
Si sente odore di fiction ultimamente. Dopo Rebecca – La prima moglie , forte del nome di Alfred Hitchcock e di una buona dose di ottime qualità, tra intenzioni e buoni attori, siamo giunti a questa favola romantica, Per una notte d’amore.
Stiamo parlando niente meno che di un film in due puntate, proiettato sugli schermi di Rai1 in prima serata, per due sere consecutive. Una storia d’amore iniettata di tutte le complessità del caso, una serie drammatica tutta italiana alla ricerca di un racconto intenso.
Il film è di Vittorio Sindoni, e nel cast troviamo Vanessa Hessler, Roberto Farnesi, Isa Barzizza, Peppino Mazzotta, Paolo Lombardi, Mirko Batoni, Sergio Forconi, Rosanna Susini, Isabella Briganti e Roberto Accorsero.
Il dramma inizia con la bellissima e infelice Georgia (Vanessa Hessler), impiegata come cubista in un locale, che viene “raccolta” dal giovane e ingenuo Niccolò, co-proprietario dell’ “ancora non” piastrellificio Antiche Ceramiche Natali. Niccolò se ne innamora in modo sincero e ingenuo, quasi infantile, e fa progetti sul loro futuro insieme.
Il primo passo considte in un necessario cambiamento di professione di Georgia, perfettamente inseribile come disegnatrice nell’azienda. Un agghiacciante contrattempo rovina tutti i programmi. Il povero Niccolò decede in un rovinoso incidente, e tutto va all’aria.
Una situazione insopportabile, quindi. Niccolò scompare, la povera Georgia, in preda al senso di abbandono e di solitudine, nella totale inconsapevolezza della grama sorte toccata all’ormai ex potenziale consorte, scopre pure di essere incinta.
Ma non si da per vinta, e parte con tutti i mezzi alla ricerca di Niccolò, fissando la sua meta, forse per cercare, guardando lontano, di non vedere la difficile situazione che c’è intorno, nel presente immediato. A questo punto iniziano i veri drammi.
Non parlerò oltre della trama, quello che posso fare è manifestare le impressioni che ho avuto su questa fiction.
Premetto che non sono un grande amante dei film in x puntate, con x minore o uguale a cinque. Un’idiosincrasia, niente di razionalmente motivato. Cercando di allontanare questi preconcetti, mi rendo conto di trovarmi di fronte a una storia drammatica non particolamente originale, non particolarmente curata.
I personaggi sono in parte realistici nella loro italianità, in parte un pò fuori dalla realtà per la fugacità dell’immagine che riescono a dare di loro stessi. La storia è abbastanza tragica, dall’inizio alla fine, e ci sono due o tre momenti abbastanza spassosi, tipo quando la bella Georgia riesce a trovare l’azienda di Niccolò, e il cinicissimo fratello lì per lì gli offre, in memoria del fratello, una bella mazzetta da cinquemila euro. Da quanto tempo le teneva pronte lì nel cassetto?
A Georgia del resto ci si affeziona, dato che è una vera e propria catalizzatrice di tragedie, se ne scoprono infatti altre durante lo svolgersi della trama. Gli attori svolgono il loro compito e la storia scorre piuttosto lineare, senza enormi rallentamenti, intorno al dramma del rischio di trasformazione dell’azienda in un piastrellificio.
Una nota simpatica: ci sono un sacco di toscani che recitano in toscano, e a me personalmente non può fare che piacere.
Diciamo che se vedete la prima puntata, non c’è motivo per non vedere la seconda.