trova il coraggio per farlo.
Tra i due protagonisti nasce una vera amicizia (anche perché entrambi sposati), che porta, Scarlett ad andare al colloquio di lavoro, addestrata alla perfezione dall’attore e lui a decidere di rimettersi in gioco, accettando la parte del direttore di supermarket.

L’inchiesta: c’è cultura in televisione? – Seconda parte

Continuiamo il nostro viaggio, iniziato settimana scorsa, fra i programmi culturali che trasmettono le televisioni in chiaro, dando uno sguardo alle rubriche di cultura inserite nei palinsesti di questa settimana.

Vi dò qualche annotazione sulla lista di programmi (compreso di canale di trasmissione, durata e orario di programmazione): nell’elenco non fanno parte i programmi di attualità (di cui avremo modo di paralre nelle prossime settimane), la Santa Messa, i programmi di musica e cinema e quelli di ecologia e scienza (di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata).

I risultati di questa settimana dicono che: Rai2 è il canale in chiaro, che propone più minuti e più trasmissioni di cultura; eccezion fatta per la rubrica di religione domenicale; Canale5 non ha appuntamenti culturali, così come Italia1 e Rete4; anche La7 non dà molta importanza alle rubriche di cultura; gli spazi per questo genere di televisione sono ritagliati tra la tarda notte e il primo mattino, escludendo le rubriche religiose; Net.t.un.o e percezione i programmi dal maggior minutaggio, durano 45 minuti; le testate giornalistiche gesticono buona parte degli spazi culturali.

Festival di Cannes 2008: tutti i film e non solo

Ci siamo: a meno di tre settimane dall’inizio, sono stati resi noti i film che concorreranno alla vittoria della Palma d’oro, nella sessantunesima edizione del Festival di Cannes.

In quella che si potrebbe definire come una delle edizioni più multiculturali del festival, con solo due film americani in concorso, è andata bene all’Italia che avrà due film in competizione: il film di Matteo Garrone tratto dall’omonimo romanzo di Saviano, Gomorra, e quello su Giulio Andreotti, diretto da Paolo Sorrentino, Il divo. Fuori concorso, inserito nella sezione Seance speciale il film, di Marco Tullio Giordana, Sangue Pazzo. Fuori concorso anche l’attesissimo ritorno di Harrison Ford, in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, il film di Sex in the city e quello di Woody Allen, Vicky Cristina Barcelona. All’appello manca ancora un film francese. Da sottolineare il film thriller di Clint Eastwood con Angelina Jolie e quello su Che Guevara di Soderbergh con Benicio Del Toro.

La giuria, presediuta da Sean Penn, avrà tra i giurati il nostro Sergio Castellitto e ancora, Alfonso Cuaron, Alexandra Maria Lara, Natalie Portman, Rachid Bouchareb e Apichatpong Weerasethakul. Altri 2 nomi verranno dati più avanti.

Vediamo insieme i film in gara nelle due categorie principali, La selezione ufficiale e Un certain regard

Ascolti Tv: Martedì 22 Aprile – Vince Ho sposato uno sbirro su… Disastro Canale5

Anche oggi, vi racconteremo la televisione in numeri, attraverso i dati sugli ascolti ricavati dai comunicati stampa ufficiali Rai e Mediaset, dati che possono aiutarci a capire il gusto del pubblico (anche se ho i miei dubbi) e a valutare l’evoluzione dei palinsesti televisivi.

Vi voglio ricordare che la percentuale è riferita alla quota di mercato (share) riferita al target commerciale 15-64 anni, mentre il numero di spettatori è il numero riferito all’intera totalità dei telespettatori.

Ieri vince giornata e serata Ho sposato uno sbirro su Rai1, sia per lo share, con il secondo episodio (27,54%), che per il pubblico (7 milioni 192 mila telespettatori) nel primo. Battuta quindi Striscia la notizia (7 milioni 182 mila telespettatori, 30,80% di share) e la prima serata di Canale5, che proponeva la prima parte di Romanzo Criminale e viene vista da minimo 2 milioni e mezzo di spettatori in meno. Ottimo Ballarò su Rai3, che insidia Canale5, bene Buona la prima e Mai dire Martedì, così così X Factor che non raggiunge il 10% di share. Non pervenuto Rete4.

Per una Notte d’Amore: la vendetta del Finale Fantasma

Dite la verità, e gettate la maschera , o voi segreti amanti delle fiction italiane. Perchè la mancata percezione delle scene finali di Per una Notte d’Amore vi ha colto in fallo tutti, e quando dico tutti, intendo dire tutti. Me compreso, anche se io il finale l’ho visto, bello chiaro, su Rai1.

Ma sono rimasto sinceramente colpito dall’esplosione di umana e sincera solidarietà, tanto da correre in soccorso delle anime che come querule foglie galleggiano nel mare d’ansia dell’inconsapevolezza.

Senza ombra di dubbio Per una Notte d’Amore finisce, e chiunque di voi avrebbe potuto scommetterci l’anima. Una consistente parte di cotali scommettitori avrebbe potuto scommettere a questo punto il corpo sull’entità stessa del finale, sulla sorte dei piatti protagonisti della fiction.

Il Bivio-cosa sarebbe successo se: storie di vita vissuta su Italia 1

Enrico Ruggeri, torna con una nuova edizione de Il Bivio- cosa sarebbe successo se, puntando decisamente al cuore, toccandone le corde più profonde. Da giovedì scorso alle 23.45 su Italia 1, i telespettatori possono assistere a una trasmissione, che dopo il successo delle precedenti due edizioni, non smette di destare scalpore. Ancora storie di vita, sono otto quelle che compongono la nuova serie, ancora porte che si chiudono per poi riaprirsi su un destino almeno in apparenza migliore.

Un inizio col botto per il programma, che nella prima puntata è stato seguito da 1 milione 400 mila telespettatori, con uno share del 18,72 %, risultando il più seguito della seconda serata. Numeri che parlano chiaro, a testimonianza del grande impatto emotivo che ha avuto sul pubblico la storia raccontata in studio da Catena e Maria, madre e figlia, costrette dalla necessità a battere il marciapiede per pochi euro.

Di fronte ad un impettito Enrico Ruggeri che non sembra mai a disagio nell’insolito, ma ormai neanche tanto, ruolo di presentatore, le due donne raccontano i loro drammatici trascorsi, cadenzati dagli interventi di amici e conoscenti. La tensione sale, le lacrime scorrono a fiumi su quei visi segnati da una vita avara di soddisfazioni, l’effetto riscontro sul pubblico è assicurato. Il ritmo è incalzante, l’orario notturno non consente distrazioni e come se non bastasse, la trasmissione si concede alla polemica del giornalista Roberto Poletti che non manca di stigmatizzare l’atteggiamento di chi offre favori a sfondo sessuale per meri scopi arrivisti, esaltando la dignità delle protagoniste in studio.

Recorder – 17 – Super Vicky

Alla fine degli anni ottanta, una bambina speciale aveva rapito, con ben 96 puntate all’attivo divise in quattro serie, il cuore dei piccoli telespettatori di mezzo mondo. La bambina aveva abilità speciali, come la superforza, la supervelocità, una capacità fuori dal normale di apprendimento, ma, ben più strano, una presa della corrente sotto il braccio, un pannello di controllo sulla schiena e la capacità di cuocere con le proprie mani i pasti: oggi Recorder vi accompagna con la memoria a riscoprire Super Vicky.

La serie prodotta dalla MPC, in collaborazione con la 20th Century Fox, è passata alla storia per essere stata considerata una delle più brutte mai create, ma col passare degli anni si sta rivalutando, grazie alla sua capacità di precorrere i tempi e al fascino che ancora oggi è capace di trasmettere nei più piccoli.

Ted Lawson (Dick Christie) è un ingegnere ingenuotto della United Romotronics, sposato con l’insegnante delle elementari Joan (Merla Pennigton) ed è padre di un bambino paffutello di nome Jamie (Jerry Supiran). Quando la coppia decide di regalare al proprio figlio una sorellina, la scelta ricade sulla finta adozione del robot con le fattezze di una bambina, Vicky (Tiffany Brissette), progettato da Ted.

Recensione: Il matrimonio è un affare di famiglia

Jean (Brenda Blethyn) è una cuoca, che come secondo lavoro si esibisce nei locali di serie B di Sidney come cabarettista, la principale attività che aveva prima di trasferirsi in Australia con John (Frankie J. Holden), un cantante country da una hit in tutta la vita, che le regala due bambini.
Al rimpianto di una carriera buttata alle ortiche per un uomo, poi diventato agente di sicurezza di un supermercato, si unisce la paura che i figli, Tim (traslocatore timidissimo interpretato da Khan Chittenden) e Mark (disabile dal cuore d’oro interpretato da Richard Wilson) cresciuti e desiderosi di libertà ed emancipazione, possano abbandonarla, lasciandola invecchiare da sola.
La paura di Jean diventa terribile realtà quando Tim si innamora di Jill (Emma Booth), una bella ragazza a cui ha eseguito un trasloco. Va in scena il più classico dei conflitti: da un lato l’apprensione e la possessività della madre, che non vuole staccarsi dal suo bambino, dall’altra l’amore della ragazza, che prova a prendersi l’uomo della sua vita.

Ascolti Tv: Lunerdì 21 Aprile – Per una notte d’amore e il GF si dividono la posta. Fifty-fifty batte Alta tensione

Anche oggi, vi racconteremo la televisione in numeri, attraverso i dati sugli ascolti ricavati dai comunicati stampa ufficiali Rai e Mediaset, dati che possono aiutarci a capire il gusto del pubblico (anche se ho i miei dubbi) e a valutare l’evoluzione dei palinsesti televisivi.

Vi voglio ricordare che la percentuale è riferita alla quota di mercato (share) riferita al target commerciale 15-64 anni, mentre il numero di spettatori è il numero riferito all’intera totalità dei telespettatori.

Ieri la giornata viene vinta da Per una notte d’amore con oltre 8 milioni di spettatori, che batte sia Striscia la notizia (7 milioni 614 mila telespettatori e il 31.44% di share), che la finale del Grande Fratello 8 di oltre 2 milioni di spettatori. Di contro lo share più alto della prima serata è del GF, che vista la durata supera di un punto e mezzo percentuale la fiction di Rai1. Il film di Italia1, The Transporter si classifica terzo, superando il 13% di share e i tre milioni di spettatori. Sotto i tre milioni e quindi non del tutto soddisfacenti, Voyager su Rai2, Chi l’ha visto su Rai3 e il film Nati con la camicia su Rete4.

Grande Fratello: Mario Ferretti vince l’ottava edizione

Guardate bene questa foto, perché è quella del vincitore dell’ottava edizione del Grande Fratello, l’umbro Mario Ferretti.

L’edizione più anonima del GF si è conclusa ieri sera con la vittoria dell’ultimo vero personaggio rimasto nella casa (l’altro, Roberto, è uscito già da qualche settimana), che ha sbaragliato la concorrenza della bionda Christine, del gentiluomo Gianfilippo e della normalissima Teresa.

Andiamo con ordine, tralasciando di raccontare le molteplici interruzioni pubblicitarie, i continui video amarcord sui giorni di reclusione trascorsi dagli inquilini della casa di Cinecittà e quelli dei parenti e degli amici che riempiono di elogi i ragazzi: la serata si apre con Alessia Marcuzzi, in abito bianco, protagonista di due siparietti, uno con Marco Liorni (la vera nota lieta della serata), che torna ad aprire la porta agli eliminati (e al vincitore del GF) con tanto di pubblico festoso e bagnato, l’altro, patetico, con i Cesaroni, che imperversano per più di trenta minuti in studio e tra i finalisti, con la scusa di aver trovato un annuncio di una casa in affitto, ma con la reale motivazione di tenere alto gli ascolti di una edizione mai troppo fortunata in termine di audience.

Alta Tensione

Alta Tensione è il titolo di uno dei miei film dell’orrore preferiti, che ha poco a che vedere con quiz e alti voltaggi. In questo caso devo tuttavia fare riferimento al programma condotto da Carlo Conti in fascia preserale su Rai1.

Si tratta del seguito di un esperimento che ha avuto buon esito nel 2006, di una formula collaudata alla cui guida vediamo uno dei presentatori più appassionati e affermati della televisione.

Lo stesso Conti descrive questo Alta Tensione come una sfida, un esperimento, un quiz “puro”, forse un azzardo sperimentale laddove l’Eredià rappresenta la sicurezza.

Gerry Scotti e il suo 50-50 su Canale 5

Nella lunga carriera all’ombra del Biscione, Gerry Scotti è riuscito a costruirsi una fama sempre più consolidata di presentatore- intrattenitore, colui che si cala nel difficile ruolo di figura chiave di un programma, capace di veicolarne le sorti con un carisma non indifferente unito ad una affabilità e simpatia, tipica dei grandi “condottieri” della tv che fu. Non è un caso che abbia ricevuto qualche anno fa la difficile eredità di Corrado, traghettando La Corrida nel 21mo secolo con un successo degno dei tempi migliori.

Forte di una tradizione che lo vede nascere come conduttore radiofonico, una palestra insostituibile per molti presentatori televisivi, Scotti ha saputo rivalersi anche nel ruolo di attore con divertenti sitcom come Io e la mamma, con Delia Scala e Finalmente soli assieme Maria Amelia Monti e le recenti fiction televisive: Il mio amico Babbo Natale e Il mio amico Babbo Natale 2, in coppia con Lino Banfi a dimostrazione del suo estro a tutto tondo che lo rende simpatico a grandi e piccini.

Proprio per il suo ruolo all’interno della struttura Mediaset, Scotti aveva manifestato tempo fa il disagio di chi non si sente valorizzato a sufficienza rispetto a transfughi di altre Aziende (leggi Bonolis), paventando la possibilità di un probabile quanto clamoroso “salto del fosso”. Il recente accordo quinquennale sottoscritto con la propria casa madre, ha fugato ogni dubbio sulle reali intenzioni del presentatore, che proprio grazie al suddetto accordo, ha potuto dar vita al progetto “factory”, una struttura composta da autori e colleghi, insieme ai quali è al lavoro per trovare nuovi format per la tv da cui nasce il nuovo quiz del prime time Mediaset, Fifty-fifty.

Recensione: 21

Ben Campbell (Jim Sturgess)è uno studente del Mit di Los Angeles, che per entrare ad Harvard, deve trovare o trecentomila dollari per pagarsi la retta o una storia convincente da raccontare al selezionatore dell’università, per ottenere la borsa di studio.
Ben, bravissimo con i numeri, viene notato da un eccentrico professore di matematica, Micky Rosa (Kevin Spacey), che è a capo di un gruppo di giocatori di Blackjack, Jill (Kate Bosworth), Choi (Aaron Yoo), Kianna (Liza Lapira), Jimmi (Jacob Pits), che ogni fine settimana va a Las Vegas a sbancare i tavoli dei casinò più importanti, attraverso un metodo fatto di calcolo delle probabilità, segnali in codice (toccarsi i capelli, mettere le mani dietro la schiena) e la poco raccomandabile conta delle carte (legale, ma se scoperta, valido motivo per essere buttati fuori in malo modo dal casinò).
Ben, inizialmente riluttante all’idea di prendere parte alle spedizioni, affascinato dalla sua compagna di gioco, Jill e dall’idea di poter guadagnare in poco tempo quello che avrebbe ottenuto in anni e anni di lavoro come commesso di un negozio di abbigliamento, decide di accettare. Quella che in principio sembra essere una vacanza, fatta di facili guadagni, bella vita e tutti i confort sempre sognati, si trasformerà in un confronto con Cole Williams (Laurence Fishburne), manager di un casinò, in grado di riconoscere chi conta le carte.

Il blob dei blog – Che bel sabato sera!

Senza treni dei desideri, posta scomoda e parenti che arrivano dall’Argentina, la televisione poteva rischiare di perdere il suo fascino nella serata più importante della settimana, quella del sabato.

Invece, anche se non saranno le trasmissioni più importanti dell’anno, La Corrida e Ti lascio una canzone, stanno regalando, settimana dopo settimana, divertimento e buona musica, soprattutto niente lacrime, ma solo sorrisi e ammirazione.

Del caso Ti lascio una canzone, ne abbiamo parlato fin troppo sul nostro blog, ma l’affetto dei nostri lettori nei confronti dei loro giovani beniamini, ci fa capire che la trasmissione ha colto nel segno, battendo qualsiasi dato auditel, a cui i nostri lettori non sono assolutamente interessati, restituendo allo spettacolo e alla musica il valore primario, che gli compete.