Ascolti tv, classifica lunedì 25 Luglio 2016

E’ ancora il Coca Cola Summer Festival, in onda su Canale 5 con l’ultima puntata, a vincere la classifica degli ascolti tv dedicata ai programmi più visti. La kermesse musicale condotto da Alessia Marcuzzi, con Rudy Zerbi e Angelo Baiguini, incolla al piccolo schermo 2.478.000 (ascolti più bassi della media) facendo registrare uno share di qualcosa superiore al 14%. Benissimo su Rai 1 Braccialetti Rossi 2 che, in replica, registra 1.828.000 telespettatori con share del 9,48%. Dopo il salto ecco la classifica dei cinque programmi più seguiti della serata con numero spettatori e share raggiunto.

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Twitter, in futuro al posto dell’Auditel?

Twitter e Tv, due mezzi di comunicazione sempre più vicini. Il noto social network ha infatti acquistato Bluefin Labs, società specializzata nell’analisi dei commenti social sui vari prodotti televisivi o commerciali. Si tratta di un massiccio investimento per l’aggregatore sociale: fonti non ufficiali parlano di 100 milioni. Ali Rowghani, direttore esecutivo di Twitter, nel suo blog, ha parlato di grande interazione tra gli utenti e la televisione:

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Tv: addio al telecomando

Niente più “dove ca**o è il telecomando?” e basta con “amore, ricordati di comprare le batterie per il telecomando”, il futuro dello zapping sta tutto nella voce. Al Samsung Forum di Montecarlo sono stati presentati i primi televisori in gradi di rispondere ai comandi vocali del telespettatore.

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Tv, il 58% la preferisce ai social network

I vari social network, Facebook, Twitter, Youtube, tanto per citare i più frequentati, hanno conquistato e stanno conquistando un posto sempre più predominante nella nostra vita. Un sondaggio, però, realizzato dalla Ipsos Reid ha constatato che il caro vecchio televisore non perde colpi tra le preferenze della gente: il 58% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di preferire la tv ai vari social network.

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Nasce l’osservatorio a difesa della pudicizia tv, servirà a qualcosa?

La tv cerca di porre un argine alla tracimazione di corpi femminili ammiccanti e formosi, che accomuna la programmazione di tutte le emittenti del nostro Paese. Dopo lo stop alle scollature più a parole che nei fatti, dettato tempo addietro dal Consiglio di Amministrazione Rai, in questi giorni la deputata del Pd Giovanna Melandri in commissione di Vigilanza sempre della Rai, ha ottenuto l’istituzione di un osservatorio sulla rappresentazione femminile nel servizio pubblico radiotelevisivo. L’emendamento approvato dal Parlamento si propone di “superare stucchevoli stereotipi che ormai ingolfano i media italiani”.

Guardare ma non toccare, si potrebbe dire, trattenendo l’impeto tipicamente maschile, quando in tv si nota la qualsivoglia subrettina, proporre le proprie grazie con l’intento di far colpo sul funzionario di turno. Di esempi simili a questo ne potremmo fare a bizzeffe, dall’ex di Uomini e Donne ospite di una trasmissione sportiva, dotata di forme extralarge, avvolte a malapena in abiti striminziti, alle più seriose, all’apparenza, giornaliste che non avrebbero nessun motivo, per il ruolo a cui sono assurte, di mostrare simile mercanzia, e non ci venissero a dire che lo fanno perché non hanno modo di dissimulare tutto il ben di Dio di cui la natura le ha dotate! Il proposito di tale osservatorio sarebbe quello di porre un freno alla mercificazione del corpo femminile ormai dilagante, ma sarà davvero cosi?

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La Tv rende insensibili?

Annichiliti, insensibili, refrattari a qualsiasi tipo di emozione forte: è possibile che anni e anni d’esposizione all’influsso catodico, ci abbia privato dei sentimenti? Negli anni ’50 il filosofo tedesco Gunther Anders scriveva che la televisione ha la capacità di defraudarci dell’esperienza e della capacità di prendere posizione. Anders affermava che chi consuma nella propria stanza l’immagine di un’esplosione nucleare fornita a domicilio è defraudato della capacità di concepire la cosa stessa, le sue conseguenze concrete.

Leggevamo qualche giorno fa di un 70enne di Lecco che causa depressione si è lanciato dalla finestra del suo appartamento al terzo piano, il corpo, coperto da un lenzuolo bianco è rimasto per ore sull’asfalto tra gli sguardi indifferenti dei passanti, mentre altri hanno continuato a consumare ai tavolini di un bar, mentre c’è chi ha seguito i primi accertamenti della polizia scientifica sgranocchiando uno spuntino o addirittura scattando foto. Dieci anni di Csi ci portano a sorridere quando vediamo il dottor Albert Robbins anatomopatologo dissezionare cadaveri, ma quando è la realtà a portarci il conto sotto forma di immagini “concrete” siamo portati a reagire allo stesso modo?

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La tv fa bene o male ai bambini?

Considerato il florilegio di canali dedicati al pubblico junior esistenti e appena nati di cui vi abbiamo abbondantemente parlato nelle scorse settimane, viene da chiedersi se l’autentico bombardamento di immagini a cui vengono sottoposti ogni giorno i piccoli sia da considerare positivamente, insomma eterno dilemma delle “generazioni catodiche”: la televisione fa bene o male ai bambini? I dati che abbiamo raccolto sul web deporrebbero per la seconda soluzione.

Secondo il sito Amico Pediatra: “La presenza della televisione nella vita dei bambini è piuttosto invadente, non solo come quantità di ore al giorno, ma anche come frequenza di esposizione. La percentuale più elevata, 27% di bambini tra i 3 e i 10 anni, riguarda la visione televisiva in due momenti, presumibilmente dopo pranzo e prima di cena. Ma il secondo posto ex-aequo è assegnato alla visione in tre momenti e quattro e più momenti rispettivamente il 24,5 e il 24,3%“.

“Da numerose ricerche emerge che, in Italia, i bambini in età prescolare guardano la televisione in media due ore e mezza al giorno, con punte fino a cinque ore. Tale dato appare ancora più’ preoccupante sapendo che per la maggior parte del tempo i bambini guardano la televisione da soli e che il gioco e lo studio si vedono dedicato un tempo inferiore a quello passato davanti allo schermo. A questi dati già piuttosto allarmanti si devono aggiungere le ore che i bambini passano al computer o con i videogiochi “.

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Telecittà: la tv di casa vostra

Questa settimana parliamo di una delle più importanti emittenti televisive venete Telecittà di Padova, visibile in tutto il Veneto e parte del nordest, molto apprezzata per la forte presenza sul territorio sia per quanto riguarda l’informazione, che la messa in onda, spesso in diretta, di eventi che riguardano la realtà cittadina.

Telecittà nasce nel 1979 ad Abano Terme con il nome di TeleAbano Montegrotto, da un’idea dei fratelli Lacchina per poi passare sotto la gestione di Davide Pase e Andrea Vassallo, che spostano la sede a Padova e cambiano il nome in quello attuale. L’obiettivo che da sempre si pone l’emittente è quello d’essere fatta dal e per il pubblico, la forte connotazione popolare è la carta vincente che dagli anni ’90 l’ha resa così apprezzata grazie a programmi come Saluti e Baci condotto da Davide Pase, in onda alle 12 che ospita orchestre- spettacolo, personaggi famosi e telefonate in diretta, dove il ballo liscio la fa da padrone.

Nel 2001 Telecittà si trasferisce a Seraga di Vigonza, amministratrice della società editrice diventa Patrizia Vassallo che acquisisce le quote societarie del padre Andrea e ne prende il posto. Grande importanza viene data alle news locali con le quattro edizioni del tg condotto da Patrizia Vassallo e la collaborazione di Serenella Volpato, non mancano trasmissioni di approfondimento sulla realtà locale come Viaggio in Provincia condotta da Enrica Bortolato in onda due volte a settimana e quelle dove lo spettatore diviene protagonista: Voce alla Gente con Enzo Spatalino apre le linee al pubblico che può intervenire in diretta.

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Made in Italy.tv: la finestra sul progetto Italia

Alla scoperta dell’Italia: con il suo immenso patrimonio artistico e culturale, territorio connotato dall’enorme bagaglio di tradizioni folcloristiche e culinarie, dai panorami naturali che tutto il mondo ci invidia. Far conoscere il nostro paese all’estero ma ancor più a chi ci vive, è lo scopo di Made in Italy. tv, una web tv che basa la sua offerta on demand esclusivamente su video che riguardano lo Stivale, analizzando tutti gli aspetti con grande professionalità ed eleganza.

I video in alta qualità anche per gli utenti sprovvisti di connessione veloce, sono proposti anche in inglese trasformando l’intero progetto in una sorta di grande spot a favore del nostro paese. Made in Italy.tv è qualcosa di veramente utile per coloro che vogliono lanciarsi alla scoperta dei luoghi e tradizioni tipicamente italiane spesso e volentieri bistrattate a favore del prodotto estero considerato, non sempre a ragione, superiore. Per coloro che amano gli itinerari turistici, questa web tv può rivelarsi una guida preziosa oltre ad essere un utile strumento didattico.

Il progetto edito da Internet Television Group, azienda torinese che dal 2001 opera nell’ambito della comunicazione, comprende un elegante home page dove è possibile a colpi di clic addentrasi nelle diverse realtà regionali in maniera molto semplice ed intuitiva. Dopo aver cliccato sul nome di una regione l’utente può scegliere i video di presentazione, supportati da un interessante resoconto scritto, relativo alle caratteristiche di ciascuna città.

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GameTribes Tv: un mondo di videogiochi

Eccoci ancora una volta intenti ad esplorare il variegato mondo del web, la protagonista di questa settimana è una tv che propone i propri contenuti in streaming, assoluta numero uno nel campo dei giochi immersivi e dell’intrattenimento: GameTribes Tv.

Se siete amanti dei videogiochi probabilmente conoscete già il prodotto, qualora la risposta dovesse risultare negativa vi invitiamo ad accostarvi subito a una realtà che lascia senza fiato per l’alta qualità dei contenuti. L’obiettivo del canale web è trasmettere le stesse emozioni che si provano quando ci si proietta nell’universo parallelo dei giochi da console, un traguardo da conseguire attraverso veri e propri format realizzati dal team che gestisce il sito, operante a Torino, ideati insieme a publisher, distributori ma anche forniti dal vasto pubblico di appassionati.

Lo staff che gestisce il sito è in grado di lavorare anche per conto terzi coprendo eventi internazionali nel settore del gaming, realizzando tutte le fasi: dalla realizzazione video alla produzione e postproduzione, curando l’eventuale speakeraggio anche in lingua inglese. GameTribes Tv, è una vera e propria finestra sul mondo dei giochi dove viene lasciato ampio spazio agli spettatori attraverso la community e il blog , due canali fondamentali con cui attivare un processo di interscambio, finalizzato alla creatività a tutto campo.

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Report: torna il giornalismo d’inchiesta

Da questa sera su Raitre alle 21.30 torna Report, il programma di Milena Gabanelli, che ha fatto del giornalismo d’inchiesta il suo punto di forza. Dal 1994 quando ancora si chiamava “Professione Reporter” in onda su Raidue, la trasmissione ha realizzato centinaia di inchieste, affrontando i temi più caldi della società italiana e mostrandone le storture.

Quello investigativo è uno degli aspetti del giornalismo più affascinanti, ma anche più difficili: non si tratta di stare seduti alla scrivania, guardando le agenzie che scorrono sul terminale, qui l’impegno è sul campo e non solo, il giornalista rischia di persona perché ci mette la faccia.

Milena Gabanelli ha creduto profondamente in questo progetto e il suo operato come quello della redazione è stato premiato dagli ascolti, con una media di 3 milioni e mezzo di telespettatori a puntata e picchi anche di quattro milioni. La stessa conduttrice ha ricevuto di recente il premio “è giornalismo” giunto alla tredicesima edizione, fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e Giancarlo Aneri.

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Pubblicità – 8 – Lo strapotere di Mediaset

La pubblicità è l’anima del commercio, una massima che ha esercitato in questi ultimi anni la sua valenza, in particolare sul mercato radiotelevisivo privato, che fa dei ricavi derivanti dai pacchetti pubblicitari, comprensivi di spot televendite e affini, la propria principale fonte di sostentamento.

Niente di male quindi, nel cercare di regolamentare questo enorme bacino a disposizione delle aziende televisive in particolare, essendo il veicolo catodico il più affermato in assoluto, affinché ogni struttura se ne possa avvalere, godendone i benefici.

In Italia con l’avvento della legge Gasparri, dal nome dell’allora ministro che la ideò, su cui tuttora si basa il sistema radiotelevisivo italiano, è stato creato il Sic, l’acronimo sta per Sistema integrato delle telecomunicazioni. Il Sic è un enorme paniere, una torta di smisurate dimensioni, su cui ogni soggetto che orbita nel sistema delle telecomunicazioni può affondare le mani, ma con un limite alla propria brama, indicato come tetto antitrust, del 20%.

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Csi Las Vegas: sulle tracce di Gil Grissom

Eccoci sulle orme di Gil Grissom, l’attore William Petersen, il mitico capo della scientifica di Las Vegas, di recente sparito dagli schermi televisivi con le nuove indagini della sua squadra. In attesa di comunicarvi gli indizi a nostra disposizione, che dovrebbero consentirci di rintracciarlo, ci sembra opportuno confessare che le informazioni in nostro possesso potrebbero contenere spoiler, ossia anticipazioni sulle prossime puntate della prestigiosa serie tra le più seguite al mondo, non diteci che non vi abbiamo avvertito!

Come tutte le serie tv targate Usa, anche Csi Las Vegas ha subito un’interruzione a causa dello sciopero degli sceneggiatori, terminato pochi giorni fa. Dell’ottava stagione, che va in onda sulla Cbs ogni giovedì alle 21, sono stati trasmessi dallo scorso settembre undici episodi, ricchi di colpi di scena, tra cui l’addio di Sara Sidle (Jorja Fox). Di recente l’attrice ha manifestato l’intenzione di tornare nel cast della serie, dicendosi pentita della sua decisione d’andarsene.

Ma cosa ci dobbiamo aspettare e dove soprattutto, da Gill Grissom e soci? Partiamo dalla tv italiana, dove di recente il canale satellitare Fox Crime ha terminato la messa in onda dei 24 episodi che compongono la settima stagione. Fra le novità della serie il personaggio di Michael Keppler (Liev Schreiber), che per alcune puntate sostituirà lo stesso Grissom a capo della squadra e l’assassino modellista, una misteriosa figura, che lascia mini plastici sul suo percorso di morte, vittima del quale sarà anche la Sidle. La stagione sette ci lascia con il fiato sospeso sulla sorte di Sara, per poi svelare il tutto all’inizio della otto.

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