
Il garante per le comunicazioni ha annunciato i nuovi criteri per la vigilanza sul rispetto del pluralismo politico e istituzionale nei telegiornali diffusi dalle reti televisive nazionali.
L’Agcom, che vuole assicurare la massima conoscenza e trasparenza delle valutazioni dell’autorità, traccia le linee guida sia per i periodi non elettorali o referendari, sia per quelli di campagna elettorale. Si legge nella nota:
Nei periodi non elettorali o referendari i dati sono pubblicati sul sito web dell’Agcom con cadenza mensile. Le valutazioni sul rispetto del pluralismo si basano sui dati riferiti a ciascun trimestre e sui parametri costituiti dal tempo di notizia (spazio dato ad un argomento in relazione a un soggetto politico o istituzionale), parola (spazio dato alle dichiarazioni del soggetto politico o istituzionale) e antenna (somma di antenna e parola). Nelle valutazioni l’Autorità si ispira al principio della parità di trattamento, attribuendo peso prevalente al tempo di parola di ciascun soggetto politico o istituzionale, che rappresenta l’indicatore quantitativo più valido per verificare il grado di pluralismo. Fino adesso, nei periodi non elettorali, si faceva invece prevalentemente riferimento al tempo di antenna.

Secondo il vocabolario della lingua italiana il termine “squilibrato”, sta per “sbilanciato, sproporzionato che manca di proporzione, che non è bilanciato, pazzo, folle”: tutti significati che calzano a pennello alla peculiare condizione in cui riversa l’Italia del 21mo secolo, dove si preferisce nascondere le realtà scomode a tutto vantaggio della dissimulazione di intenti, delle ammissioni a metà, delle verità rivedute e corrette, espedienti tipici di diversi ambiti tra cui quello politico da cui il mezzo televisivo non può essere certo immune. Ecco quindi la tv e in particolare i telegiornali ridotti a miseri mezzi di propaganda allinearsi alla linea disposta dai governanti, attraverso direttori compiacenti che proprio i suddetti hanno posto li a garanzia di un’informazione corrotta.


