Recorder – Una bionda per papà

Oggi per la rubrica Recorder, vi parlerò di una delle serie tv più carine degli anni novanta: Una bionda per papà.

Step by Step (titolo originale, ripreso anche dalla sigla iniziale), è stata ideata da William Bickley e Michael Warren nel lontano 1991. I produttori esecutivi furono molti e si sono alternati durante tutte le stagioni. Tra questi ricordiamo:  Thomas L. Miller, Alan Eisenstock, Ross Brown e Bob Rosenfarb.

Il telefilm durò per sette stagioni, dal 1991 al 1998, con un totale di 160 episodi da 25 minuti l’uno. La storia si svolge a Port Washington ed i protagonisti sono Carol Foster (Suzanne Somers conosciuta in Tre cuori in affitto) vedova, parrucchiera e con tre figli, e Frank Lambert (Patrick Duffy, Bobby di Dallas) imprenditore divorziato. I due piccioncini si incontrano in Giamaica, s’innamorano e si sposano in vacanza al ritorno della pseudo luna di miele, hanno di fronte a loro un grande muro da oltrepassare: dire tutto questo ai loro corrispettivi figli, tre di Carol e tre di Frank.

I due, al ritorno decidono di tacere e abitare ancora ognuno nelle loro case, ma questa possibile soluzione svanisce e sono costretti a buttare la palla infuocata sulla loro prole. Frank si trasferisce a casa di Carol, nonostante i suoi tre figli JT (Brandon Call), Al (Christine Lakin) e il piccolo Brendam (Josh Byrne) non siano contenti della sua decisione. Dall’altra parte troviamo i figli di Carol, la saccente Dana (Staci Keanan), una ragazza cinica e presuntuosa, Karen (Angela Watson), vanitosa e poco propensa a dividere camera e bagno con altre persone, ed infine Mark (Christopher Castile) il cervellone della famiglia Foster.

Le due famiglie iniziano così la loro convivenza, spesso e volentieri movimentata a causa dei conflitti tra Dana e JT, ma non da meno quelli tra gli altri fratellastri: i figli di Frank dicono che i figli di Carol sono pallosi, lagnosi e non sanno accettare degli innocenti scherzi, i figli di Carol dicono dei figli di Frank che sono dei zozzoni, puzzano e sono anche stupidi. Chi ben comincia è a metà dell’opera!

Verso la quinta puntata della prima serie compare anche un altro personaggio, Cody (Sasha Mitchell), il nipote di Frank, un ragazzo gentile, burlone, aitante ed un po’ tontolone, che si trasferisce a vivere sul giardino della casa a bordo di un furgone.

Con l’andare avanti della serie le due famiglie troveranno un loro equilibrio ed una sorellina in comune, la piccola Lilly (Kristina Meyering – Lauren Meyering – Emily Mae Young), che entrerà verso la quinta stagione. La famiglia cresce, i fratellastri cominciano ad aiutarsi a vicenda, la maschiaccia Al inizia a provare interesse anche per il sesso opposto, così anche Mark, entrano nel cast la ragazza di JT, la bella Sam (Alexandra Adi), Jean Luc (Bronson Pinchot – francese aiutante di Carol al centro) ed infine Rich miglior amico di JT e futuro ragazzo di Dana. Non da meno sono i personaggi della madre di Carol, Penny (Patrika Darbo) e la sorella Ivy (Peggy Rea), due personaggi simpatici, che nel corso della serie avranno molto più spazio.

Verso la sesta stagione il figlio minore di Frank sparisce dalla serie senza nessuna spiegazione, cosa già vista in altri telefilm (Happy Days, il fratello di maggiore di Ricky Cunningam sparisce dopo la prima serie e la sorellina di Laura Winslow, Judy di Otto sotto un tetto) e in due puntate compare anche Jaleel White, lo Steve Urkel di Otto sotto un tetto.

Una serie davvero carina, che per 25 minuti ci teneva compagnia suon di gag e classiche litigate in famiglia, ma che è andata scemando un pochino all’ultima stagione.

Consigliato a chi ama le serie di famiglia, a chi ha un buon ricordo della serie e a tutti coloro che da piccoli hanno guardato il telefilm cult degli anni ottanta Dallas, che in quel periodo era in conflitto, causa ascolti, con l’altra serie cult Dinasty.

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