La finale del Grande Fratello 11, la fine de La Corrida: programmi diversi, successo simile

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Quindicesimo appuntamento del 2011 con Riccardo Cresci: il giornalista, volto giovane noto al pubblico di Sky Tg 24, oggi ci parla de La Corrida e del Grande Fratello, due programmi che per quest’anno sono giunti al capolinea.

Momento di bilanci, la primavera è arrivata e così pian piano tutte le produzioni invernali stanno per spegnersi. I riflettori sono tutti accessi sul palinsesto estivo, ma soprattutto sulle grandi novità per il 2012.
Un’annata felice per tante trasmissioni è stata questa, in prima posizione gongola sicuramente Milly Carlucci, ne abbiamo parlato più volte, ma la bionda conduttrice, mamma d’Italia, ha vinto tutti i suoi sabato sera contro La Corrida. La Corrida di Flavio Insinna, la gara dei dilettanti allo sbaraglio si è conclusa sabato scorso, in molti, hanno sostenuto con un velo di tristezza ed amarezza per non aver annientato la propria dirimpettaia Milly alle prese con i suoi ballerini, ma io, non sono d’accordo, affatto.

Flavio Insinna ha saputo trasformare un vero momento di goliardia in spettacolo, portando la sua esperienza teatrale con citazioni e divertenti gag, insieme ad una sempre giovine Antonella Elia, una coppia artistica ormai, un duo che non dimenticheremo facilmente. Sostenere che La Corrida sia stato un programma non vincente è da gran bugiardi, è durato per molte settimane, ma è stato ricco di allegria e non è mai mancato di entusiasmo. Con l’inizio della gara di “Ballando” ha sofferto una concorrenza facile da prevedere, i gusti del pubblico si sono divisi, a qualche milione forse è piaciuto di più veder ballare Christian Panucci e company, rispetto qualche dilettante allo sbaraglio. Da qui a sostenere che sia stato un buco nell’acqua o iniziare a parlare di format vecchi e riproposti che hanno stancato il pubblico a casa, ce ne vuole. Non credo affatto che un format possa invecchiarsi, forse può stancare, ma la formula vincente de La Corrida è sempre stata la semplicità e il divertimento, proprio come amava ricordare Corrado. Vedere affiancati alcuni super ospiti accanto a semplici concorrenti non mi è tanto piaciuto, è sembrato quasi un voler rubare la scena ai vicini di casa della Rai, a colpi di ascolti scippati, il bello de La Corrida è sempre stato quello di essere come a casa propria e di potersi esibire su un palco familiare, dare ascolto a tutti e regalare un momento da star a chi lavora tutta una settimana. Non bisognava snaturarla per forza. Un sabato diviso così per due categorie di pubblico differenti o forse uguali, ma si sa, il ballo piace a tanti e vedere volteggiare Bruno Cabrerizo o Vittoria Belvedere ha incuriosito sicuramente di più, ma Ballando di Ballandi, è stato sempre un format molto forte e vincente, era facilmente prevedibile uno scontro quasi impari.

E’ stato bello però vedere alcuni momenti Amarcord, Raffaella Carrà, la più bionda della tivù, fa sempre il suo effetto. La sua carica eccezionale, la sua verve, le sue risate, non stancano mai. Ha accompagnato intere generazioni con la sua allegria e vederla ricordare Corrado su un palco come quello de La Corrida è stato un momento di televisione che fa bene al cuore, almeno di chi ha vissuto quegli anni televisivi. C’era l’amica vera di Corrado a ricordare il suo amico, c’era un pezzo di storia della tv accanto a Flavio Insinna ed Antonella Elia. Un trio inedito, ma veder scorrere momenti passati della nostra televisione, forse ha fatto salire un certo magone, una specie di nostalgia, ma ci fa anche capire che i tempi sono tanto cambiati. Sì, tempi diversi, distanti dagli anni 60, 70 80 o 90. L’aria che si respirava qualche anno fa era più garbata ed elegante, sobria e vincente. Altri stili, per altri tipi di telespettatori, ma non voglio ricadere nel baratro della banalità. Penso solo che l’accoppiata Carrà – Bob Sinclair a ritmo tutto disco a me non piace, preferisco la tradizione e la classicità. Queste nuove collaborazioni, create solo per vedersi pagare qualche diritto d’autore in più a me fanno storcere il naso, Raffaella doveva essere intoccabile a questo tipo di canzonette commerciali, ma sono solo miei pareri e ognuno ascolta ciò che vuole.

Per una rispolverata di un sabato sera d’annata dal sapore di tanti ricordi passiamo ad un lunedì che vedrà la fine dell’ undicesima edizione del Grande Bordello. Un vero bordello quello di quest’anno al Grande Fratello, valanghe di concorrenti, decine e decine di eliminazioni, sacchi pieni di bestemmie, alberi intrecciati come corna sulla testa di diversi partecipanti. Un’edizione ricca e lunga, da record, sei mesi all’interno di una casa, mezzo anno rinchiusi nella gabbia dorata di Canale 5. I polli hanno covato tante uova d’oro e questa sera finalmente, si saprà l’esito finale. Chissà chi vincerà. Certo è che i numeri dei telespettatori di Grande Fratello non possono cadere inosservati, fa riflettere il continuo successo di questa trasmissione pluridecennale. Certo, paragonare i vecchi sabato sera di prima serata e il prime time del lunedì dei fratelli di Canale 5 fa un po’ sorridere, però sarebbe tanto interessante poter vedere Grande Fratello condotto da una Raffaella Carrà, una vera e propria rivoluzione mediatica diventerebbe, chissà forse un’utopia, ma magari si riuscirebbe a portare un po’ di stile e raffinatezza anche in un qualsiasi reality show. Questa continuerà ad essere la strada futura, arrendiamoci, i reality di certo non finiscono qui…

Cresci con Riccardo continua …

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