Le serie tv portano a sesso, il sesso porta a gravidanze indesiderate … ma pubblicità, film e trasmissioni a cosa portano?

di Benedetta Guerra Commenta

Dopo il trionfo del film Juno, dove si racconta la storia di una ragazza ancora minorenne alle prese con il sesso e con una gravidanza indesiderata, e dopo essere giunto da oltreoceano la serie tv La vita segreta di una teenager Americana, sono cominciate le prime battaglie antisesso.

Sono molti gli adolescenti, che guardano  telefilm, dove il sesso viene visto come qualcosa di divertente da fare, o come un modo per uniformarsi alla vita degli adulti. Ogni serie che si rispetti dà un suo punto di vista personale al fattore Sesso. La domanda sorge spontanea: Chi produce certe serie tv? Di certo non l’adolescenti che le guardano!

La rivista Pediatrics recentemente ha pubblicato uno studio condotto dalla Rand Corporation in cui, in base ai telefilm che le “cavie” ( duemila adolescenti, tra i 12 e 17 anni, durante gli anni che vanno dal 2001 e 2004) hanno visto, da Friends a Sex and the city (che comunque non sono mai stati per un pubblico di minorenni e dunque se sono stati visti è solo colpa dei genitori troppo indaffarati a vivere la propria vita, che non hanno controllato i propri figli), quindi serie tv ad “alto contenuto erotico”, hanno più possibilità degli altri (quali altri? Quelli che escono? Quelli che vanno al cinema? Quelli che giocano coi videogiochi?) di fare sesso (dove? A casa sul divano e con la mamma nell’altra stanza? Prima o dopo aver visto le serie tv incriminate) e correre incontro a gravidanze indesiderate.

Ogni telefilm quindi, da quelli degli anni novanta a quelli attuali, ha portato gli adolescenti a diventare madri, o padri?  Secondo la ricercatrice della Rand Anita Chandra, il problema è:

Gli adolescenti ricevono molte informazioni sul sesso attraverso la tv e certi programmi non mettono in luce i rischi e le responsabilità legati al sesso. La quantità di contenuti sessuali in tv è raddoppiata negli ultimi, anni ma il sesso sicuro viene rappresentato ancora troppo poco

Dello stesso punto di vista è la psicologa italiana Maria Rita Parsi:

Già da cinque anni nei convegni di pediatria ginecologica si discute dei danni del bombardamento di immagini inappropriate subito dai bambini attraverso la televisione e Internet e alla loro conseguente eccessiva adultizzazione. La soluzione? Riappropriarsi dei tempi della vita. I bambini hanno diritto a vivere le giuste fasi della loro infanzia e adolescenza

Che siamo bombardati dalla televisione hot o da immagine forti, è vero, ma non penso sia un problema delle sole serie tv: basta guardare una pubblicità per vedere nudi ed erotismo in pieno svolgimento, basta vedere film anche commedy, per vedere tette al vento e sesso regalato.

Le serie tv, a volte possono anche dare false speranze, a volte possono non affrontare bene una tematica, ma condannare l’aumento delle nascite a semplici show, che danno anche motivo di pensare, di riflettere sulla vita, di vedere le possibilità che si hanno in determinate occasioni, e di cosa si va in contro al sesso non protetto, mi sembra veramente troppo.

Se vogliamo condannare qualcuno, e lo dico a malincuore, bisogna condannare chi non perde tempo dietro alla propria prole, chi non parla, quindi chi non crea un legame discorsivo, chi pensa che dare 50€ a serata al figlio sia cosa buona, e chi, invece di fare il bravo samaritano, fa il prete furbo, tirando il sasso e nascondendo la mano. La maggior parte delle serie tv, fanno quello che molti genitori non fanno: informare gli adolescenti su tematiche altrimenti sconosciute.

Perché un test sia affidabile, non devono esserci componenti esterne ad influenzare la cavia: i ragazzi sottoposti al test guardavano in tv solo serie televisive? Non parlavano di sesso con gli amici? Non usavano internet?  In quali condizioni sono cresciuti questi ragazzi?

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