
Lo slogan è: “Per chi la moda non la segue, ma la crea“. Ed è proprio questa la filosofia di Camilla Store e della conduttrice Fiore Manni, giovane 22enne romana con l’ambizione di diventare stilista. Fiore, in compagnia della sua gatta Camilla, consiglia (ogni venerdì, alle 21, su DeaSuper) alle tween come vestirsi e come creare uno stile personale diverso dagli altri..
Qual è l’obiettivo del programma?
Da parte mia è quello di voler far capire alle bambine che non devono fermarsi ad uno stereotipo, devono essere quello che vogliono. Anche quando vanno a fare shopping non devono basarsi su quello che trovano..
Ma le ragazzine non vogliono seguire la moda del momento?
Io cerco di non fargli seguire la moda, semmai cerco di fargli capire cosa hanno dentro, cosa sono loro. Su ogni ragazza, a Camilla Store, lavoriamo su un look diverso e personale. Abbiamo voglia di tirar fuori la propria personalità alle teenager. Sono contro il seguire la moda perché significherebbe omologazione. Le bambine non vogliono essere omologate, ma diverse dalle altre.

Quanto conta l’immagine?
Conta molta perché è il tuo biglietto da visita, è il modo con cui ti presenti alle persone. Dunque bisogna avere sempre cura del nostro aspetto, anche se certamente non è fondamentale.
Qual è il tuo stile?
Io sono un insieme di personalità diverse (ride, ndr). Ho un armadio che racchiude qualsiasi cosa e racchiude tantissimi stili diversi. In particolare sono fissata per i marchi giapponesi. Diciamo che mi vesto a seconda dell’umore..
Il tuo umore, adesso, com’è? Come ti vestiresti?
In pigiama perché ho sonno (ridiamo, ndr). Apparte gli scherzi, adesso mi metterei dei calzoncini corti marroni e i sandali alla schiava. Uno stile country-estivo, molto carino e delizioso.
Ho letto che la tua ambizione è quella di diventare stilista o disegnatrice di fumetti. Come sei finita in tv, allora?
Io studio moda e avevo letto nella bacheca della mia università l’annuncio per un casting. Ero senza lavoro e allora ho provato a presentarmi.
Con una famiglia come la tua era un pò aspettato questo traguardo, no? (la mamma di Fiore è Fiorenza Tessari, attrice di Un posto al sole; mentre il papà, Alberto Manni, ha diretto Vivere, Sei forte maestro, Vento di ponente e tante altre produzioni)
.. noo, io mi sono sempre tenuta moolto lontana, perché il mondo della televisione dal quel punto di vista non mi ha mai interessata. Avendo il mondo della tv e dello spettacolo sempre sotto gli occhi non mi hai mai rappresentato un fascino.
Però hai preso parte anche ad alcune fiction, come Una donna per amico su Rai1.
Si, mio papà per farmi divertire ogni tanto mi faceva fare delle comparsate, dei piccoli ruoli. Soprattutto l’ho fatto perché avevo bisogno di soldi per comprarmi la chitarra elettrica e il basso (ride, ndr). Ma non hai mai fatto questi ruoli con l’ambizione di continuare per questa strada perché voglio fare tutt’altro.
Cosa vorresti fare nello specifico?
Mi piacerebbe tantissimo avere, un giorno, un marchio da uomo.
Perché proprio da uomo?
Non lo so (ride, ndr). Ho il pallino per gli abiti maschili e mi piacerebbe aprire qualcosa in Corea o in Giappone. Lavorare per Yamamoto, poi, sarebbe bellissimo..
Questa passione per l’Oriente come è nata?
Da quando ero piccola guardavo sempre i cartoni giapponesi e compravo i fumetti. Diciamo che sono cresciuta con le creazioni orientali. C’è sempre stata questa passione. Probabilmente in una vita precedente ero una giapponese (ride, ndr). Non ho un vero motivo per cui sono appassionata del Giappone.
Anche la passione per la moda è nata in modo naturale?
Si. Ho cominciato a cucire i miei peluche, con la mia tata, quando avevo 6-7 anni. Poi a 11 anni ho chiesto come regalo per la promozione a scuola la macchina per cucire e ho cominciato..
E cosa è venuto fuori?
Sono venute fuori cose fighe. Poi i miei genitori mi hanno portato, un’estate, in una fabbrica di un laboratorio di moda. Lì mi hanno insegnato tutto e mi sono creata la mia prima maglietta con tanto di targhetta. Lì ho detto: “Voglio fare la stilista”. Avevo 11 anni.
Esiste uno stilista al quale ti ispiri?
Non c’è uno stilista di cui mi piace tutto. La Westwood mi piace per gli accessori, Yamamoto mi piace per certe intuizioni geniali che ha per l’uomo, per la donna mi piace Tsumori Chisato. Ho grande stima per Valentino.
Quando vai a fare compere la tua carta di credito resta spesso al verde oppure ti riservi dal farla finire?
Io ho dei conti segreti (ride, ndr). Compro perlopiù online e compro cose importate dal Giappone.
Quindi non ti vedremo mai in uno store o in un outlet?
Ogni tanto ci vado e becco sempre delle grandi occasioni. Ma non sono fissata con il marchio, preferisco trovarmi cose non di marca. Facendo moda tendo a non indossare moda.
Camilla Store ha anche un blog: che rapporto hai con il web?
Sono la persona più negata al modo rispetto ad account, internet od altro anche se, in realtà, ho un account su tutte le piattaforme esistenti. Uso tutto quanto, ma sono negata e allora devo chiedere sempre aiuto ai miei amici (ride, ndr).
Quindi per il blog per Camilla Store come fai?
Il blog è la cosa più semplice: scrivi e lui pubblica.. (ridiamo, ndr).
Il tuo sogno nel cassetto?
E’ sicuramente quello di lavorare in Giappone. Appena finirò l’università penso che partirò, almeno per un anno, a tentar fortuna.