Harem, il salotto di Catherine Spaak

di Redazione Commenta

Oggi per programmi tv del passato ci occupiamo del talk show di Raitre Harem, condotto dal 1987 al 2002 da Catherine Spaak (successivamente traslocato su Canale 5), ideato dalla stessa Spaak in collaborazione con Paolo Menghini e Raffaele Spaccarelli e Claudio Caterisano e regia di Pierita Adami, Maurizio Fusco, Rony Daopoulos, Laura Valle.

Il programma era una specie di salotto in cui la conduttrice accoglieva tre donne a puntata che si sedevano sul celebre divano damascato, immerse in una scenografia orientaleggiante, che incoraggiava l’ospite a concentrarsi a discutere di problemi di donne, da sessualità a paure, da voglia di imporsi nella società a crisi coniugali.

La trasmissione era interessante e le donne potevano e riuscivano a parlare senza filtri, poiché la padrona di casa, affabile e pacata, e l’ambiente rilassante, le faceva stare a proprio agio.

A fine trasmissione, all’interno del salotto veniva mostrato l’uomo misterioso, che aveva ascoltato le interviste fatte durante la puntata, uomo che venne poi sostituito dal Saggio.

Durante gli ultimi anni la trasmissione si rinnova, cambiando nella scenografia e nei contenuti, il salotto diventa una tenda nel deserto, con tanto di cuscini maxi e cielo stellato, inoltre, ogni settimana affrontava differenti argomentazioni.

Gli ultimi anni di messa in onda, Harem ha visto un grande numero di donne famose entrare nella tenda, ma per  far avvicinare le spettatrici vennero inserite anche donne non famose a discutere dei propri problemi. Durante i quindici anni di trasmissione hanno fatto capolino personaggi come Lella Costa, Irene Pivetti e molte altre.

Harem chiude nel 2001, dopo anni di chiacchierate e racconti di vita. Durante un intervista, la Spaak disse:

Nell’ incontro di rito con il nuovo direttore di Raitre, Paolo Ruffini, per parlare dei temi da affrontare in settembre, mi è stato detto che al suo posto andrà in onda un programma sportivo. Aveva un ascolto dell’ 11%, che alle 23.30 del sabato non è male. Credo che in Rai ci sia molta confusione. Non ho protestato, non protesterò. Mi hanno detto che non c’ era spazio neppure per un nuovo programma sui temi della spiritualità che ho proposto. Il mese che ho lasciato passare prima di dare la notizia mi è stato necessario per elaborare il lutto. “Harem” è stata un’ esperienza bellissima

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