Recorder – La casa nella prateria

Oggi per la rubrica recorder torneremo indietro di molti anni, esattamente nel 1974, periodo in cui Ed Friendly creò una serie tv, tratta dai romanzi di Laura Ingalls Wilder (1867-1957), durata dal 1974 al 1983, con un seguito di nove stagioni, 204 episodi e 4 film tv. Sto parlando de La casa nella prateria (Little House on the Prairie).

La serie è stata prodotta da Michael Landon (Produttore esecutivo), Kent McCray (Produttore associato) , John Hawkins (Produttore), Marvin Coil (Produttore associato), B.W. Sandefur (Co-Produttore), William F. Claxton (Produttore), Gary L. Wohlleben (Produttore associato), Winston Miller (Produttore), Ed Friendly (Produttore associato) e dalla casa di produzione National Broadcasting Company (NBC) e la Ed Friendly production.

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Wind at my back, da stasera su Hallmark alle 21.00

A partire da oggi 11 dicembre, ogni giovedì alle ore 21.00, sul canale 136 di Sky, Hellmark l’appuntamento è con Wind at my back.

La serie racconta la storia della famiglia Bailey che durante la Grande Depressione degli anni trenta, si trasferisce nella cittadina prettamente mineraria di New Bedford, sul lago Ontario, nella fantastica campagna Canadese. Prodotta dalla Sullivan Entertainment, è composta da cinque stagioni e 65 episodi.

La famiglia Bailey si trasferisce nella cittadina a causa della perdita del negozio di ferramenta della famiglia, costringendo Jack (Booth Savage) e Honey Bailey (Cynthia Belliveau dalla 1 alla 3 stagione per poi passare lo scettro a Laura Bruneau) a tornare a vivere nel paesino dove Jack è nato e dove la sua famiglia possiede una miniera.

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Sean Penn presidente di giuria a Cannes 2008

 

E’ stato comunicato il nome del prossimo presidente di giuria alla sessantunesima edizione del festival di Cannes (14-25 Maggio 2008).

Ebbene dopo Stephen Frears l’anno scorso e Wong Kar Wai nel 2006, ora è il turno dell’attore Sean Penn.

Il premio oscar 2004 (migliore attore in Mystic River) e Coppa Volpi 1998 (miglior attore alla Mostra del cinema di Venezia), si è detto voglioso di cominciare la sua avventura da presidente ed entusiasta dell’investitura fatta dal direttore artistico del festival Thierry Fremaux che l’ha definito un americano che incarna il cinema indipendente e un certo aspetto dell’America che piace.

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