Andrea Zalone a Cinetivù: “C’è poca fiducia negli autori italiani”

di Redazione Commenta

Abbiamo incontrato Andrea Zalone, autore di programmi comici tra cui Convenscion, Bulldozer, Ciro, Il figlio di Target, Mai dire martedì, Zelig, Glob, l’osceno del villaggio e da anni collaboratore fidatissimo di Maurizio Crozza, Enrico Bertolino, Caterina Guzzanti, La Gialappa’s Band e altri. E’ ideatore e headwriter di sketch-com (Colpi di Sole/Rai3, Piloti/Rai2). E’ anche ideatore, capo-progetto e autore di Crozza Italia Live ed attualmente impegnato in Victor Victoria, il programma di Victoria Cabello su La7. Con lui abbiamo, inoltre, analizzato il mezzo televisivo in ogni suo aspetto da navigato addetto ai lavori.

Salve Andrea. Qual’è la formula vincente di un programma cult come Victor Victoria?

Intanto sicuramente Victoria Cabello, autrice e conduttrice di un programma nato da una sua idea e dalla voglia di fare una televisione innovativa. Noi autori la aiutiamo a scriverlo. Il successo di Victor Victoria è indubbiamente frutto del talento di Vicky e del lavoro di squadra con gli autori.

Com’è lavorare con un cast completamente al femminile?

E’ molto interessante. Il nostro cast è uno spaccato molto eterogeneo della femminilità. La cosa che più mi piace è che tutte e quattro le donne, Vicky, Geppi, Arisa e Melissa P. sono donne autentiche non personaggi. Tra di loro c’è un clima molto bello, si è creata una bellissima energia.

Dai fuori onda rubati durante le riunioni di redazione emerge un forte affiatamento tra il gruppo autoriale: come nasce una simile sinergia?

Da un metodo di lavoro che personalmente io ho offerto a Vicky. Vicky passa la giornata insieme a noi autori. Scriviamo insieme la puntata. Questo condividere in modo corale i contenuti crea affiatamento e complicità. Siamo una squadra che lavora per la Cabello e ci mettiamo completamente a sua disposizione. Siamo allineati su ciò che vuol fare e ciò che non vuole fare.

Siete in grado di convincere anche i personaggi più ostili alle ospitate tv a prendere parte alla trasmissione, spesso coinvolgendoli in siparietti ironici e giocosi. Come ci riuscite?

E’ una credibilità che Victoria si è conquistata col tempo. Anche i più restii alle ospitate tv vengono volentieri da Vicky perchè vengono trattati in maniera originale. Le sue non sono semplici interviste. Infatti noi preferiamo chiamarli trattamenti.

Victoria Cabello può essere considerata l’anti-Chiambretti della seconda serata?

Assolutamente no. Non credo che la Cabello sia anti-qualcosa. Vicky ha una sua originalità. E poi i percorsi di Piero e Victoria sono talmente diversi…

La7 si conferma la rete generalista con maggior sperimentazione di format a basso costo ma con ascolti soddisfacienti. Come è inquadrato Victor Victoria in quest’ottica?

Victor Victoria è un format orginale con molte novità rispetto a Very Victoria di Mtv. La7 è la rete ideale per sperimentare… ce lo chiede proprio l’editore. Le ricerche di mercato dello scorso anno hanno messo in rilievo che la trasmissione e Victoria Cabello sono perfettamente affini alla linea editoriale de La7.

Si dice che la tv generalista stia morendo per la crescente e diversificata offerta digitale e satellittare. Qual’è il suo punto di vista come autore?

Credo sinceramente che la televisione generalista non morirà a breve. Deve fare i conti, però, con un’offerta satellitare e digitale ampissima. I giovani non guardano più la tv nel momento in cui va in onda. Preferiscono catturarne i momenti salienti con calma il giorno dopo su internet.

Ha lavorato sia in Rai e sia in Mediaset: come pensa andrà a finire la guerra dei palinsesti selvaggi tra i due poli?

Le tattiche e le strategie per fare ascolti purtroppo si ripercuotono sui contenuti. A me fa tristezza lo scimmiottamento di format da una parte all’altra. Crea appiattimenti di contenuti e impedisce il ricircolo di idee.

Come mai in Italia si producono pochi format e si preferisce puntare sull’usato garantito? Il lavoro dell’autore è in crisi?

Il produttore preferisce acquistare i format già confezionati all’estero. C’è poca fiducia negli autori italiani e c’è molta pigrizia. Ma ritengo che ci siano i mezzi e le possibilità per creare un format originale. Ci sono reti minori, e La7 in primis, che sperimentano tantissimo con format inediti… pensiamo a Le Invasioni Barbariche e Victor Victoria, Crozza Live.

Di fronte ad una situazione quasi stagnante nel processo produttivo di nuovi formati televisivi, ritiene che il satellite, il digitale o le cosiddette reti minori siano le nuove isole felici per la sperimentazione dei giovani autori?

Penso di si. Dove non c’è ansia di Auditel è più facile sperimentare.

Come ha preso la cancellazione di Glob dal palinsesto di Raitre?

Molto male. Ho partecipato alla sua nascita, ci ho lavorato per un paio di edizioni e sono amico di Enrico Bertolino. Mi dispiace tantissimo. Mi è sembrato assurdo. Faceva buoni ascolti. Trovavo la serata della domenica di Raitre molto bella con Fazio poi Report ed infine Glob nel segno della continuità.

A che punto è la satira nel nostro Paese?

Di satira nel nostro Paese non ce n’è tantissima. Ci sono fenomeni di satira in momenti circoscritti (basti pensare a Luciana Littizzetto al termine di Che Tempo che fa o Maurizio Crozza ad inizio di Ballarò). Credo che si dovrebbe produrre un reality in meno e più satira in prima serata. E non è giusto che programmi satirici di seconda serata come Parla con me di Serena Dandini siano continuamente sotto attacco.

Tornerà il Crozza Italia Live in primavera?

Credo proprio di sì. La rete vuole riproporlo perchè è andato bene. Nei primi mesi del 2011 torneremo in onda ma non so ancora quando di preciso.

Qual’è il suo personalissimo consiglio ad un giovane che vuole intraprendere il mestiere di autore tv?

Guardarsi intorno. Leggere i giornali e non limitarsi solo guardare la tv. Osservare il mondo da diversi punti di vista, solo così vengono idee… E poi spedire le proprie idee alle case di produzione dopo averle depositate.

Ringrazio personalmente Andrea Zalone per la disponibilità mostrata nel concedermi l’intervista.

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