Aida, la serie più vista della Spagna su Telecinco

Per la rubrica dedicata alle serietivu straniere, oggi parleremo di Aida, una delle commedie di maggior successo trasmessa da Telecinco sin dal 2005.

Originariamente l’attrice che interpretava la protagonista Aida Garcia era Carmen Machi. La serie nasce come spin off della serie Siete Vidas, dove la donna era collaboratrice domestica al servizio di Sole, poi nel bar di Gonzalo.

Mediaset primeggia in Spagna, Telecinco acquista la concorrente Cuatro

Non solo Italia per il Gruppo Mediaset che dal 1988 anno di fondazione della concessionaria pubblicitaria Publiespaña e attraverso il canale Telecinco nato nel 1989 si sta espandendo sul mercato iberico considerato il quinto in Europa. E’ di queste ore la notizia che il gruppo spagnolo Prisa, editore del quotidiano iberico El Pais, ha firmato la vendita del canale Cuatro all’illustre concorrente per 976 mln di euro. In una nota la Prisa sottolinea inoltre la vendita del 44% di Digital+, che passa alla stessa Telecinco e a Telefonica (22%), grazie a questa operazione Mediaset diviene il primo operatore televisivo in Spagna. Contestualmente all’acquisizione di Cuatro sono cessate le trasmissione di Cnn+, rete informativa di Prisa, che in un primo momento sembrava dovesse continuare le sue trasmissioni ma che la società iberica ha deciso di chiudere, con il passaggio di personale a Telecinco a causa delle ingenti perdite del canale su cui dovrebbero partire le trasmissioni del Gran Hermano versione spagnola del Grande Fratello.

E’ una conferma del valore della televisione generalista. Investiamo in Spagna in un settore che da alcuni è visto in declino. Invece noi continuiamo a pensare che rimarrà centrale anche in futuro” ha dichiarato Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset, in una intervista rilasciata a Class Cnbc. “Quindi”, ha aggiunto Giordani, “per conquistare la leadership nella televisione generalista abbiamo preso il controllo di Cuatro, che significa fornire ai telespettatori spagnoli un’offerta completa e molto targhettizzata. Infatti possiamo dire che mentre Telecinco è simile a Canale 5, Cuatro è paragonabile a Italia 1; insomma, riproponiamo un po’ il modello italiano. A queste due grandi reti, inoltre, si aggiungono La Siete, Factoria de Fiction e Boing, canali tematici sul digitale terrestre. Risultato: ora Mediaset in Spagna ha un ventaglio di offerte in grado di soddisfare tutti gli investitori pubblicitari”.

Youtube batte Telecinco in tribunale

Telecinco ha perso la causa per violazione del copyright intentata contro Youtube: il tribunale di Madrid si è pronunciata a favore del sito di video-sharing sostenendo che Youtube non può fisicamente controllare gli oltre 500 milioni di video presenti sui suoi server e che, non essendo un fornitore di contenuti, non è obbligato a controllare ex-ante l’eventuale illegalità del materiale.

Secondo i magistrati spagnoli, Youtube però ha l’obbligo di cooperare con i proprietari dei diritti per rimuovere immediatamente i contenuti una volta accertata l’infrazione.

Telecinco, Pasapalabra a tutta l’Italia, per favore!

Quindicesimo appuntamento del 2010 con le riflessioni di Riccardo Cresci, volto giovane, noto al pubblico di Sky Tg 24, riguardanti la televisione italiana. Oggi Riccardo confronta la televisione italiana con quella spagnola.

Avete seguito i miei consigli o vi siete arenati su qualche tavolata a pancia piena? La Pasqua è finita e ora è tutta una volata verso el Verano, non il Cimitero Comunale Monumentale di Roma intendiamoci, ma proprio il periodo estivo in lingua spagnola, c’è già grande fermento per l’attesissima prova costume. Si freme per arrivare in spiaggia con un fisico invidiabile, si corre in palestra, ci si scolpisce tra diete, tapis roulant e bombe energizzanti. Insomma si fa quel che si può, perché l’Estate non guarda proprio in faccia nessuno. Ci si denuda tutti e l’occhio vuole la sua parte. In spiaggia siamo ancora più criticoni e le donne soprattutto, impazziscono di gioia nel sotterrare atterrendola vicina di ombrellone o di lettino. Ci sarebbe tanto da dire, ma poi esco fuori tema e qui bisogna parlare di tivù. Prometto però che tornerò sull’argomento, anzi devo risegnarmi subito in palestra, ecco me lo appunto subito, fioretto post Pasqua. Ho già assaggiato l’Estate, facendo un giro tra Spagna e Canarie ho visitato il caldo e il sole, durante questi momenti di relax c’è stato anche il momento televisivo spagnolo, la curiosità c’era e così sono rimasto piacevolmente sorpreso e a tratti avvilito. E’ noto ormai il paragone tra Spagna e Italia, siamo cuginetti, ci vogliamo bene, siamo coesi, non proprio calcisticamente, ma quasi in tutto, ci stiamo simpatici in fondo e molto di più rispetto ad altre nazioni Europee più ostiche e meno aperte alla solarità.

Tante similitudini parentali, ma poche televisivamente parlando, facendo zapping, nel doccia time, dopo la classica giornata turistica di mare, ecco che ho potuto conoscere una tv molto diversa da quella italiana, ma non tanto nei programmi che gira e rigira son sempre quelli, sto parlando dei giovani conduttori spagnoli, esistono, i conduttori televisivi under 30 sono vivi, si muovono, sanno parlare e sono anche molto bravi.

El Pacto, polemica in Spagna sulla fiction delle teen incinte

E’ polemica in Spagna per la decisione di TeleCinco di trasmettere El Pacto (Il patto), la serie tv, diretta da Fernando Colomo, incentrata su un misterioso accordo fatto da sette sedicienni che decidono di rimanere incinte contemporaneamente.

La fiction, ispirata ad un episodio realmente accaduto nel 2008 nel Massachussets (allora furono ben 17 le studentesse a mettersi d’accordo!) racconta di Rebecca, Maria, Ana, Bea, Vivi, Merche e Carol, sette teenager che decidono di avere figli. Intorno alla motivazione della loro scelta ruota tutta la storia.

Le polemiche: anche se alcuni sostengono che la miniserie in due parti sia in realtà il bluff dell’anno, perché prevedibile, assurda e noiosa e che non merita di essere commentata, il programma trasmesso da Telecinco è stato fortemente criticato dalle associazioni dei genitori e dei telespettatori.

Mediaset con Telecinco acquisisce Cuatro e parte di Digital Plus

Mediaset, grazie a Telecinco va alla conquista della Spagna: la società iberica controllata da quella di Cologno Monzese ha raggiunto ieri un accordo con il gruppo editoriale Prisa (indebitata) per l’acquisizione del canale Cuatro e del 22% del canale satellitare Digital+.

Il costo dell’operazione si aggira intorno agli 1,05 miliardi di euro, che verranno così pagati: 500 milioni cash e il 18,3% di Mediaset, valutato circa 550 milioni di euro. Per pagare i 500 milioni, Telecinco procederà ad un aumento di capitale pari alla somma da versare a Prisa.

Mediaset commenta soddisfatta in una nota:

Mediaset, arrivano Premium on demand, Premium Cinema Emotion e Premium Cinema Energy. Tutte le novità da Montecarlo

Si è tenuta a Montecarlo la convention Mediaset. Sono stati tanti i punti trattati da Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente dell’azienda, insieme a Franco Ricci, direttore del business pay, Federico di Chio, direttore divisione tv digitale, e Marco Rosini, direttore commerciale Mediaset. Scopriamoli insieme.

Premium on demand. Mediaset lancia una nuova offerta di tv on demand: a tutti gli abbonati di Mediaset Premium verrà data la possibilità di vedere ciò che si vuole (50 film a disposizione, con aggiornamenti di 12 film a settimana), quando si vuole e come si vuole. L’offerta non avrà alcun costo aggiuntivo. Per poter utilizzare la nuova opzione, però, bisognerà acquistare un nuovo decoder Mediaset Premium in vendita dal 20 novembre al prezzo di 139 euro. Piersilvio Berlusconi dice:

Sarà come avere un blockbuster in casa. Pensiamo che si tratti di una vera e propria rivoluzione. Siamo ancora una volta i primi a lanciare un’innovazione di questo tipo sul digitale terrestre.

Digitale Terrestre, un affare mondiale


2012 l’anno della fine del mondo, come viene annunciato da alcuni siti web che si ispirano ai sinistri presagi del calendario Maya o più realisticamente la data che segnerà il de profundis dei segnali televisivi analogici in Europa. Secondo le disposizioni della Commissione Europea, sarà proprio nel 2012 in maniera improrogabile che tutti i Paesi membri dovranno adeguarsi alla nuova tecnologia.

Il digitale terrestre, lo ricordiamo, verso cui le regioni italiane stanno migrando fino all’arrivo della data limite, è una tecnologia che in assenza di disturbi dà la possibilità di trasmettere su piattaforme definite Mux (multiplex) fino a dieci canali per ogni singola frequenza, va da se che le emittenti possono scegliere di utilizzare una certa quantità di banda per trasmettere pochi canali con un’elevata qualità, oppure molti canali con una qualità più bassa.

Quello del DTT è un’affare di proporzioni mondiali, ecco cosa sta avvenendo in quei Paesi dove l’avvento dell’era digitale è più evidente: secondo il Terzo Rapporto sulla Televisione Digitale Terrestre in Europa, con data gennaio 2009, l’offerta gratuita del Regno Unito è la più ampia tra i Paesi analizzati, a conferma dell’avanzato stadio di sviluppo del mercato televisivo britannico. La line-up di Freeview (38 canali nazionali), società che coordina la diffusione di set top box, è contraddistinta dalle offerte mini-generaliste/di intrattenimento, con ben 13 canali, pari a circa 1/3 del totale, che raccolgono quote crescenti di audience e investimenti pubblicitari. Tra i “nuovi” canali di entertainment, diversi sono editi dagli stessi broadcaster analogici, ovvero Bbc, Itv, Channel 4 e Five. Da segnalare la ricca offerta per bambini e ragazzi, con 2 canali come Cbbc e CBeebies (BBC) a cui si aggiunge CItv (Itv).

Five: il più giovane dei canali britannici

Gli amanti di CSI Las Vegas che volessero apprezzare le gesta del Dr. Raymond Langston (Laurence Fishburne) e soci in Gran Bretagna, si dovrebbero sintonizzare sulla tv Five, la quale, nonostante la similitudine, non ha nulla a che fare con le omonime Canale 5 in Italia e Telecinco in Spagna di marca Mediaset.

Il più giovane dei canali britannici è nato nel 1997, proprio col nome di Channel 5, sebbene l’autorizzazione del governo britannico a trasmettere venga concessa a Channel 5 Broadcasting Limited, la società che lo controlla, nel 1995 dopo una lunga gara per l’assegnazione delle frequenze iniziata nel 1993 e durata per tutto il 1994 che vedeva come candidata anche la Thames Television. Nel 2006 Channel 5 divenuto nel frattempo solo Five viene acquistato dal gruppo tedesco RTL.

Filippa Lagerback attacca la tv italiana: è vecchia e maschilista. Ha ragione! Un confronto con la Spagna

Filippa Lagerback, in un’intervista rilasciata a Novella 2000, parla senza mezzi termini della televisione italiana definendola maschilista e vecchia. Siccome non si chiama Fiorello, Baudo o Bongiorno (che hanno sostenuto gran parte delle idee della svedese nei giorni e nei mesi passati) e poiché da noi non ha mostrato molto di più del suo fisico da ex modella, è stata facilmente attaccata da giornali e blog.

Prima di valutare i fatti vediamo le frasi, che hanno scatenato l’ira cesaropapista di altri colleghi per i quali, al posto del papa re, siedono di diritto gli dei ultraottantenni del Pantheon mediatico del Belpaese:

In Italia puoi fare solo la valletta, all’inizio. In Svezia le vallette non esistono. O conduci un programma o niente. Le donne svedesi sono super emancipate. Nessuno si permetterebbe di fare commenti sulle tue gambe. Da noi conta solo il cervello. Da Fazio ho imparato tanto. Il mio ruolo è piccolo, ma lo sapevo fin dall’inizio. E il mondo della tv è fatto così. Una lascia, l’altra entra. Comunque gli autori mi preparano sempre qualcosa da dire. E mano male. Altrimenti avrei presentato Marco Tronchetti Provera non come presidente Pirelli o manager, ma solo come il signore Afef.