Vai al contenuto

Magazine sul 2

Amo parlare con le persone andando a passeggio, magari per le strade di una città meravigliosa come Roma; quando guardando un posto rivediamo proiezioni di noi stessi, carichi di altri tipi di pensieri e di altri tipi di sorrisi, significa che iniziamo ad avere qualcosa da raccontare.

I ricordi della vita delle persone corrono attraversandosi a vicenda per le strade delle città del mondo. E’ lì che si devono andare a cercare, non è così difficile e misterioso. La difficoltà sta nel coglierli al volo, nel coglierne l’intensità “sgrossandoli” dalla fugacità con cui si presentano ai nostri animi.

Le telecamere di Antonello Aglioti, nel programma Magazine sul 2 di Daniele Renzoni, che incontriamo su Rai2 intorno alle 00:25, ci permettono di passeggiare con loro, e di ascoltare quello che gli ospiti hanno da dire, in questa trasmissione che cerca di entrare nella storia dei personaggi che ospita attraverso interviste “peripatetiche”.


I servizi ci danno un’immagine estremamente personale degli intervistati, mentre l’intervistatore colloquia con loro in modo familiare, stimolando la rievocazione di ricordi a volte remoti.

E il racconto di chi in prima persona ha vissuto gli eventi ci proietta di fronte ai fatti, talvolta rappresentati da immagini sbiadite dal passare degli anni. La vita dei protagonisti viene dipinta in modo impressionistico, cercando di cogliere le tutte le sfaccettature.

La cosa che mi ha colpito immediatamente è stato il modo sia fisico sia narrativo di inquadrare le persone. Mentre passeggiano, mentre mostrano qualcosa nell’intimità della loro casa, mentre consumano un pasto con normalità. Credo che questo abbia l’effetto di renderceli più avvicinabili, di mostrarceli come più “comuni”.

Mangiare insieme a Gianna Nannini diminuirebbe sicuramente la soggezione che proviamo verso di lei, e sono convinto che dopo qualche minuto riusciremmo ad ascoltare in modo rilassato quello che ha da raccontare, senza lo stress del divario che ci separa.

Oppure incontriamo niente meno che la grande scrittrice Dacia Maraini , femminista attivista negli anni di piombo, che si racconta con dovizia di particolari. E’ veramente notevole scoprire la quantità di dettagli che arricchiscono le narrazioni di chi viene adeguatamente messo a proprio agio.

Incontriamo Marco Bellocchio, il regista piacentino che ripercorre le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera, fuse e consacrate al cinema, mostrando nel corso dell’intevista i luoghi a lui stesso più cari, ai quali sono legati ricordi che hanno segnato la sua intera esistenza .

L’impressione che si ha è che a parlare siano persone che hanno superato i “preliminari conversazionali”, per passare direttamente al fulcro della questione. E poi c’ quel pizzico di reality che al giorno d’oggi fa solo bene alle trasmissioni, e ne adegua i toni alla richiesta del pubblico.

La regia di Antonello Aglioti è magistrale e presenta un attenzione fuori norma al dettaglio, alcune inquadrature sembrano quadri, alla ricerca famelica della luce, singolare e unica, che brilla negli occhi degli ospiti al momento del ricordo.

Un altro fatto che mi ha stupito è il pattern di connettività che contraddisitngue la rete delle relazioni tra “vip”: sentiamo infatti, attraverso le parole delle persone intervistate, citazioni di episodi in cui sono citati molti personaggi e di conseguenza molti aneddoti relativi a questi ultimi. Per non stupirmi, forse, dovrei leggere più giornali scandalistici.

Sapersi raccontare, mi rendo conto, è veramente un’arte, e non c’è scuola che può insegnarlo. Magazine sul 2 ci dà un aiuto consistente.