Recorder – 22 – Sex and the City

di Enrico Nanni 16

Sex and the city, la popolare serie ideata da Darren Star, e vincitrice di ben 7 Emmy Award di 8 Golden Globe non è mai stata in voga come in questo momento, alle porte dell’arrivo, nelle sale, del finale cinematografico.

La serie è stata trasmessa originariamente dalla HBO dal 1998 al 2004, ed è tratta dal libro omonimo scritto da Candace Busnell, appartenente al genere “chick lit”, genere di cui fa parte anche il Diario di Bridget Jones.

La serie è ambientata a New York, e racconta le vicende che si susseguono nelle vite, parzialmente sovrapposte, di quattro amiche che hanno superato la trentina. Sono donne che lavorano, ma che soprattutto intessono relazioni, amano, fanno sesso, e affrontano problemi di tutti i giorni e anche qualcosa di più.


Le puntate, della durata di 29 minuti, sono incentrate anche su temi di rilevanza culturale e sociale, tratti dagli avvenimenti che caratterizzano la vita delle quattro ragazze.

In Italia la serie ha avuto grandissimo successo, trattando temi che riguardano principalmente il ruolo delle donne nella società e l’evoluzione di questo nel tempo, con annessi e connessi.

Qui da noi TMC ha avuto l’onore di trasmettere la serie, per poi divenire La7; quest’ultima ha replicato l’ultima volta la serie nel 2007.

Adesso è giunto il momento di fare un pò di nomi: le nostre amiche sono infatti Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), Charlotte York (Kristin Davis), Miranda Hobbes (Cynthia Nixon), Samantha Jones (Kim Cattrall).

Si parla di sesso, si veste alla moda, debolezze e punti di forza emergono in questo complesso campo di battaglia rappresentato dalla Manhattan di oggi.

Ogni puntata riesce a lasciare qualcosa allo spettatore, uno spunto di riflessione, un momento di raccoglimento per ricordare qualcosa che si è vissuto o che forse ci troveremo in futuro a vivere.

Le singole puntate si presentano come dei quadretti ben confezionati in grado di comunicari valori e intenzioni non banali e non scontate, l’unico rischio è quello di immedesimarsi troppo in una realtà che in fin dei conti ci appartiene solo parzialmente.

Per quello che riguarda la qualità dell’informazione trasmessa ci siamo alla grande: le quattro ragazze rappresentano quattro facce di una bella medaglia, se una medaglia ne avesse quattro.

Ai fan non posso che consigliare di rivederlo, perchè sicuramente l’hanno già visto. Agli altri consiglio di provare a visionarlo comunque, perché ci si affeziona ai personaggi alla velocità della luce.

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