Vieni via con me, Roberto Saviano: “L’Italia è il Paese felice dove se non muori sei colpevole perchè vivi”

di Redazione 5

Foto: AP/LaPresse

Un’outsider scomodo nella serata catodica del lunedi, conteso tra la fiction di Raiuno e la madre di tutti i reality su Canale 5, quel Vieni via con me su Raitre fino all’ultimo in forse, che invece come un fiore nel deserto ha saputo essere esempio di grande televisione nell’uniforme panorama televisivo nostrano. Non mancano i guizzi ironici costruiti da Fabio Fazio, deliziosi intermezzi rappresentati da coloro che devono faticare ogni giorno per sbarcare il lunario, pur avendo una laurea o semplicemente perchè costretti a sopravvivere con pensioni da fame.

Ma il vero coup de grace è il monologo di Roberto Saviano, lo scrittore snocciola passo dopo passo le fasi attraverso cui si anima la macchina del fango, lo strumento che negli anni è stato utilizzato dalla politica per delegittimare i propri avversari, uniformandoli al tutto per renderli vulnerabili e quindi soggetti all’annientamento. Guai a far parte di un’unica anima sociale, bisogna guardare alle diversità, alle personalità come Giovanni Falcone che ha fatto della lotta alla mafia il suo motivo di vita, portandolo all’estremo sacrificio. Le parole di Saviano pesano come macigni: “L’Italia è il Paese felice dove se non muori sei colpevole perchè vivi.”

Non mancano di certo i motivi di ilarità come quando Nichi Vendola cita i 27 modi in cui vengono definiti i gay. Roberto Benigni si scatena con il suo soggetto preferito, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lo implora di non dimettersi perchè altrimenti verrebbe a mancare la fonte di tanta genuina satira. Ora la mafia ha affinato i propri metodi coercitivi scatenando orde di escort, per rovinare la figura dei personaggi politici che se le ritrovano anche nei bagni. Poi l’arringa del comico toscano a difesa di Saviano, chi di penna ferisce di penna perisce, sembra dire a coloro che lo vogliono morto, che pubblichino anche loro un libro per rovinarlo, perchè uno scrittore grazie alle sue opere è destinato all’immortalità.

Claudio Abbado ci ricorda cos’è la cultura nell’Italia che ospita il maggior numero di opere d’arte del mondo, ma troppo spesso se ne dimentica consentendo a Pompei di cadere in rovina: la cultura è come la vita e la vita è bella, le scuole sono come tanti acquedotti che portano il prezioso contenuto verso le menti aperte al confronto. Giovine Italia recita Saviano al termine del programma, come se si potesse tornare ai tempi in cui la nazione non era ancora tale, ma si era già orgogliosi cingendosi con il tricolore di essere parte di un popolo che presto sarebbe stato unito. Oggi siamo orgogliosi di essere come allora italiani? La parola all’auditel adesso, per noi Vieni via con me ha già vinto.

Commenti (5)

  1. Caro Saviano :L Italia è anche un paese dove muori anche se non lo vuoi ;dove non trovi la giustizia che ti fa onore ,dove dei genitori piangono un figlio che ha chiuso gli occhi prima di loro ,dove tanta gente da spazio solo a chi politicamente rappresentano : drogati ,malmenati : però vittime diverse da quello che si evince dai vostri Requiem ! Allargate i vostri orizzonti solo così sarete credibili ! I figli sono uguali : anche se io continuo a pensare ,distruggendomi dal dolore che mio figlio meritava di essere mensionato in quanto diverso nella sua vita di ragazzo comune ,non un santo ma di più !

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