Top of the pops: in attesa del nuovo format di Simon Cowell, la versione italica trasforma il trascurabile in amarcord

di Redazione Commenta


È passato poco più di un anno da quando la nuova edizione di Top of the pops è riapparsa sulle reti Rai dopo un lungo periodo di “chiuso per lutto a causa di soppressione del format originale” a, prima ancora, di permanenza su Italia 1.

Dopo i disastrosi risultati della primissima puntata targata 27 febbraio 2010 (meno di un milione di telespettatori e share al di sotto del 6%) e i poco lusinghieri della numero uno dell’edizione 2011 (il 18 settembre 2010 si riuscì a risicare un 7% con un milione di spettatori), il programma è riuscito ad arrivare negli ultimi mesi ad un inaspettato 9%.

Come si è arrivati a questi risultati? I fattori sono molteplici: la durata quasi raddoppiata, la mancata concorrenza del colosso Amici e un ‘restyling’ dei contenuti. Quest’ultimo punto è stato raggiunto diminuendo di un po’ le esibizioni di repertorio anni ‘90/’00 e aumentando quelle di artisti emergenti o, più semplicemente, con un cachet accessibile. Molto raramente si assiste a delle performance di artisti di un certo spessore (Adele, Take That ad esempio), tratte dai claustrofobici stanzini di BBC Radio 1.

Il problema è che – paradossalmente – il repertorio rimane. Sì, perché il format della BBC ha chiuso i battenti dal 2006 e in mancanza di questo si deve fare a meno di tutte quelle star della musica che hanno un respiro internazionale. Accade quindi che si è costretti ad attingere – per riempire le troppe ore di programma e per evitare di andare negli archivi della tv di stato inglese (come invece accadeva inizialmente) – a quei cantanti di scarso peso che sono passati in questa versione italica di Top of the pops, trasformando il passato recente in assurdo amarcord.

Il risultato? E’ come leggere un libro (per giunta neanche interessante) e, prima di passare al capitolo successivo, si fosse costretti a rileggere tutto dal capitolo 1. Insomma, per parlare del vero Top of the pops c’è bisogno della matrice originale. Si spera che Simon Cowell mantenga la parola. Il re dei talent show ha dichiarato di voler far rivivere lo storico programma musicale in una versione “internazionale”. Si spera il prima possibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>