Elezioni anticipate? La tv chiede venia

Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere”, diceva il compianto Enzo Biagi. Ora che lo spettro delle elezioni anticipate torna ad aleggiare tra gli scranni del Parlamento, il timore da parte nostra è la riproposizione di un copione dalle parti già assegnate e battute scontate, scritto per una pellicola proiettata stancamente l’ennesima volta. Che le elezioni siano la massima espressione di democrazia non c’è al alcun dubbio, quello a cui non ci piacerebbe più assistere è il triste corollario che da qualche tempo le accompagna.

Per cominciare quell’obbrobrio legislativo chiamato par condicio, che dovrebbe (condizionale d’obbligo), regolamentare la visibilità dei vari movimenti politici e che di fatto la strangola. Intere trasmissioni informative, tra cui i tanto vituperati (forse perché utili) talk show, vengono sospesi, togliendo di fatto allo spettatore la capacità di farsi un’opinione, intanto il numero di transfughi delle urne si allunga di volta in volta. Senza contare il vergognoso spettacolo dei telegiornali che tra “panini” vari, pretendono di scandire le tendenze del voto, emettendo messaggi tutt’altro che subliminali su chi sarebbero i “buoni” e chi i “cattivi”.

Raiperunanotte: streaming in diretta

A partire dalle 21:00 sarà possibile seguire lo streaming di Raiperunanotte in diretta dal Paladozza di Bologna anche qui su CineTivù. L’evento condotto da Michele

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Bruno Vespa: l’unicità italiana, Annozero, causa la decisione sbagliata di sospendere i talk d’approfondimento

Bruno Vespa attacca la sospensione dei talk show d’approfondimento giornalistico: il conduttore di Porta a porta su Oggi scrive: (fonte Il mattino)

La decisione, senza precedenti, è gravissima. Meglio i pollai denunciati da Berlusconi che il silenzio. Gli spettatori sono adulti e responsabili e hanno diritto a formarsi un’opinione. Ma non saremmo onesti se non la dicessimo tutta.

L’onestà di Vespa è quella di ricondurre la grave decisione presa dalla Rai alla messa in onda di  programmi come Annozero:

Vigilanza Rai: i talk show rimangono chiusi

La commissione di Vigilanza Rai ha deciso di non cambiare posizione in merito al regolamento sulla par condicio e sulla messa in onda dei talk show di approfondimento politico: la maggioranza della bicamerale, in risposta al Cda Rai, ha ritenuto di confermare l’attuale formulazione del regolamento.

Mario Landolfi del Pdl, intervenuto durante l’audizione del direttore generale della Rai, ha dichiarato (fonte AGI):

Non c’è nessun problema. La nostra risposta è che c’è un regolamento che va applicato e questa commissione non deve esprimersi ulteriormente.

Mauro Masi, direttore generale della Rai, la tv di stato non ci rimette (fonte Italpress):

Cda Rai conferma lo stop ai talk show d’informazione

I talk show di informazione giornalistica della Rai rimarranno fermi fino alle elezioni regionali: la decisione è stata presa con 5 voti a favore e 4 contrari dal consiglio d’amministrazione. Il Cda ha invitato il direttore generale Mauro Masi a rivolgersi alla Commissione di vigilanza per studiare eventuali strade alternative. In una nota, diffusa al termine dell’assemblea, si comunica che:

Alla luce delle ordinanze del Tar in relazione alla regolamentazione in materia di informazione e comunicazione politica in periodo elettorale, il Consiglio di Amministrazione della Rai, dopo un ampio dibattito, ha approvato a maggioranza la delibera con la quale ha dato mandato al Direttore Generale di acquisire al più presto dalla Commissione Parlamentare per l’indirizzo genearale e la vigilanze dei servizi radiotelevisivi le valutazioni di competenza cui la Rai dovrà adeguarsi.

L’opposizione, contraria, ha commentato:

Rai: Garimberti e Zavoli vogliono i talk show politici. Oggi la decisione del CdA

Il CdA della Rai oggi dovrà decidere se tornare a trasmettere i talk show d’approfondimento sui canali di stato oppure mantenere la linea decisa settimana addietro seguendo rigidamente le norme sulla Par Condicio decise dalla commissione di vigilanza. Il presidente di Vigilanza Rai Sergio Zavoli fa sapere che:

Tocca al Cda della Rai la prima mossa ripristinando i programmi di approfondimento. Tra errori veri e finti, diritti calpestati e declamati, si è perduta gran parte del tempo che spettava al Paese per misurarsi con le proprie idee sulle prossime elezioni. Questa situazione va sfebbrata. Il rischio è che all’appuntamento arrivino prima i comunicati sulle dispute e poi le idee su come votare. Fermiamoci, ciascuno rinfoderi le sue ragioni; poi, a conti fatti, ci si raccolga interno alla politica per rifare, se possibile insieme, le regole, prima di mandare all’aria la credibilità di una Repubblica.

Par Condicio: Tar sospende divieto talk show per Sky e La7. Anche la Rai cambierà rotta?

Sky e La7 potranno trasmettere i loro talk show politici durante le elezioni: il Tar del Lazio ha accolto i ricordi si Sky e Telecom Italia Media dando parere negativo al regolamento dell’Autorità per le garanzie che blocca i talk durante il periodo elettorale. Respinto, invece, la richiesta di Federconsumatori, che voleva lo stop al regolamento della Vigilanza.

Sky Italia ha già espresso la soddisfazione per la decisione del Tar del Lazio e in una nota fa sapere che (fonte Adnkronos):

Certa che i ‘faccia a faccia’ rappresentino una componente fondamentale dell’informazione del cittadino Sky Tg 24 continuerà a proporre nei prossimi giorni appuntamenti tra i candidati alla presidenza delle altre regioni chiamate alla consultazione elettorale.

C’era una volta la libera informazione

Una pugnalata al cuore del diritto d’informazione, l’articolo 21 della Costituzione italiana. Ormai non abbiamo più dubbi, questo Paese è davvero alla frutta, colpito da una crisi economica e morale che colpisce tutti i comparti, come una variabile impazzita che ci fa tornare indietro di decenni fino a periodi cosi bui che mai avremmo voluto ricordare. Quello che sta accadendo nel campo dell’informazione e dei media in particolare, fa pensare che sia in atto un vero e proprio disegno ordito per zittire qualsiasi forma di civile dialogo.

Partiamo dalla cosiddetta par condicio, un’orrida legge tale da oscurare tutti i più popolari talk show Rai, su disposizione del suo direttore generale Mauro Masi. Il servizio pubblico ha deliberato una sorta di ghigliottina ispirata dal più classico autolesionismo in un periodo di vacche magre, al punto che lo stesso presidente Paolo Garimberti ha ammesso di vedere l’Azienda prossima al declino se non addirittura al collasso:“Se, come penso, il fine ultimo della classe politica è avvicinare il cittadino alla politica e di lottare contro l’astensionismo politico, ebbene questo fine non sarà mai raggiunto con questi mezzi, con l’invasione e l’assoggettamento della Rai. Al contrario“. Proprio perchè la Rai “è soprattutto un’azienda centrata sull’informazione in senso lato“, dunque “la politica avrebbe tutto il vantaggio a puntare sul dispiegamento di tutte le potenzialità informative della Rai“.

Sospensione talk Rai: Michele Santoro non molla, Bruno Vespa lo accusa

La sospensione dei programmi d’approfondimento politico deciso dalla Rai ha creato uno scontro tra il conduttore di Porta a porta Bruno Vespa e il suo collega di Annozero Michele Santoro: il primo, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che è colpa del secondo se la tv di stato è arrivata ad una simile scelta:

Vogliamo essere onesti? La decisione della Rai, come quella della Vigilanza, hanno un nome ed un cognome: Michele Santoro, passato sulla par condicio con il garbo di Attila. Non potendo sospendere solo Santoro, che per decenni ha portato in prima serata programmi in cui la vittima e’ costantemente la stessa parte politica, che stia al governo o all’opposizione, hanno cancellato anche le nostre trasmissioni. L’azienda ha una sola giustificazione: Santoro è lì per ordine del magistrato. Anche qui: trovate un Paese in cui il giudice ordina la collocazione perpetua di un programma in prima serata.

Michele Santoro ha replicato al collega dai microfoni di Radio Città Futura (fonte Asca):

Stop ai talk politici RAI: è bufera! Si ribellano Bruno Vespa, Giovanni Floris, Antonio di Bella. Annozero parla di censura

Il consiglio di Amministrazione della Rai ha deliberato a maggioranza che, in applicazione del regolamento della Commissione Parlamentare per l’indirizzo Generale e la vigilanza dei servizi Radiotelevisivi, saranno sospesi temporaneamente, fino alle elezioni, Porta a porta, AnnoZero, L’ultima parola e Ballarò. Dove sarà possibile i programmi dovranno essere sostituiti da tribune elettorali. Le puntate delle trasmissioni saranno recuperate appena possibile.

Il direttore di Raitre Antonio Di Bella non ci sta e in una nota fa sapere (fonte Asca):

Raitre si oppone cono forza ad una decisione gravissima e senza precedenti ed esperirà ogni tentativo possibile per poter andare in onda con Ballarò e con ogni altra trasmissione nel rispetto dei telespettatori, della legge e della Costituzione. L’interesse aziendale della Rai era di interpretare e applicare la legge sulla par condicio e il relativo regolamento, difendendo al meglio la propria autonomia editoriale e la programmazione. E’ perciò inspiegabile la decisione presa a maggioranza dal CDA che cancella programmi di grande ascolto interpretando il regolamento ancor più radicalmente dello stesso relatore, il radicale Beltrandi, e ignorando il parere dello stesso Ufficio Legale della Rai che dava il via libera alla messa in onda dei talk show, a condizione che non ci fossero ospiti politici e che non fossero trattati temi politico-elettorali.

Par Condicio, regole Tv Rai valgono anche per le private: Sky e Mediaset ricorrono al Tar

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deciso di applicare il regolamento sulla Par Condicio, votato dalla commissione di vigilanza Rai, anche alle televisioni private per portare tutte le emittenti allo stesso livello ed evitare possibili vantaggi legati alla pubblicità.

Non si sono fatte attendere, ovviamente, le reazioni, negative, di Sky e Mediaset. La società del biscione fa sapere che:

L’Agcom ha fatto proprio il regolamento della Commissione parlamentare di Vigilanza per il servizio pubblico che risponde a principi costituzionali ed è disciplinato da norme diverse da quelle che regolano l’emittenza privata. Pertanto l’estensione automatica delle norme sulla par condicio dettate per il servizio pubblico alle tv private risulta assolutamente priva di fondamento.

Par Condicio Rai: non cambia la norma sui programmi d’approfondimento

La norma del regolamento sulla par condicio che trasforma i programmi d’approfondimento in tribune elettorali non cambia: la richiesta di modifica formulata dall’opposizione è stata respinta e a nulla è servita la mediazione del presidente della Rai Sergio Zavoli.

Il capogruppo del Pdl Alessio Butti ha spiegato (fonte Adnkronos/Ign):

Non ci sono le condizioni per rivedere il regolamento. Il regolamento è stato votato, ampiamente discusso e le conseguenze sono state valutate. Si tratta di uno strumento utile per dare il massimo dell’informazione all’opinione pubblica, non si chiude niente e c’è la prima applicazione reale della legge nel rispetto della sentenza della corte.

Il capogruppo del Pd Fabrizio Morri ha commentato:

Tg squilibrati: lo dice la AgCom

Che i nostri telegiornali fossero faziosi già lo si sapeva. La AgCom (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni) però se ne accorge solo ora e provvede (in ritardo e inutilmente) a fare un richiamo (brrr che paura!) e chiede:

Immediato riequilibrio dell’informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale.

Come ha fatto il garante ad accorgersi che c’è qualcosa che non va? Ha forse acceso il televisore? Se i telegiornali stanno violando la legge o le trasmissioni di informazione stanno scavalcando le norme vigenti, perché non leggo di multe stratosferiche o di chiusura di trasmissioni invece di essere preso in giro con i richiami?